E' scontro Pagano- Acerbo sulla commissione per i tagli alle indennità

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E’ scontro tra il presidente del Consiglio Nazario Pagano e il consigliere di Rifondazione Comunista sui costi della politica.

Pagano nei giorni scorsi aveva annunciato una riduzione degli stipendi dei consiglieri, solo dopo però aver messo in piedi una commissione che valutasse il da farsi.
Acerbo aveva contestato questa linea spiegando che era inutile una commissione perché ogni consigliere sa già quanto guadagna.
Oggi i due continuano il duello a distanza. «In una fase così delicata come quella che stiamo attraversando», dice Pagano, «credo ci sia poco spazio da destinare alla demagogia ma molto impegno invece da riservare all'azione concreta per venire incontro alla domanda crescente che proviene dalla società e dalla gente»
«Il Consigliere Acerbo - ha proseguito Pagano- non ha colto il significato profondo dell'iniziativa che rappresenta il primo vero segnale concreto in questa direzione dopo anni di vuote enunciazioni».
Il presidente del consiglio ha aggiunto che «anche le altre assemblee regionali si stanno muovendo in questa direzione tanto che il Ministro Fitto si appresta a varare una direttiva per uniformare, per quanto possibile, le future scelte che i parlamenti regionali intendono attuare. Non condivido, quindi, il comportamento di chi, anche in presenza di questi segnali, sceglie la solita chiusura alimentando, con atteggiamenti e riflessioni diverse, sentimenti di qualunquismo e di facile demagogia nell'opinione pubblica».
«Confermo le mie perplessità nei confronti dell'iniziativa del presidente Pagano di costituire una commissione», ribadisce Acerbo, «per "studiare" indennità, vitalizi e altri benefits dei consiglieri e assessori regionali e confrontarli con quelli del resto d'Italia. Le commissioni servono quando ci si trova di fronte a una materia complessa che richiede approfondimenti. Non mi pare questo il caso».
Per Acerbo la commissione potrebbe al massimo partorire «un topolino, cioè una riduzione talmente lieve da rappresentare soltanto un'operazione d'immagine nei confronti della cittadinanza (già me lo immagino un 5% da aggiungere al 5% già attuato nella precedente legislatura attraverso il congelamento degli aumenti automatici)».
E Acerbo ricorda i suoi trascorsi recenti da parlamentare: «mi sono già imbattuto in questo genere di melina quando presentai la proposta di legge che prevedeva di dimezzare l'indennità dei parlamentari. Quando giunse all'esame della commissione competente ne fu rimandato l'esame di merito e deliberato l'avvio di una indagine conoscitiva che non ha portato a nulla».

12/03/2009 17.36