Pdl, scoppia il caso Carlo Masci

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dopo i malumori e le proteste rientrate a Pescara nel Pdl si agita una nuova grana. E scoppia il caso Carlo Masci.


Gianfranco Giuliante, presidente del gruppo in consiglio regionale e componente della segreteria regionale del PdL, chiede al coordinatore e al vice coordinatore, senatori Piccone e Di Stefano, «di valutare l'opportunità di una convocazione urgente del coordinamento del partito al fine di chiarire alcune preoccupanti dinamiche che si stanno sviluppando sul territorio».
«Diventa di difficile comprensione per la pubblica opinione, infatti», ha aggiunto Giuliante, «considerare le posizioni che Carlo Masci esprime nelle diverse vesti di componente la segreteria regionale del PdL, di assessore regionale del PdL, di componente del gruppo del PdL e contestualmente di leader di formazioni politiche che si autoinvestono del ruolo di alleati del PdL con funzioni di critica e di pungolo dell'azione amministrativa che il partito sta sviluppando nei diversi enti locali. Appare quanto meno inverosimile che chi, per l'appunto, è componente della segreteria regionale del PdL, possa schizofrenicamente mettere in discussione il proprio partito con azioni eclatanti di forte critica come quelle che si stanno consumando al Comune e alla Provincia di Pescara».
«Prendiamo atto delle dichiarazioni del coordinatore regionale di Pescara Futura Rialzati Abruzzo Vittorio Mingione e dello stesso Masci», continua Giuliante, «i quali sostengono che l'azione che si sta sviluppando non è correlata alla richiesta di "poltrone" ma si tratta di precisazioni che si muovono nella logica dell' excusatio non petita. Altro argomento che riteniamo dover essere urgentemente affrontato è quello della governance del territorio aquilano. Le polemiche di questi giorni circa il decreto, circa la presenza degli enti locali e i ruoli che debbono essere assunti devono e possono essere oggetto di un necessario approfondimento».
Insomma una lotta interna al centrodestra che deve necessariamente intendersi come lotta fra equilibri e poteri. Le poltrone non c'entrano? Lo si capirà nei prossimi giorni con la composizione della lite e gli accordi dichiarati e quelli sotterranei.
Intanto ufficialmente dopo gli incontri di ieri il contrasto sembra rientrato.
Per ora.

17/10/2009 10.35