Chieti: «Rai3- che non vediamo - ci ignora»

Alessandro Biancardi

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Numerosi cittadini di Chieti delle zone Tricalle, Vallone Fagnano, San Salvatore e Via Solferino non hanno la possibilità di ricevere il segnale di frequenza televisiva per le trasmissioni della Rai regionale e di numerose reti televisive private. L'annosa questione verrà portata al prossimo consiglio comunale, in programma tra qualche giorno, con una interrogazione a risposta orale di Mario Colantonio, capogruppo consiliare di Alleanza Nazionale. Il problema sarebbe causato da una «persistente impossibilità di ricevere il segnale per una cosiddetta “copertura ambientale”», spiega Colantonio.
La situazione è stata più volte segnalata alle autorità competenti dai privati cittadini, senza però l'ottenimento di una giusta soluzione. «Dovrebbe essere doveroso», continua Colantonio, «per la pubblica amministrazione, risolvere le richieste dei cittadini specialmente se legate alla carenza di strutture riconducibili al pubblico interesse». Il capogruppo consiliare di An chiede al Sindaco Ricci di spiegare quali iniziative intende intraprendere per risolvere il problema e se si possa ipotizzare l'individuazione di un sito idoneo che consenta il posizionamento di antenne per ripetizione e diffusione del segnale.
Ma Colantonio mette anche in evidenza come «il capoluogo teatino risulti più volte dimenticato anche dallo stesso servizio pubblico televisivo».
La città è sprovvista di una redazione provinciale o di un ufficio di corrispondenza Rai: «questa situazione porta una ripetuta assenza da numerosi eventi locali di carattere culturale, sociale, sindacale e politico. Chieti, pur essendo capoluogo di Provincia», sottolinea ancora il capogruppo, «non beneficia di adeguati spazi informativi sulla rete nazionale pubblica che, differentemente, concede ampi spazi informativi a Teramo, L'Aquila e Pescara, tutti dotati di redazioni o uffici di corrispondenza del Tg3. Questa situazione non è accettabile, considerando che si tratta di una limitazione e negazione di un servizio pubblico dovuto, al cui mantenimento gestionale partecipano economicamente tutti i cittadini di Chieti che pagano regolarmente il canone».
Colantonio invita quindi il Sindaco e la Giunta comunale di Chieti ad organizzare «ogni tipo di azione di civile e ferma protesta , presso il Ministero competente e presso la Direzione Regionale Rai, finalizzata alla legittima richiesta di un miglioramento complessivo del servizio pubblico reso all'intera cittadinanza di Chieti, fornendo la dovuta informazione, con richiesta specifica di attivazione di un ufficio di corrispondenza RAI che sicuramente migliorerà l'attuale carenza del servizio pubblico televisivo».

23/02/2006 10.58