Rc e la «panzana elettorale» dell'ospedale a Giulianova

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2946

GIULIANOVA. Si accende il dibattito politico intorno l'ospedale di Giulianova.


Il Partito di Rifondazione Comunista non ha risparmiato critiche pesanti a Rocco Salini, che nel 2000 aveva annunciato l'imminente realizzazione di una nuova struttura ospedaliera nella città giuliese e a tutti gli esponenti di centrodestra che si sono succeduti in questi anni: «fu una brillante intuizione elettorale» – sottolinea il circolo del Prc Di Massimantonio – «da quel momento la panzana del nuovo ospedale ha caratterizzato tutti gli appuntamenti elettorali, venendo ripresa con scarsa fantasia dalla quasi totalità dei candidati succedutisi nelle compagini di centrodestra. È accaduto con Bruno Sabatini, Giancarlo Cameli, Gianfranco Francioni e naturalmente con Lanfranco Venturoni».
«La panzana del nuovo ospedale svanito nel nulla all'indomani delle regionali del 2000» – prosegue il circolo Di Massimantonio – «è ricomparsa con puntualità nelle elezioni comunali del 2004 e anche al primo avvicinarsi dell'appuntamento alle urne di questa primavera. Nessun candidato ha saputo rinunciare all'annuncio ad effetto, privilegiando ancora una volta la politica delle facili e false promesse rispetto a quella della progettazione seria e concreta».
La situazione di crisi della sanità non è ovviamente riconducibile soltanto al caso dell'ospedale di Giulianova: «non solo le condizioni dell'ospedale giuliese bensì quelle dell'intera sanità pubblica abruzzese sono drammaticamente peggiorate. Interi reparti sono stati chiusi, i tempi di attesa degli esami clinici sono divenuti biblici. Il personale ospedaliero è ridotto all'osso e sottoposto a turni massacranti e le casse della sanità pubblica sono oramai ridotte all'osso».
«Ancor oggi pur con la presenza al fianco dell'assessore Venturoni e di un commissario governativo ad acta, Gino Redigolo» – affonda Rifondazione – «risposte concrete alla drammatica situazione della sanità abruzzese tardano ad arrivare. Tutt'ora il centrodestra solleva la cortina di un ipotetico nuovo ospedale a coprire le macerie delle proprie incapacità».
Il rilancio della sanità pubblica abruzzese, secondo Rifondazione Comunista, passa attraverso una politica che rispetti punti precisi. La realizzazione della Associazioni di Medici di Base per assistenza domiciliare ed ambulatoriale ventiquattro ore su ventiquattro; investa nulla prevenzione con potenziamento dei consultori, dalla medicina scolastica alla medicina del lavoro e turistica; una politica che abolisca i ticket per le fasce di reddito più deboli e per gli esami diagnostici di prevenzione; riqualifichi il pronto soccorso con l'inserimento di una figura primariale in grado di limitare i ricoveri impropri; azzeri le liste di attesa; riordini la pianta organica anche attraverso convenzioni con la facoltà di Medicina dell'Università di L'Aquila.

23/05/2009 11.04