Commissione Bilancio: «al Comune trovato il disastro amministrativo»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «L'attuale amministrazione comunale ha ereditato un disastro amministrativo e non resta che la via di una completa riorganizzazione e modernizzazione di tutto l'apparato».

La pensa così Renato Ranieri (Pdl), presidente della Commissione Finanze e Bilancio.
Per Ranieri la precedente amministrazione si è caratterizzata negli anni passati per la gran mole di opere realizzate nei primi periodi della consiliatura «tentando di trasmettere un'idea di enorme efficienza amministrativa data dalla rapidità con cui è stata snocciolata l'apertura dei cantieri concentrando tutti gli sforzi, sia della macchina organizzativa ma, soprattutto, finanziari».
In realtà, dietro a quella immagine pubblica, sostiene Ranieri «è celato una profonda carenza di natura funzionale e organizzativa che, pur apparendo poco, incide profondamente tanto sull'efficienza dei servizi che sui costi dell'apparato che hanno così generato l'incessante ricerca di risorse attraverso l'utilizzo della leva fiscale».
Secondo il presidente della Commissione, infatti, l'ente «non è stato in grado di dotarsi di un inventario aggiornato dei suoi beni, il sistema informatico è totalmente carente ed inadeguato; in molti servizi le operazioni vengono effettuate in parte utilizzando il sistema centrale ed in parte utilizzando files di excel o di access liberamente creati da qualche impiegato di buona volontà».
Poi ancora, sostiene l'esponente del Pdl, l'amministrazione precedente dei crediti veniva gestita «ponendo attenzione non alla effettiva riscossione, ma solo all'interruzione dei termini prescrizionali; così molti crediti nel tempo divengono inesigibili anche se, teoricamente, vi sarebbe ancora la possibilità di agire per il loro recupero».
Ai dirigenti venivano posti obiettivi «di scarso profilo» che ovviamente, non mancavano di raggiungere con il conseguente riconoscimento, da parte del nucleo di valutazione, dei relativi premi.
«Tanti altri potrebbero essere gli esempi», continua Ranieri, «ma tutto ciò sta a significare che qualche taglio estemporaneo alle spese non comporta in realtà un risparmio strutturale sulla spesa ma solo ulteriore inefficienza e, in ogni caso, un risultato solo di breve termine per rispettare qualche parametro imposto dalla legge (patto di stabilità), ma nessun beneficio per i cittadini».

Ranieri chiede inoltre perché la struttura dei musei è stata data in uso a terzi. «Le prossime opere», chiude il presidente, «dovranno essere in gran parte finanziate o da altri enti o in accordo con privati». Questo anche perché «la ristrutturazione del debito operata dalla amministrazione D'Alfonso ha dilatato a venti-venticinque anni la scadenza degli stessi, per poi impugnare i contratti di Swap ritenuti all'improvviso onerosi!. Pertanto non c'è speranza che nei prossimi anni si liberino risorse per ulteriori impieghi».

26/09/2009 9.41