Di Orio: «No grazie. Non mi candido. Preferisco l’Università»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Il mio progetto è realizzare un’Università “estroversa” capace di assumere i problemi della società e di cercare risposte efficaci. Il mio augurio è che la prossima scadenza elettorale possa davvero rappresentare l’occasione per un confronto serio tra le forze politiche sui problemi concreti del Paese»
In questi giorni, che precedono l'ormai prossima scadenza elettorale nazionale, il nome del Rettore dell'Università dell'Aquila è stato spesso indicato come possibile candidato alla Camera dei Deputati o al Senato della Repubblica. Per fare chiarezza sulla sua posizione, il prof. Ferdinando di Orio interviene oggi mettendo una parola definitiva alla questione.
«Ringrazio quelle forze politiche dell'Unione che hanno proposto il mio nome come candidato per le prossime elezioni politiche nazionali», ha detto Di Orio, «è' un'attestazione di stima e di fiducia nei confronti della mia persona che non può non farmi piacere e che, forse, rappresenta anche un riconoscimento per quanto da me operato nel corso della mia precedente esperienza politica».
«Ma – continua il rettore Di Orio – in questo momento sono impegnato con tutte le mie energie e capacità al servizio dell'Università dell'Aquila in un progetto, che comincia a delinearsi, di un Ateneo capace di dialogare con il territorio e di costituirsi come punto di riferimento nel panorama accademico nazionale ed internazionale. Come ho detto nella recente inaugurazione dell'anno accademico, il mio progetto è realizzare un'Università “estroversa”, in grado di assumere responsabilmente su di sé le difficoltà del tempo presente per individuare le strategie innovative per una loro soluzione. In questo senso, l'impegno culturale in Università può oggi rappresentare una modalità di risposta efficace ai problemi della società e, soprattutto, del nostro territorio. E' anche un mio preciso dovere nei confronti di tutto il personale docente e tecnico-amministrativo che ha creduto in questo progetto e che ha manifestato un forte consenso nei confronti della mia persona.
«Il mio augurio - conclude il prof. di Orio - è che la prossima scadenza elettorale possa davvero rappresentare l'occasione per un confronto serio tra le forze politiche sui problemi concreti del Paese e sulle risposte efficaci da dare, senza demagogie o strumentalizzazioni personalistiche».
07/02/2006 12.45