700 precari non stabilizzati, Saia: «che intenzione ha il governo Chiodi?»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Antonio Saia (Comunisti italiani) ha presentato una interrogazione all'assessore regionale alla Sanità e l'assessore regionale al Lavoro sulla situazione di circa 700 lavoratori precari in bilico che aspettano la stabilizzazione.
«La Giunta e il Consiglio regionale della precedente legislatura», ricorda Saia, «avevano deciso, quasi all'unanimità, di procedere alla loro stabilizzazione».
La decisione, però, aveva trovato uno stop a seguito del fatto che nella Legge Regionale n°17 del 24/11/2008 erano state inserite, con un emendamento ad hoc (anch'esso votato a larga maggioranza), lavoratori precari assunti dai gruppi consiliari e dagli assessori in carica, per cui il Governo aveva impugnato il provvedimento.
Inoltre nell'ultimo consiglio regionale prima dell'elezione di Chiodi si decise di revocare gli articoli 24, 25 e 26 della L.R.17/2008 coinvolgendo cosi anche i numerosi altri lavoratori precari non interessati dalle osservazioni del Governo.
«In quella situazione», sostiene Saia, «si è dimostrata tutta la debolezza della politica, in generale, incapace di assumersi con determinazione le proprie responsabilità».
Il consigliere oggi sottolinea che molti di quei precari «hanno prestato la loro opera per anni dando un contributo decisivo al funzionamento del servizio sanitario» e che molti oggi hanno un'età «che non gli consentirebbe un reinserimento al lavoro, stante anche lo stato di crisi occupazionale che attraversa il nostro Paese».
Saia chiede così di sapere dai due assessori se è in programma «una proposta di stabilizzazione del personale anche, in taluni casi, con contratti part-time, seguendo i criteri introdotti dalla Legge finanziaria del 2008».


12/02/2009 10.11