Di Pietro a Vasto: «Berlusconi è al tramonto e finirà come Saddam»

Alessandro Biancardi

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VASTO. Con un minuto di raccoglimento in onore dei caduti italiani in Afghanistan, si e' aperto questa mattina a Vasto il quarto incontro nazionale dell'Italia dei Valori.

Poi è stato Di Pietro show con accuse per tutti: da Berlusconi a Vespa, dal presidente della Repubblica ai presidenti di Camera e Senato. Chiara anche la posizione sulla missione di pace in Afghanistan: «è impossibile capire da che parte stanno la giustizia e la democrazia. Oggi sentiamo il dolore per i nostri ragazzi che hanno l'unica colpa di aver servito il Paese».
Il bersaglio preferito dell'ex pm di mani pulite è stato però, come sempre il premier Silvio Berlusconi: «parafrasando le sue parole», ha detto rivolgendosi al capo del Governo, « si può dire che e' stato il peggior presidente del consiglio di questi 150 anni».
«Berlusconi e' al tramonto e lui lo sà», ha aggiunto. «Lo sanno anche i suoi che il regime e' alla fine e molti si stanno preparando gattopardescamente alla transizione. E' qui che dovremo stare molto attenti».
Di Pietro ha poi aggiunto che l'Italia dei Valori lavorerà «affinchè il premier se ne vada per sempre prima della ricorrenza dell'Unità d'Italia. Presto ci sarà la sua implosione. Cadrà con il dito alzato, esattamente come Saddam Hussein».
Si avvicina poi la data del 6 ottobre, quando la Corte Costituzionale si pronuncerà sul lodo Afano. Il presidente dell'Idv non ha certo tralasciato l'argomento: «gli italiani possono stare sereni», ha assicurato, «perchè qualunque sia il verdetto noi vigileremo».

DI PIETRO CONTRO VESPA: «IL PLENIPOTENZIARIO DEL REGIME»

Un altro bersaglio del leader dell'Idv è stato il giornalista Bruno Vespa, al centro di polemiche nei giorni scorsi a causa della trasmissione speciale Porta a Porta dedicata alla consegna delle prime case ad Onna e il conseguente slittamento della messa in onda di Ballerò su Rai 3.
«Vespa è il plenipotenziario del regime», ha detto, «ci ha fatto sapere che Italia dei Valori doveva chiedere scusa per le sue affermazioni se voleva essere invitata a Porta a Porta, quasi che dovessimo chiedere il permesso a lui. Quello di far conoscere agli italiani la posizione del nostro partito e' un diritto».
E sull'informazione l'ex magistrato è convinto: «la Rete è l'ultima isola libera e democratica che va tutelata» e ha annunciato la proposta di riassetto dei mezzi di informazioni: «fuori i partiti dall'informazione pubblica».

«CONTRO IL CONDONO FISCALE»

«L'Italia dei Valori», ha proseguito Di Pietro, «e' contro il condono fiscale. Molti non sanno che, anche in queste ore, in Parlamento si tenta di far passare norme che agevolano l'evasione fiscale. Facciamole pagare, invece, queste tasse. So che Berlusconi vuole querelarmi quando dico che questo governo, di fatto, con queste misure, aiuta la mafia, ma a lui dico che la querela e' come un cerino: resta in mano a chi l'ha acceso».
Non si sono salvati dalle “ire” di Di Pietro anche Umberto Bossi («e' un ministro che ha giurato fedeltà alla costituzione ed e' uno spergiuro quando torna a parlare di secessione») e il presidente Giorgio Napolitano («non è intervenuto per riprendere Umberto Bossi per le sue affermazioni secessioniste»).
Prima di Di Pietro aveva preso la parola anche il consigliere regionale Carlo Costantini secondo il quale «l'informazione rappresenta una realtà distorta» e ha assicurato di «farsi carico della responsabilità di costruire l'alternativa di governo».
Costantini ha poi sottolineato di aver lasciato il Parlamento «per contribuire alla battaglia di opposizione in Regione Abruzzo».
18/09/2009 14.53

CHIAVAROLI (PDL): «FRASI GRAVI NEL MOMENTO DI LUTTO»

«Nell'ennesimo impeto da comiziante, Antonio Di Pietro oggi è tornato a paragonare il Presidente Berlusconi a Saddam Hussein e ad Hitler. Se volessimo rimanere su questo piano, mi verrebbe da dire che ci sarebbe da rivolgersi a Di Pietro come fece Mountazer al Zaidi contro Bush (il giornalista divenuto famoso per aver lanciato le scarpe contro l'allora presidente Usa George Bush).
Così il Consigliere regionale dell'Abruzzo Riccardo Chiavaroli del PDL.
«In realtà, prosegue Chiavaroli, le affermazioni di Di Pietro sono inaudite politicamente e storicamente, ingiustificabili anche nella foga della polemica politica e rasentano persino l'apologia di reato».
Le frasi odierne del leader IdV, conclude il consigliere Chiavaroli, «sono gravi tanto piu' nelle ore di lutto odierno e rappresentano una istigazione all'odio che nulla hanno a che vedere con la polemica politica; spero che Di Pietro e i suoi alleati,oggi e per il futuro, cambino davvero registro».
18/09/2009 16.07