Fondo sociale. Pd:«proposta di legge per sbloccare la situazione»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Una proposta di legge per risolvere la drammatica situazione venutasi a creare a seguito del mancato rifinanziamento del fondo sociale regionale, il cui taglio complessivo nel bilancio regionale 2009 ammonta ad oltre 15 milioni di euro.


A presentarla ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa a Pescara, i consiglieri del Gruppo regionale del Partito Democratico.
Come ha spiegato la consigliera regionale Marinella Sclocco «la decurtazione dei fondi sta
creando danni all'intero sistema delle politiche sociali, e comporterà una carenza di servizi fondamentali di cui faranno le spese le fasce più deboli della società, spesso le più bisognose dei servizi in questione».
Da qui l'idea, contenuta nella proposta di legge, di rimpinguare il capitolo del Fondo sociale destinando ad esso le risorse derivanti dalla rinegoziazione dei prestiti, autorizzata
dalla legge 24 giugno 2009 n. 77, ("Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo).
«Qualche settimana fa - ha continuato la Sclocco - nel corso di un'assemblea da noi convocata con le associazioni del terzo settore, l'assessore regionale alle politiche sociali, Gatti, aveva promesso che con una variazione del bilancio regionale avrebbe provveduto a ripristinare le risorse necessarie per i servizi legati al Fondo Sociale Regionale. In realtà, ad oggi, non è pervenuta alcuna notizia in merito, mentre gli enti locali sono già costretti ad anticipare i fondi necessari per garantire i servizi pubblici alla persona, mentre le
associazioni e le cooperative non riescono a fornire i servizi dovuti agli utenti, proprio perché incerti sui futuri finanziamenti delle loro attività».
«La nostra proposta di legge - ha spiegato il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro - darà la possibilità di attuare interventi in materia sociale e socio assistenziale
ed al finanziamento dei capitoli relativi all'attuazione del diritto allo studio. Non vogliamo che il costo della drammatica situazione venutasi a creare con il terremoto del
6 aprile si ripercuota su quelle categorie che la giunta regionale ha dimostrato di non saper tutelare adeguatamente. Se la nostra proposta non dovesse essere accolta, siamo
pronti alla mobilitazione generale».


21/07/2009 8.08