Ranghelli ci ripensa, ritira le dimissioni: resta sindaco

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Il sindaco Ranghelli (Pd) ci ha ripensato. Dopo aver presentato le dimissioni, e dopo venti giorni di riflessione, comunica che resterà alla guida di Palazzo di Città.
«Ho utilizzato questo periodo per una profonda riflessione», ha fatto sapere il primo cittadino, «per verificare se vi fossero le condizioni per un rinnovato vigore nell'impegno politico-amministrativo e in primis ho ascoltato il pensiero di molti cittadini di Spoltore».
E alla fine Ranghelli non può far altro che rimanere. Lo fa, racconta, «dopo le iniziative intraprese da alcuni concittadini a sostegno del sottoscritto a mezzo di una petizione popolare e considerando il numero considerevole dei firmatari che chiedono di andare avanti nell'amministrare la nostra città».
Per il sindaco, inoltre, «nell'ambito degli schieramenti politici si registrano passi responsabili affinchè si possa dare un nuovo slancio all'attività politico-amministrativa e nell'auspicio che questi si traducano in azione reale».
Nelle scorse settimane il sindaco aveva detto di dover abbandonare la sua poltrona perché non si poteva andare avanti dopo la bocciatura della sua stessa maggioranza al bilancio preventivo.
Ma i consiglieri comunali del Pd “incriminati” Nando Capuzzi, Michele Di Cola, Luciano Di Lorito e Francesco Zampacorta replicarono parlando di una crisi «che viene da lontano».
«L'apice dell'azione solitaria del sindaco», avevano raccontato i quattro nei giorni scorsi, «si è avuta con l'azzeramento della giunta avvenuta nel mese di febbraio. Poi il sindaco ha riproposto gli stessi assessori, tranne uno. Nella giunta bis in carica», hanno contestato ancora, «non ci sono rappresentanti di una parte importante del Pd, gli ex Ds, primo partito della coalizione».

«Considerato che non esiste una nuova maggioranza a Spoltore, le decisione di revoca delle dimissioni del Sindaco non hanno un supporto di concretezza».
E' la posizione di Massimo Di Felice (Udc) che nel frattempo chiede di promuovere a tutta l'opposizione una iniziativa comune e l'intervento urgente del Prefetto «affinchè stabilisca un criterio di chiarezza nell'interesse di tutta la collettività Spoltorese».
«La maggioranza», sostiene Di Felice, « cerca di tirare a campare con una coalizione di centro sinistra che non esiste più perchè di fatto non esiste più il Pd, ma si parla ormai di due fazioni in guerra più di quanto non lo erano prima di fondersi in un unico partito. Abbiamo assistito negli ultimi mesi ad uno spettacolo assolutamente indegno di una classe politica responsabile. Alla luce di quanto sopra esposto, penso che l'unica soluzione sia quella di ridare la parola ai cittadini, i quali potranno esprimersi sull'operato di questa giunta e scegliersi i rappresentanti che possono meglio dare risposte».



05/05/2009 16.12