Rifondazione: «noi i più coerenti negli ultimi 10 anni»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' stato approvato con 45 voti a favore, 4 contrari e 6 astenuti il documento conclusivo del VII congresso regionale di Rifondazione comunista.

Sicuramente negativa l'opinione su una scissione del partito che, pur limitata nei territori, «costituisce una ferita per tutta la sinistra e che contribuisce ad acuire il disorientamento e la delusione tra iscritti ed elettori».
«I mesi che ci lasciamo alle spalle», si legge nel documento, «hanno visto il nostro Partito in Abruzzo affrontare unitariamente la difficile fase apertasi con la drammatica sconfitta del 13 e 14 Aprile e con la conclusione giudiziaria dell'esperienza della Giunta Del Turco».
Soddisfazione è stata espressa per le iniziative e le battaglie portate avanti sulla sanità e sulla questione morale che «ci hanno consentito di uscire in piedi dalla competizione elettorale e di riaffermare la nostra presenza nel Consiglio regionale».
L'effetto delle inchieste che hanno visto coinvolti esponenti di primo piano del Pd, secondo il partito, «ha prodotto un effetto negativo anche su una forza come Rifondazione che ha condotto per anni una battaglia, spesso solitaria, sulla questione morale in Abruzzo. Rivendichiamo con orgoglio il merito di essere il partito che più di ogni altro in Abruzzo si è distinto per trasparenza, contro la corruzione, il clientelismo e subalternità ai "poteri forti"».
Per il futuro il PRC «si impegna a costruire sul terreno sociale, al fianco della CGIL e dei sindacati di base, un vasto fronte di mobilitazione per un'uscita da sinistra dalla crisi». Tra i progetti da portare avanti : «ridistribuire reddito, ridistribuire potere, riconvertire l'economia in senso ambientale e sociale attraverso un intervento pubblico forzato dal conflitto sociale. Questo progetto, per potersi realizzare, deve muoversi su più livelli: lotta sociale, battaglia culturale, pratica mutualistica, riproposizione sul terreno della politica della prospettiva dell'alternativa».
Rimane centrale in Abruzzo la questione della sanità, la difesa dei beni comuni, in particolare dell'acqua, la prosecuzione della mobilitazione a difesa della scuola, dell'università e della ricerca pubbliche contro la politica del Governo Berlusconi. E poi ancora la battaglia contro Centro Oli di Ortona.
E' stato confermato il no all'allargamento del centrosinistra all'Udc.
Per quanto riguarda le elezioni europee, il congresso chiede agli organismi dirigenti nazionali di confermare l'impostazione di fondo definita al Congresso di Chianciano e di comunque prevedere la consultazione di circoli e federazioni nella definizione della modalità di presentazione del partito.

11/02/2009 9.52