Pd contro Chiodi: «fa il figurante». Di Pietro sfida Berlusconi

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2182

L’AQUILA. A due settimane del sisma torna ad affacciarsi nuovamente anche la polemica politica.


Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Camillo D'Alessandro, contesta l'atteggiamento assunto a seguito del terremoto dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, che e' apparso «un po' singolare, quasi da figurante».
In conferenza stampa, stamani, D'Alessandro ha evidenziato che «ad oggi Chiodi non ha ancora detto una solo cosa sulle idee che ha per affrontare l'emergenza».
Invece, ha aggiunto D'Alessandro, «la Regione deve avanzare delle idee chiare al Governo nazionale, a questo proposito».
Il capogruppo del Pd teme che Chiodi, col suo «assoluto atteggiamento passivo, nella migliore delle ipotesi dira' semplicemente si' alle scelte di altri».
Antonio Di Pietro lancia, invece, una sfida al presidente del Consiglio per un confronto in tv sul dopo terremoto. Il leader di Idv dal suo blog afferma: «L'allergia alla magistratura del presidente del Consiglio non e' stagionale, e' permanente. I riflettori sul terremoto dell'informazione, quella alternativa ovviamente, e le indagini avviate dalla magistratura disturbano la campagna elettorale permanente di Silvio Berlusconi in Abruzzo. Oltre gli scatti con bambini ed anziani usati come oggetti della miglior propaganda del Ventennio e il dispiegamento operoso della Protezione civile, oltre questo, i fatti sono a zero. E questo imbarazzo lo spinge a visitare continuamente l'Abruzzo per attirare su di se' i riflettori ma anche per coprire le sempre piu' chiare responsabilita' che emergono giorno per giorno sulla tragedia che ha sacrificato 294 vite umane».
«Ed il signor Silvio Berlusconi», continua Di Pietro, «non ci venga a dire che lui preferisce i fatti alle indagini della magistratura, che di colpe e omissioni non ce ne sono, che e' solo fatalita', perche' quel telegramma con la dichiarazione ignorata dello stato di emergenza, trovato sotto le macerie ed inviato da Massimo Cialente sindaco dell'Aquila il primo aprile 2009 alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Governatore della Regione, all'Assessore regionale alla Protezione Civile e alla Prefettura dell'Aquila testimonia che di omissioni ce ne furono, e da parte di piu' di un soggetto».

20/04/2009 15.36