Rifondazione Comunista: «no alle armi d'ordinanza per la Polizia Municipale»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Sicurezza dei cittadini. È questo uno dei temi al centro del dibattito politico nella città di Teramo.
La segreteria di circolo di Rifondazione Comunista critica duramente le politiche definite “securitarie” del centro destra, promosse nelle ultime campagne elettorali dal presidente di Regione Chiodi e da Brucchi, primo cittadino di Teramo.
«Siamo assolutamente contrari alla proposta elettorale fatta dalla Lega Nord», fanno sapere da Rc, «e sostenuta dal neo eletto sindaco riguardo l'istituzione delle famigerate ronde anche nella città di Teramo. Un fatto che andrebbe ad aggiungersi alla delibera della scorsa amministrazione circa la fornitura di pistole ai vigili urbani».
«Questa scelta denota» – fa sapere Rifondazione Comunista – «una scarsa conoscenza della realtà che vecchi e nuovi amministratori si trovano a governare. A Teramo infatti non esistono problemi legati alla microcriminalità. Dotare i vigili urbani di armi è utile soltanto per far presa su di un'opinione pubblica miope e manipolata. Questo è un provvedimento che oltre ad infondere un senso di insicurezza tra la popolazione costituisce un pericolo per coloro che, quotidianamente, si trovano a lavorare con uno strumento potenzialmente pericoloso senza adeguata preparazione».
Preciso secondo Rifondazione è il compito della Polizia Municipale:«a nostro avviso deve tornare ad occuparsi delle funzioni proprie che le competono. La dotazione di armi, tra l'altro, comporta una spesa e ci chiediamo da quale settore verranno sottratte le risorse necessarie a coprire l'importo che la dotazione di armi comporta. Il tutto mentre per anni ci hanno ripetuto che le risorse non erano sufficienti a garantire un'adeguata presenza dei municipali sul territorio. Non è neanche provato che i vigili abbiano nelle proprie abitazioni luoghi idonei dove riporre l'arma».
«Rifondazione Comunista dunque» – conclude la segreteria di circolo – «chiede alla nuova Giunta di rivedere questa decisione ed indirizzare le risorse già destinate per l'acquisto di armi ad un potenziamento delle politiche sociali comunali. Soprattutto in un grave periodo di crisi come questo».

23/06/2009 10.15