L’altro Pd:«Basta criticare la magistratura, fate tacere Del Vecchio»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Giuseppe Tavani, esponente del Pd cittadino, responsabile area tematica assetto del Territorio, ha lanciato un appello che lui definisce «uno scossone» a tutti gli esponenti locali di partito. «Ben vengano idee opposte che configurino due linee programmatiche, gli elettori sceglieranno alle primarie».

Sembra essere un fermento dal basso quello che potrebbe spaccare il Partito Democratico in due. «Anche in tre se ce ne sarà bisogno – ha aggiunto Tavani- perché c'è un'altra parte di partito che non si riconosce in quello che dice Enzo Del Vecchio soprattutto nelle sue ultime esternazioni. Penso che non ne abbia azzeccata una!».
Tavani, contattato telefonicamente da PrimaDaNoi.it, è sembrato deciso sulla sua linea: «il tragico epilogo regionale deve portare ad una riflessione, anche fatta di scossoni, magari dei gruppi emergenti. La ricerca di un'altra linea politica è solo il primo passo» ha assicurato Tavani.
Qual è il candidato che potrebbe incarnare la sua idea di Pd?, chiediamo.
«Non lo so, ma di sicuro fuori dai gruppi dirigenti attuali. C'è un gran fermento nei gruppi emergenti», ha risposto Tavani.
«Gli elettori potranno scegliere alle primarie tra due o più linee politiche come si fa in un partito davvero democratico», ha spiegato.
Sembra avere già in mente il target di persone alle quali chiedere consensi: «Ci rivolgiamo ai commercianti, al mondo del lavoro alla gente che si sporca le mani».
L'idea di “rottura” con l'attuale gestione del Pd, Tavani l'ha affidata ad un appello «urgente» indirizzato al segretario cittadino del PD, Gianluca Fusilli, al capogruppo del PD in consiglio comunale, Moreno Di Pietrantonio e al vicesindaco Camillo D'Angelo.
«Ho inviato il mio appello a 200 contatti circa di esponenti del partito cittadino e provinciale», ha dichiarato ma non ha voluto svelare i nomi dei pochi esponenti che hanno già risposto al suo appello.
«Ci risentiremo nei prossimi giorni per vedere chi ha raccolto in modo positivo la mia iniziativa», ha detto con tono speranzoso.
Oltre al disaccordo totale sulla linea del consigliere Enzo Del Vecchio nella lettera, Tavani ha illustrato la sua idea nuova «riformista» per il partito democratico, «necessaria» dopo l'astensione di massa alle ultime politiche.
Due temi all'attenzione dei lettori: legalità e tema politico.
«Del Vecchio se la prende con la Magistratura perché sta perdendo tempo a chiudere le indagini in corso e invoca l'intervento dei nostri parlamentari per esprimere solidarietà a D'Alfonso…contro la magistratura? E'evidente a tutti, soprattutto all'opinione pubblica, ma forse meno ai nostri dirigenti e amministratori che il PD e la politica in generale sono stati travolti in Abruzzo dall'onda anomala degli scandali pubblici (Sanità, Montesilvano, Pescara, Penne, Fira ecc.) rispetto ai quali non si può rispondere con il moralismo (io più onesto di te) di Di Pietro o con l'ideologismo (i comunisti più onesti dei riformisti) di Acerbo o con gli attacchi alla Magistratura».
«Si deve affrontare il tema del rigoroso controllo della spesa del denaro pubblico è un tema che va affrontato con concrete proposte riformiste in termini di regolamenti e/o di disegni di legge in materia di Sanità, di Assetto del Territorio, di Pubblica Amministrazione, di incentivi economici ecc. ecc.». «Se la Magistratura interviene spesso sugli accordi di programma è perché sono senza regole comuni: ognuno si fa un regolamento interno al proprio Comune. I privati che finanziano alcune opere pubbliche sono in rapporti confidenziali con i politici e senza controllo. Ci vogliono regole trasparenti per il rapporto tra pubblico e privato», ha concluso Tavani auspicando una legge regionale in merito alla questione.

Manuela Rosa 25/03/2009 13.04