Sindaci provincia di Chieti: «revisionare il Patto di Stabilità»

Alessandro Biancardi

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FOSSACESIA. «I sindaci sono esasperati perché i Comuni non riescono a chiudere i bilanci del 2009. La revisione del Patto di Stabilità è la via più rapida ed economica per dare ossigeno alle casse degli Enti locali».

E' quanto dichiarato da Enrico Di Giuseppantonio, vice presidente nazionale dell'Anci. «Se non agiamo subito», è convinto, «molte amministrazioni si troveranno con i conti fuori controllo. Le azioni clamorose ipotizzate in questi giorni sono la spia di un malessere profondo che non può essere ignorato»
Avendo presieduto lunedì una riunione dei sindaci della provincia di Chieti, Di Giuseppantonio ha constatato di persona le grandi difficoltà in cui versano tutti i Comuni italiani, dai più grandi ai più piccoli.
I primi sono bloccati nei loro investimenti da un Patto di Stabilità sempre più rigido che, secondo i dati dell'ANCI, oltre l'80% non riuscirà a rispettare nell'anno a venire.
I secondi sono messi alle corde dai tagli ai trasferimenti, che non sono compensati dai tributi locali (ICI e addizionale IRPEF in primis).
«Se quasi tutti i Comuni non riescono a rispettare il Patto di Stabilità, è segno che qualcosa non funziona – ha spiegato Di Giuseppantonio. «I vincoli del Patto sono diventati sempre più stretti, tanto da impedire alle amministrazioni di investire i fondi che hanno pronti in cassa. Ad esempio, a Fossacesia, il mio Comune, che conta circa 6200 abitanti, abbiamo un cospicuo avanzo di bilancio e contributi regionali bloccati da questi vincoli ed abbiamo un patrimonio da dismettere che non possiamo sfruttare per gli investimenti. Questo ci impedisce di attuare importanti interventi sulle scuole e per il turismo. Tutti i Comuni italiani vivono questa situazione paradossale: abbiamo i soldi in mano ed abbiamo i progetti, ma non possiamo realizzare le opere pubbliche. E ci sarebbe tanto bisogno di farle, per migliorare la competitività del Paese, per invertire la congiuntura negativa e per ridare slancio all'occupazione.»
I sindaci chiedono così di poter spendere ciò che hanno a disposizione «e di riavere ciò a cui abbiamo diritto, come la compensazione del taglio dell'ICI».
« Nella riunione che ho presieduto», ha chiuso il sindaco, «ho visto nei miei colleghi tanta passione ed un senso di frustrazione, di fronte alla possibilità di fare tante cose utili che viene negata da discutibili criteri contabili. Alcuni sindaci sono arrivati a proporre di riconsegnare le chiavi della città al Prefetto. Credo che i gesti eclatanti siano utili per accendere i riflettori sul problema. Tuttavia, credo che la chiave per la sua soluzione siano le proposte concrete, come quelle che stiamo portando avanti con l'ANCI in questi giorni».

19/03/2009 9.08