Tagliente contro Chiodi: «solo brutte figure e si rincorre la sinistra»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Giuseppe Tagliente ancora contro il presidente Gianni Chiodi. Il consigliere di centrodestra si dice «sconcertato» per l’esito della riunione del Consiglio Regionale di giovedì scorso a Pescara.


Quella riunione «ha evidenziato», ha detto Tagliente «il garibaldinismo d'una maggioranza che continua (dopo le figuracce rimediate in sede di votazione del consigliere segretario e dei presidenti di commissione) a muoversi a vista, senza contenuti e senza metodo soprattutto. Ma come? Si va ad un appuntamento importante come il confronto con la minoranza sui problemi della crisi economica ed occupazionale e non ci si premura di riunire la maggioranza ed i suoi consiglieri per coinvolgerli su questi problemi e sulle strategie che l'esecutivo dovrebbe aver quanto mai chiare?».
Tagliente voleva almeno un documento «che evidenziasse le differenze d'analisi, d'impostazione e le soluzioni ipotizzate». Non gli è piaciuto come è stato gestito il tutto ed ha preso carta e penna per scrivere al presidente.
«Ci si limita a rincorrere la sinistra», ha contestato ancora il consigliere di maggioranza, «anzi le logore argomentazioni della sinistra e dei sindacati più estremisti rabberciando soltanto a fine seduta un documentino di cui si chiede persino il rinvio della votazione? Non è certamente questo l'atteggiamento che la società abruzzese, le forze della produzione e del lavoro, i soggetti politici e sociali si aspettavano dalla tua Giunta alla prima importante prova in Aula».
Ma Tagliente parla anche di altro: della «brutta figura» di «rifiutare la richiesta dei presidenti delle Province e dei sindaci per un incontro intorno alle varie situazioni di crisi industriale e bollarlo come demagogico e strumentale. Soprattutto quando non si è stati in grado di palesare gli intendimenti ed i progetti del governo regionale riguardo ad esse e nello specifico riguardo alla soppressione del distretto Eni di Ortona».

24/02/2009 13.24