Stella Maris, che fine farà? Di Stefano (Pd): «diamola ai giovani»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Quale futuro per la Colonia Stella Maris? Se lo domanda il consigliere comunale del Pd, Gabriele Di Stefano che ha inoltrato una interrogazione per conoscere quello che accadrà e avanzare qualche proposta.

La struttura è di proprietà della Provincia di Pescara che ha recentemente lamentato le lungaggini amministrative che ne fanno “una cattedrale nel deserto”.
I lavori di ristrutturazione sembrano completati da tempo eppure non accade nulla.
il cui progetto è stato realizzato nel 1938 dall'architetto Francesco Leone su mandato del Partito Nazionale Fascista. Si caratterizza per avere una pianta a forma di aereo e fino alla metà degli anni ottanta ha ospitato una colonia marina per bambini.
In più, da tempo si discute circa la migliore destinazione dell'immobile e si è andati dalla ipotesi della sede Comunale, all'Università per il turismo. C'è chi aveva proposto di trasformarla in caserma con annessa scuola di addestramento per militari della Guardia di Finanza o anche in sede della Azienda di Promozione turistica e molte altre idee.
«Nessuna di queste ha le gambe per camminare», commenta Di Stefano, «e la Stella Maris è sempre lì abbandonata a se stessa a rischio di un nuovo deperimento delle strutture da poco sistemate con un innegabile sperpero di denaro pubblico».
Cos' il consigliere chiede se non sia opportuno promuovere iniziative per restituire all'imponente immobile al servizio della gioventù.
Per Di Stefano porterebbe diventare così una “colonia marina” o quant'altro utile per i più giovani: «“stage”, corsi di formazione mirati alle nuove professioni ed anche al recupero degli antichi mestieri della nostra tradizione regionale che stanno scomparendo in modo da utilizzare l'immobile per tutto il periodo dell'anno».

09/09/2009 10.47