Ufficializzati coordinatore e vice regionali del Pdl: Piccone e Di Stefano

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Presidente Silvio Berlusconi, su proposta dei coordinatori Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini, ha scelto i Coordinatori regionali del Pdl e i rispettivi vice vicari.

Per la Regione Abruzzo: i senatori Filippo Piccone (Coordinatore regionale PdL) e il suo Vice, il senatore Fabrizio Di Stefano. Coordinatore Provinciale del PdL di Teramo è stato nominato il senatore Paolo Tancredi, con il Vice-Coordinatore Provinciale di Teramo, l'avv. Giandonato Morra.
Sono stati altresì scelti i Responsabili nazionali di Settore e i loro vice.
Responsabile Settore Organizzazione: Maurizio Lupi. Vice: Marco Martinelli; Responsabile Settore Enti locali: Giovanni Collino. Vice: Mario Valducci; Responsabile Settore Elettorale: Ignazio Abrignani. Vice: Vincenzo Nespoli; Responsabile Settore Adesioni: Gregorio Fontana. Vice: Francesco Biava; Responsabile Settore Pari Opportunità: Barbara Saltamartini. Vice: Beatrice Lorenzin; Responsabile Settore Internet e nuove tecnologie: Antonio Palmieri. Vice: Antonio Giordano; Responsabile Settore Formazione: Carmelo Briguglio. Vice: Nicola Formichella; Portavoce: Daniele Capezzone. Vice: Anna Maria Bernini; Responsabile Settore Iniziative movimentiste: Michela Vittoria Brambilla. Vice: Luca Sbardella; Responsabile Settore Italiani nel mondo: Aldo Di Biagio. Vice: Sergio De Gregorio, Giampaolo Bettamio, Marco Zacchera, Micaela Biancofiore; Responsabile Settore Difensori del voto e rappresentanti di lista: Mario Mantovani. Vice: Pietro Laffranco; Responsabile Settore Comunicazione/immagine/propaganda: Laura Ravetto. Settore copresieduto da Alberto Balboni; L'organizzazione giovanile avrà come Presidente Giorgia Meloni e come Coordinatore Francesco Pasquali. E' stato inoltre nominato il Capoufficio stampa (Luca D'Alessandro) e la vice vicario (Rita Fantozzi).
«Come Popolo della Libertà», fanno sapere dal partito, «il consenso è salito al 42-43%, secondo i dati forniti da Renato Mannheimer al Corriere della Sera del 12 aprile. Ne risulta che, invece di perdere frange di elettori scontenti dell'unificazione, i due partiti fusi nel Pdl ne attirano altri, al punto che Mannheimer ha calcolato un'area potenziale del 12,5%, per cui se solo la metà si trasformasse in voti, verrebbe raggiunto il traguardo del 51% al quale ha più volte accennato Berlusconi. Da segnalare, infine, un tentativo di svalutare il significato delle elezioni europee attraverso la previsione di una scarsa affluenza alle urne».

16/04/2009 10.40