Scontro Piccone- Scelli, spintoni e parole grosse. Ma i due minimizzano

Alessandro Biancardi

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Scontro Piccone- Scelli, spintoni e parole grosse. Ma i due minimizzano
PESCARA. Filippo Piccone e Maurizio Scelli sono arrivati alle mani? La notizia la confermano i due diretti interessati, come scrive l’Ansa, anche se allo stesso tempo ci tengono a smorzare i toni della polemica.D’ALESSANDRO (PD):«POVERO ABRUZZO»
Piccone: «notizie esagerate». Scelli venerdì in conferenza stampa per spiegare le sue ragioni.
Maurizio Scelli, ex commissario Croce Rossa e Filippo Piccone, senatore e coordinatore Pdl lunedì scorso hanno decisamente perso l'aplomb forzista e si sono lasciati andare.
Mentre era in corso una riunione per stabilire i punti strategici per le prossime provinciali all'Aquila sono volati insulti e spintoni.
La furibonda litigata, da quanto si è riuscito a ricostruire in un secondo momento, é scaturita sul ruolo e sulla figura politica di Paola Pelino, onorevole sulmonese come Scelli e da lui fortemente attaccata.
Scelli e Piccone sono stati letteralmente divisi dall'altro coordinatore del Pdl abruzzese, Fabrizio Di Stefano di An, che ha evitato guai peggiori.
«E' stato uno scontro di... vedute - ha spiegato Di Stefano - certo, non è stato un momento edificante, non ci facciamo una bella figura, anche se il fatto è meno grave di quello che si creda. Il fatto è che nei partiti ci vuole democrazia, ruoli chiari e leadership: se a livello nazionale nel Pdl con Berlusconi il problema della leadership non si pone, alla base e nelle regioni, non solo in Abruzzo, è diverso».
Scelli ha fatto sapere che convocherà una conferenza stampa per venerdì «per spiegare agli elettori il mio punto di vista. Sono sempre stato dalla parte della gente», ha assicurato, «della base, di chi ci mette la faccia. Sto con chi ha i voti, non con chi é stato paracadutato da Roma. E lo dico io che soffro l'imbarazzo di essere stato nominato da Roma, ma qui bisogna recuperare il pathos della base».
«Non è successo niente – ha minimizzato Piccone - notizie riportare in modo esagerato - ribatte - non ci vedo nessuna lezione politica, se Scelli ce lo vede dimostra che la vediamo diversamente. E' solo un incidente di percorso: le litigate ci stanno, ma siccome è di Forza Italia questo dimostra che è semmai uno scontro personale. Ben diverso sarebbe stato se avessi litigato con Di Stefano, che è di An. Allora si sarebbe potuto parlare di scontro politico».

25/02/2009 14.55

D'ALESSANDRO (PD):«POVERO ABRUZZO»

«Povero Abruzzo». Commenta così il Capogruppo del Pd in Consiglio regionale Camillo D'Alessandro la rissa tra i due parlamentari del PDL Piccone vs Scelli
«Al di là del fatto in sé» commenta D'Alessandro «questa è la prova provata che se mai qualcuno avesse avuto qualche dubbio oggi è stato accontentato. Dopo le accuse di Tagliante, Prospero e Sospiri junior, oggi arrivano le risse. Questo è il nuovo che avanza rappresentato dalla coalizione di Chiodi»
«Mentre Roma brucia – riprende D'Alessandro – cioè mentre la crisi economica devasta la sicurezza di migliaia di famiglie il centro-destra pensa a discutere, anzi a litigare sugli assetti e poltrone. Non ancora si accorgono che sono maggioranza nel Paese ed in Regione e dovrebbero dare, oltre che l'esempio, anche qualche risposta, ma tant'è, così va il mondo, anzi l'Abruzzo»
«Scriverò – conclude D'Alessandro – al capogruppo del PDL Giuliante per consigliargli di assumere alle dipendenze del suo gruppo qualche arbitro di pugilato per evitargli la sorte toccata a Di Stefano, anche perché c'è un detto antico dalle mie parti che recita così “chi sparte ha la migliore parte”, ma se da spartire ci sono le “mani”?»
26/02/2009 9.14