A Spoltore il «pasticcio» di Ranghelli: «ammucchiata bipartisan»

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Nuova ondata di ottimismo per la giunta Ranghelli che adesso gode anche dell'appoggio di Alleanza Nazionale. Ma Castricone (Pd) è furioso.


Nei giorni scorsi il presidente del consiglio Luciano Di Lorito è stato sollevato dal suo incarico: una sfiducia che ha messo tutti d'accordo e ha lasciato ampi dubbi sulle cause.
Chi lo ha fatto fuori sostiene che in troppe occasioni Di Lorito non sia riuscito a spogliarsi delle sue vesti di consigliere e non abbia garantito un comportamento super partes.
Motivazioni rigettate dal diretto interesato che però non ha potuto far altro che cedere la sedia al suo successore: Valerio Spadaccini, consigliere di An, colore politico avverso a quello del primo cittadino ma questo pare sia solo un dettaglio.
Ranghelli godrebbe così di una sorta di maggioranza bipartisan dove opposizione e maggioranza si mescolano. Una situazione anomala, denunciata anche dal capogruppo del Pd, Castricone che oggi propone il deferimento dei suoi che hanno votato per l'elezione dell'esponente di Alleanza Nazionale.
I Democratici di Spoltore parlano invece di «ammucchiata senza alcun senso politico e nessuna prospettiva credibile» e di «operazione di trasformismo politico, in sfregio della volontà popolare».
Il risultato, sostengono i Democratici è «la fine della maggioranza di centro-sinistra; un Partito Democratico allo sbando e ridotto ai minimi termini; consiglieri comunali che non rispondono ai partiti nè agli elettori; una giunta comunale raccogliticcia che non rappresenta più la coalizione che ha vinto le elezioni e una presenza in maggioranza di esponenti del centro-destra seduti sullo strapuntino del potere».
Nei giorni scorsi aveva espresso perplessità anche Bruno Biagi, il commissario del Partito Democratico nominato per far ritrovare «il proprio profilo di visibilità e proposta».
Biagi, già prima della nuova nomina di Spadaccini aveva parlato di «pasticcio» nel quale il Pd potrebbe non riconoscersi.
«Credo che anche tu converrai che è bene fare chiarezza sulla prospettiva che l'amministrazione intende perseguire», aveva scritto Biagi a Ranghelli prima del voto di sfiducia. Ma il sindaco è andato avanti per la sua strada e adesso si ritrova questa strana coalizione, probabilmente unica in Italia, dove Pd e An vanno a braccetto.

01/09/2009 11.57