Farindola, ex sindaco attacca manifesti contro il primo cittadino

Alessandro Biancardi

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FARINDOLA. E’ scontro tra il nuovo sindaco di Farindola, Antonello De Vico, e il suo predecessore, Massimiliano Giancaterino, in carica fino al 7 giugno scorso.

De Vico 45 anni, sposato con due figli, medico di famiglia a Farindola, di tradizione democristiana (corrente gaspariana), ha preso il posto del suo “amico” e collega che proprio negli ultimi giorni ha affisso per le strade di Farindola un manifesto.
Cosa ci ha scritto sopra? Gli auguri per il nuovo incarico da primo cittadino? Le congratulazioni per il nuovo incarico di commissario provinciale dell'Udc, arrivato proprio in queste ore? Nient'affatto.
Giancaterino ha riportato una sua cronistoria di fatti avvenuti recentemente con una chiosa molto critica: «ma voi vi fidereste di un sindaco così?»
«La candidatura di De Vico a sindaco», spiega l'ex amministratore ai suoi concittadini nel manifesto, «è una evidente “pensata” estemporanea dopo la sua bocciatura alle elezioni regionali dettata dalla esigenza di tornare o occupare una qualsiasi poltrona dato che era rimasto a piedi, essendosi dimesso da assessore provinciale e non essendo stato eletto in Consiglio Regionale».
L'ex sindaco ricorda anche di non essersi ricandidato per «motivi personali» ma assicura che strinse un accordo «sulla parola d'onore tra uomini con il medesimo Antonello che prevedeva, (tra le altre cose…) il mio ormai arcifamoso passo indietro da qualsiasi carica amministrativa; come contropartita ci sarebbe dovuta essere la designazione, da parte del mio gruppo, di un consigliere da eleggere che avrebbe ricoperto anche la carica di assessore nella futura Giunta Comunale».
Ma la promessa non è stata mantenuta.
«Motivazione data dallo stesso De Vico a quanti (molti) gli chiedevano lumi sul mio accantonamento», si legge ancora sul manifesto, «è stata la seguente: “Massimiliano ha commesso molti errori, era troppo giovane, adesso è necessario che torni io in sella per mettere le cose a posto”».
Giancaterino fa le pulci anche sulla «coerenza politica». del suo avversario: «D'accordo, oggi le ideologie sono finite» ma il sindaco «dalla Margherita guardava con simpatia l'estrema sinistra; ha avuto un brevissimo flirt con i Verdi; poi l'avventura (terminata malissimo) nel Pd; l'innamoramento nientemeno che per “L'Italia di Mezzo” di Follini; il tentativo di saltare sul carro vincitore di Di Pietro / Italia dei Valori dove non era considerato persona gradita; per finire, il “ritorno a casa”, come da lui stesso definito, nell'Udc. Da ultimo, ricordo le battaglie contro Gabriele Santucci - con il quale se le sono suonate di santa ragione – salvo poi votarlo nelle ultime elezioni amministrative».
Ma come mai la vittoria a Farindola?
L'ex sindaco sostiene che quella coalizione fosse la più preparata politicamente e che gli avversari non hanno potuto fare molto per contrastare l'elezione.

21/07/2009 9.30

«SOLO MALDICENZE»

«Frutto di una reazione infantile, tappa finale di una vicenda politica
infantile che il popolo sovrano però, aveva subito intuito : nel ‘99,
infatti, Giancaterino Massimiliano si candidò consigliere comunale e
non fu eletto, ma da noi anche gli “ sconfitti ” vengono rispettati
per il contributo comunque dato piuttosto che definirli arrogantemente
trombati».
Rispondono così I gruppi politici della lista Farindola Insieme.
« Lo stesso De Vico nel 2005», si legge in una loro nota, «aveva intuito come migliore
Sindaco un altro candidato, ma la maggioranza del gruppo (da noi c'è abbondanza di democrazia e collegialità : cosi è stato anche nella composizione della attuale giunta) decise a favore di Giancaterino
Massimiliano che però oggi, con ingratitudine, definisce costoro “ tirapiedi” solo perché la loro attuale valutazione su di lui è negativa».
«Siamo proprio noi “ tirapiedi ”oggi», aggiungono, « a dirti che il pentimento verso la tua elezione a Sindaco è stato immediato da parte della giunta e consiglieri che ti hanno visto all'opera da vicino e poi gradualmente di tutti per la totale incapacità politica manifestatasi non in uno o più episodi, ma costantemente su tutto in una esplosiva miscela di inadeguatezza, superficialità, disattenzione, mancanza di iniziativa mista ad una poco simpatica perentorietà di toni, linguaggio e atteggiamenti».
« Solo la pazienza di De Vico ha evitato la crisi anticipata e pensavamo che, dopo aver ricevuto tanto dalla politica», scrivono ancora, «avresti dimostrato un minimo di saggezza nel fare un passo indietro
rispetto a chi non solo ti ha aiutato ma ha anche dimostrato di essere più capace e quindi più utile al nostro paese. De Vico lo abbiamo costretto a candidarsi Sindaco per non perdere le elezioni con te, altro che “poltronite”, semmai la tua appare proprio una crisi di astinenza da poltrona!. Tutti lo sanno e l'hanno capito e lo stesso De Vico (che ti ha voluto bene sul piano umano pur “sopportandoti” politicamente) si è
prodigato non poco per addolcirti la pillola amara della verità. Tu, invece, lo hai accanitamente aggredito sul piano personale dimostrandoti irriconoscente, ma anche confermandoti politicamente “ ridicolo ” nel tentativo di denigrarlo proprio nel mentre lo stesso veniva premiato responsabile provinciale dell' UDC direttamente dal segretario nazionale Lorenzo Cesa».

19/09/2009 10.20