«Commissione di vigilanza più utile e più slegata dagli interessi politici»

Alessandro Biancardi

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«Commissione di vigilanza più utile e più slegata dagli interessi politici»
 LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE
Dopo la relazione semestrale al Consiglio regionale sull'attività della Commissione di Vigilanza che ha illustrato grosse difficoltà relative alla principale attività di accertamento e verifica amministrativa, il presidente Mario Amicone scrive una lettera al presidente del consiglio Marino Roselli e al presidente della commissione statuto, Gianni Melilla.
In sede di Consiglio regionale i due schieramenti erano sembrati concordi nell'affermare come fosse difficile il compito di accertamento amministrativo e quante fossero le difficoltà connesse (molti degli enti dipendenti dalla stessa Regione si rifiutavano semplicemente di consegnare documenti, in barba alle più elementari norme sulla trasparenza amministrativa e con una grossa falla informativa nei confronti dell'opinione pubblica).
L'intento della missiva di Amicone è quello di «sollecitare e stimolare modifiche legislative che abbiano come obiettivo il perseguimento di una trasparenza più realistica e meno formale dell'attività politico – amministrativo della Giunta Regionale».
Amicone, dopo aver definito “comprensibile” il fastidio e l'imbarazzo della maggioranza nei confronti del Presidente della Commissione di Vigilanza che è pur sempre un Consigliere di minoranza con le sue prerogative, i suoi diritti ed i suoi obiettivi politici che sono ovviamente e comunque diversi da quelli dei consiglieri di maggioranza, auspica in sede di revisione dello Statuto e del Regolamento una Commissione di Vigilanza, dotata di maggiore autonomia, maggiori e diversi poteri e funzioni, e minor dipendenza dall'Organo che lo elegge.
«L'esperienza», continua Amicone,«maturata come componente della Commissione nel quinquennio 1995 – 2000, quella di Componente la Giunta Regionale nella successiva legislatura e quindi di appena sei mesi come Presidente, mi induce, con un pizzico di amarezza ma credo con sufficiente realismo, a porre una seria e costruttiva riflessione sullo Status della Commissione di vigilanza, sulla sua effettiva utilità e funzionalità per non continuare a vanificare il lungimirante intuito del legislatore che avvertì all'epoca la necessità e l'esigenza di prevedere alcuni controlli interni da parte del Consiglio Regionale sull'attività della Giunta».
«Tale esigenza», aggiunge Amicone, «rafforzata dalla domanda sempre più pressante di trasparenza da parte dell'opinione pubblica e dall'eliminazione di qualsiasi controllo esterno dettata dalla crescente cultura autonomistica regionale non può non tener conto e quindi non collidere con gli interessi politici quasi sempre contrastanti tra qualsiasi maggioranza e qualsiasi minoranza. Una Commissione, in conclusione, un po' più sganciata, per funzioni e composizione, dalle logiche della maggioranza e della minoranza assolverebbe meglio lo spirito ed il mandato Statutario migliorando anche il rapporto di fiducia della gente nei confronti dell'Istituzione Regionale».

23/02/2006 8.36