Nomine negli Enti, viene a galla l’indebolimento politico di Chiodi

Alessandro Biancardi

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Nomine negli Enti, viene a galla l’indebolimento politico di Chiodi
ABRUZZO. Nulla di fatto sulle nomine negli Enti regionali al termine della riunione di maggioranza alla Regione che si è tenuta a Pescara, nel palazzo della Giunta.
E questa non sarebbe una notizia, vista la scarsa produttività dell'amministrazione Chiodi.
Ma è preoccupante per il futuro della Giunta l'ulteriore indebolimento politico del presidente che, messo in difficoltà dalla presa di posizione degli onorevoli del Pdl che lo hanno criticato sulle nomine degli Enti, ha chiamato in suo aiuto i consiglieri di maggioranza, legittimando di fatto le loro richieste.
Si è trattato di una vera e propria dimostrazione di debolezza, un autogol aggravato poi dal fatto che lo stesso Gianni Chiodi ha proposto di allargare ad una cabina di regia la scelta dei nomi da proporre ai vertici degli enti regionali, allontanando di fatto decisioni che in campagna elettorale erano state date per rapidissime.
La riunione era stata convocata mettendo all'odg la discussione di alcune leggi di iniziativa della Giunta, come il Piano casa e la legge urbanistica.
Di fatto però si è discusso di nomine, proprio su iniziativa di Chiodi che ha smentito le notizie apparse sulla stampa, anche se qualche nome pare in pole position perché a lui gradito.
Poi è arrivata la sua proposta, apparentemente ragionevole, ma devastante per la sua leadership e che in realtà nasconde un disegno ben preciso: farla pagare ai deputati che lo contestano.

PRENDERE TEMPO E BYPASSARE I DEPUTATI CHE LO CONTESTANO

Infatti, in assenza di un coordinamento regionale, il presidente ha chiesto di nominare una cabina di regia per gli incarichi da assegnare: ne farebbero parte i 2 coordinatori regionali Piccone e Di Stefano, il capogruppo Giuliante, i 4 coordinatori provinciali ed i due dell'Aquila e Pescara.
Di fatto dentro i senatori Pastore e Tancredi come coordinatori di Pescara e Teramo e fuori i deputati che lo contestano.
Alla riunione però mancavano proprio i due coordinatori regionali e c'erano altre assenze importanti, come quelle degli assessori Gatti e Venturoni e di alcuni consiglieri.
Anche De Matteis non c'era, ma non si sa se è stato invitato o no, dopo il suo defilarsi dalla maggioranza per le vicende del terremoto.
Quindi non è dato sapere se la proposta del presidente è condivisa o se è uno dei tanti proclami ai quali siamo stati abituati.

LE RICHIESTE DEI CONSIGLIERI: CRITERIO MERITOCRATICO SPINTO

E qui è andato in onda il secondo errore di Chiodi che ha dovuto subire le richieste dei consiglieri chiamati in soccorso, cioè utilizzare “ma veramente” un criterio meritocratico per designare i vertici degli Enti strumentali.
Il fatto è che gli eletti che hanno una vecchia esperienza politica alle spalle, sanno bene che all'epoca di Giovanni Pace, il centrodestra si è rotto le ossa proprio con le scelte dei vertici degli Enti e non vorrebbero ripetere l'errore.
«Noi vogliamo condividere le scelte, ma debbono essere di qualità e non per sistemare questo o quel trombato», hanno detto.
In realtà la riunione ha dato l'impressione di una Giunta di fatto commissariata dal Governo nazionale, che con il pretesto del terremoto l'ha espropriata dalla gestione delle vicende abruzzesi.

GIUNTA REGIONALE COMMISSARIATA DA ROMA SULLA SANITÀ?

Se a questo si aggiungono le notizie (che non sono solo “rumors”) che a Roma, in assenza di proposte abruzzesi, stanno preparando un piano di riassetto della sanità regionale calato dall'alto e quindi senza agganci e consensi sul territorio, che il Commissario governativo Redigolo sfugge al potere della Regione nella sua attività ragionieristica sui conti sanitari, che la maggioranza, pur potendo, non ha licenziato ancora i manager Asl in servizio, come ampiamente promesso in campagna elettorale perché nominati da Del Turco, è chiaro che qualche consigliere, non solo il capogruppo Giuliante che morde il freno di fronte all'inattività della sua Giunta, si domanda perché è tutto fermo.
Senza licenziamenti traumatici e a rischio vertenze di lavoro, per il cambio dei manager Asl, fanno notare alcuni consiglieri, c'è infatti una norma del Decreto Abruzzo di recente approvato che annulla la creazione delle aziende universitarie di Chieti e dell'Aquila.
Di fatto così si da il via libera alla creazione di 4 Asl provinciali, con il contestuale possibile licenziamento “tranquillo” dei manager in servizio.
Nessuno però si è attivato in questo senso. E sullo sfondo di questo dibattito politico asfittico irrompe allora anche un altro sospetto: la sanità non si tocca e forse non si vogliono tagliare veramente nemmeno gli ospedali (come richiesto dal Piano di rientro dai debiti).
Si teme la reazione delle popolazioni scese in piazza contro i tagli del centrosinistra?
Macché: forse non si vogliono tagliare i centri di spesa e gli appalti, cioè le clientele.
Ma di questo non si deve parlare, tanto che il prossimo consiglio regionale è previsto per il 21 luglio.
Poi inizieranno le ferie estive.
Qualcuno però giura che subito dopo il G8 il dibattito politico si rianimerà, magari con “l'aiutino” della Magistratura che già l'altra estate (era il 14 luglio) rovinò le vacanze ai cronisti.

Sebastiano Calella 04/07/2009 10.15