Pdl, dietro la guerra interna i contrasti per accaparrarsi le solite poltrone

Alessandro Biancardi

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Pdl, dietro la guerra interna i contrasti per accaparrarsi le solite poltrone
ABRUZZO. Magari non si arriverà alle mani (ricordate il match Piccone-Scelli, con Di Stefano a far da paciere?), ma il nervosismo del Pdl sta toccando livelli altissimi: dietro i comunicati e le punzecchiature a mezzo stampa si sta giocando una partita molto tesa per le nomine nel partito e negli enti strumentali della Regione.

Si parte dal coordinatore regionale del Pdl (il senatore Filippo Piccone è dato ormai per uscente) per arrivare al capogruppo in Regione (la lotta è contro Gianfranco Giuliante, che ha dato fuoco alle polveri sollevando il problema Carlo Masci, ma che sembra sotto attacco per aver dato vita in Abruzzo alla Fondazione di Matteoli), ai colpi di mano di Guerino Testa (che teme di vedersi sfuggire la nomina a consigliere Fira per un suo collega commercialista), alla sanità che deve trovare due direttori generali entro dicembre, alla Saga e a chi più ne ha più ne metta.
Tutto gira attorno al problema dei problemi e cioè chi nel prossimo futuro comanderà nel Pdl.
In questa ottica va visto infatti – ad esempio - il tentativo di delegittimare Giuliante da parte di Lorenzo Sospiri e di Ricardo Chiavaroli: il senatore Fabrizio Di Stefano pensa di avere i numeri per scalzare l'attuale capogruppo, colpevole di appartenere – con Alfredo Castiglione - alla corrente del ministro Altero Matteoli? E' quello che si vedrà mercoledì all'Aquila, nella riunione del Gruppo consiliare che Sospiri – distratto dalle vicende pescaresi - ha sollecitato, ma che era stato già convocato.

GIULIANTE:«MASCI TROPPI RUOLI»

Proprio quello che succede a Pescara preoccupa il capogruppo Pdl alla Regione. Giuliante non gradisce i diktat di Carlo Masci che rischiano di mettere in crisi Comune e Provincia adesso che la sua lista civica è l'ago della bilancia per la sopravvivenza delle due maggioranze di centrodestra.
«Ma come – scrive il capogruppo alla Regione – Carlo Masci aveva concordato di sciogliere “Rialzati Abruzzo” e di confluire nel Pdl ed ora parla di noi come di un soggetto terzo? Urge un chiarimento. Anche perché lui è nel coordinamento regionale (i 50 nomi che governano il Pdl) ed è assessore e non può comportarsi così. Giuseppe Tagliente è stato fatto fuori perché è di “Rialzati Abruzzo” e Masci, che è l'ispiratore ed il leader di questa lista è dentro e fa il battitore libero?»
Il ragionamento di Giuliante fila, ma si scontra con un'interpretazione machiavellica dell'accordo, che sembra quella autentica.
Il comportamento di Masci si può leggere infatti così: “io ho rispettato i patti, ma alla Regione (infatti Tonino Prospero e Angelo Di Paolo sono nel Pdl). Non c'era scritto che dovevo fare lo stesso alla Provincia ed al Comune. D'altra parte lo sapete tutti che il mio sdoppiamento è funzionale al momento elettorale, cioè serve a prendere voti. Quindi io continuo così, siete voi che sbagliate”.

UNA REGÌA DIETRO LE MANOVRE PER DISARCIONARE GIULIANTE

Che qualcosa non funzioni nella catena di comando del Pdl lo dimostra proprio la reazione di Sospiri e di Chiavaroli. Che hanno tutto il diritto di parlare contro Giuliante, ma che non sono né il coordinatore cittadino, né il vice, rispettivamente Pastore e Castiglione che sono stati bypassati come se niente fosse (Pastore è in via di sostituzione, Castiglione è troppo vicino a Matteoli).
Questo conferma il tentativo di disarcionare l'attuale capogruppo che invece «chiede di discutere nell'organismo deputato (la segreteria regionale), mentre gli si risponde da un ristorante, almeno stando alle notizie di stampa».
Insomma Giuliante esclude la rappresaglia per la nascita della Fondazione che fa capo a Matteoli («perché, si domanda, tanto chiasso per me, mentre Di Stefano può fare il Cantiere Abruzzo?»), ma forse gli ha dato fastidio quello che ha detto il senatore Gaetano Quagliariello, venuto a Pescara proprio per parlare della nuova classe dirigente del centrodestra e che si è lasciato scappare qualche cenno critico alla nuova Fondazione.

LE FIBRILLAZIONI ALLA PROVINCIA DI PESCARA

In realtà sembra che il suo arrivo in Abruzzo sia servito a stringere sempre più i rapporti con Carlo Masci che, se salta Piccone, potrebbe essere il punto di riferimento di Quagliariello per il progetto – anticipato proprio da Rialzati Abruzzo - di creazione delle Leghe civiche meridionali al quale si sta lavorando. E pensare che tutto era nato per una sveltina del presidente della Provincia di Pescara che è stato contestato da “Rialzati Abruzzo” per la nomina dell'ingegner Paolo D'Incecco come responsabile dei Lavori Pubblici dell'Ente.
Tutto normale, per carità: bando pubblico e scelta fiduciaria da parte del presidente, che però un errore lo ha commesso quando ha scritto di aver nominato questo tecnico «d'intesa con la maggioranza».
Masci non ne sapeva niente: di qui il primo comunicato di Vittorio Mingione, portavoce della lista civica, e poi a cascata tutto il resto, pranzi e cene comprese.
Perché – oltre la cena di Piccone che ha comunque bacchettato Giuliante - c'è stato un altro incontro a pranzo tra Enrico Di Giuseppantonio, Guerino Testa e l'onorevole Daniele Toto che è nella Commissione trasporti della Camera.
Il pretesto era di parlare con i due presidenti del raddoppio dell'asse attrezzato Chieti-Pescara.
Però qualcuno del Pdl, mentre è sicuro che non se ne è parlato di fronte al presidente di Chieti (Udc), giurerebbe che Testa ha chiesto garanzie per le nomine negli Enti, soprattutto per un suo collega e amico come consigliere della Fira (presidente sarà Micucci, ex sindaco di Rapino, in quota An).
Nella meritocrazia di moda oggi, vuoi mettere il titolo di aver frequentato il presidente della Provincia?

Sebastiano Calella 19/10/2009 8.51