Comunali Pescara, Rifondazione: «no al Pd travolto dalle inchieste»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Rifondazione Comunista alle comunali di Pescara non andrà a braccetto con il Pd e con il suo candidato sindaco, Marco Alessandrini. Lo ha assicurato Viola Arcuri, segretaria cittadina di Rc.

Il partito auspicava uno spostamento del turno elettorale a seguito del terremoto ma così non sarà e si andrà alle urne il 6 e 7 giugno prossimi.
La Arcuri parla senza mezzi termini di «mancanza di condizioni» per un'alleanza con il Pd «e i suoi cespugli».
«Le ragioni per cui decidemmo un anno fa di non proseguire il percorso di governo e ci presentammo autonomamente con le altre forze della sinistra sono state confermate e rafforzate dagli avvenimenti successivi», spiega la segretaria. E quando si dice avvenimenti successivi ci si riferisce, ovviamente, all'arresto del sindaco Luciano D'Alfonso.
«Noi siamo contro la destra, ma non per questo vogliamo essere complici di sistemi di potere che nulla hanno a che fare con la sinistra».
La posizione, assicura la Arcuri, «prescinde dal giudizio sul candidato sindaco scelto dal Pd. Abbiamo constato che neanche le inchieste giudiziarie hanno stimolato nel resto del centrosinistra un minimo di riflessione autocritica».
Se oggi il centrodestra «è così baldanzoso» per l'esponente di Rifondazione «è soltanto grazie al susseguirsi di scandali che hanno visti coinvolti gli esponenti del Partito Democratico».
«Siamo sicuri», chiude la Arcuri, «che a Pescara ci sono tante persone perbene, di sinistra, sensibili ai temi ambientali, che non si sentono rappresentate né dal Pd e tanto meno dal Pdl che durante i suoi dieci anni di governo cittadino ha solo servito i grandi costruttori».


27/04/2009 11.47