Polemiche dietro la "defenestrazione" dell’assessore Di Carlo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il consiglio comunale si scioglie mentre le giunta D’Alfonso si sgretola sulla linea del traguardo.


Venerdì scorso l'assessore ai grandi eventi Simona Di Carlo dopo un diverbio burrascoso ed un “confronto” con il vicesindaco Camillo D'Angelo ha sbattuto la porta ed ha lasciato la giunta.
Il tema del contendere sembra essere stato il concerto di Laura Pausini allo stadio Adriatico, notizia già data per certa quando invece non c'era l'accordo della giunta. Uno sgarro che non è passato sotto silenzio e che ha fatto saltare gli equilibri e la presunta concordia nell'esecutivo capeggiato da D'Angelo.
Il vice sindaco aveva fatto osservare che dopo avere speso 14 milioni di euro per rifare lo stadio, in vista dei Giochi del Mediterraneo, era il caso di tutelare la struttura.
In una delibera approvata giovedì si impone una cauzione di 20.000 euro a chi chiederà in uso l'impianto, un canone di 12.000 euro e una fidejussione bancaria da parte di una assicurazione primaria del valore di 500.000 euro.
«A pagarne le conseguenze rischia però di essere, come sempre, la città che si ritrova con un programma di iniziative estive praticamente azzerato a un mese dal rinnovo della stessa amministrazione e, peggio, con l'approvazione di una delibera ‘carbonara' che di fatto renderà inaccessibile lo stadio Adriatico per i grandi eventi», ha commentato Luigi Albore Mascia (Pdl), «una delibera che, tempo un mese, andremo a rivedere, pur garantendo ogni misura di tutela per l'impianto che, a oggi, è ancora un cantiere».
Mascia contesta inoltre la mancanza di qualsivoglia comunicazione ai consiglieri comunali del cambio di assessore (è entrato Imbastaro che si occuperà dei Giochi del Mediterraneo).
«Una buccia di banana per il vicesindaco che», aggiunge Mascia, «sbarazzatosi dell'assessore scomodo e ingombrante, ha praticamente azzerato il calendario di eventi già predisposto, affidando le deleghe al neo-assessore Imbastaro, catapultato, per sua stessa ammissione, in un settore, quello del turismo, in cui dovrà in poche ore imparare a muoversi, destreggiarsi, conoscere mezzi e uomini, e improvvisare iniziative».
Il candidato del Pdl alle amministrative aggiunge poi di condividere l'esigenza di tutelare e proteggere il campo appena rifatto dell'Adriatico e l'intero impianto, «ma questo», ha concluso, «non significa interdirne l'uso, dopo aver sprecato sei anni senza neanche realizzare una struttura alternativa in cui ospitare i grandi eventi. L'Adriatico ha sempre accolto iniziative internazionali, il Comune, fino al 2003, ha sempre garantito la perfetta convivenza tra spettacoli, concerti e iniziative sportive, come accade anche nel resto d'Italia».

27/04/2009 11.44