D'Amico (Pd): «No al taglio delle comunità montane nel vastese»

Alessandro Biancardi

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VASTO. «Impegnare il presidente della provincia, Enrico Di Giuseppentanio, perché chieda alla Regione Abruzzo una rivisitazione della proposta di riordino delle Comunità e salvaguardare una presenza istituzionale nel vastese».
E' una parte della mozione che il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, Camillo D'Amico ha presentato ieri mattina e che, con ogni probabilità, verrà discussa nella seduta del prossimo 15 Settembre.
La proposta di modifica dell'attuale assetto delle comunità montane, presentato dalla Regione Abruzzo, secondo D'Amico, penalizza il vastese.
Quel territorio, se dovesse passare il progetto, vedrebbe cancellate le attuali 2 comunità (Medio e Alto Vastese) esistenti che verrebbero spostate amministrativamente nel Sangro. «Sarebbe un ulteriore danno», ha detto l'esponente del Pd, «al territorio vastese dopo l'insulto ricevuto nella composizione delle giunte regionale e provinciale, da parte del centro – destra, nel non aver inserito nessun rappresentante dopo avere raccolto una larga messe di voti».
«I criteri utilizzati dalla Regione, pur condivisibili nella loro individuazione, non possono essere applicati con rigidità – si legge nella mozione –. Bisogna attivare una partecipazione con i comuni interessati per giungere ad un nuovo disegno istituzionale montano condiviso e tener conto delle esigenze delle popolazioni residenti bisognose di servizi reali e di rappresentanza adeguata».
Ritardi, tra l'altro, che si procrastinano anche nell'avvio di lavori pubblici avviati dalla precedente amministrazione di centro – sinistra alla provincia, come il 5° lotto della fondovalle Treste, da appaltare, e per la quale si corre il concreto pericolo che i fondi tornano alla Regione per un fermo amministrativo inspiegabile che si protrae ormai da quasi 3 mesi.
«Il vastese è stanco di essere offeso ed indignato; eleva insistente la voce di essere considerato alla stessa stregua di altri territori. La penalizzazione istituzionale che c'è stata è pesante, il centro destra ne porta palesemente tutte le responsabilità, ma patire anche ritardi e sottrazioni per opere pubbliche importanti e strategiche per il territorio è inqualificabile. Non solo noi del PD ma l'intero centro – sinistra si mobiliterà per evitare ulteriori umiliazioni e lo farà non solo con la mera denuncia ma con un attività politica che si farà sentire e risulterà molto incisiva».

08/09/2009 8.11