La poltrona in giunta resta vacante: stop ad Armando Mancini

Alessandro Biancardi

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La poltrona in giunta resta vacante: stop ad Armando Mancini
PESCARA. Sì era pensato ad Armando Mancini, ex assessore al traffico, come sostituto del dimissionario Giuseppe Bruno. Tutt’altro che una nuova conoscenza, ma non vi è stato l’accordo unanime di tutte le forze politiche.
Il risultato è che Mancini non tornerà a palazzo di città sebbene per pochissimo tempo in vista delle prossime elezioni. Di lui dicono che sarà candidato sicuro nelle liste del Pd, forse in quella che si dice stia preparando l'attuale sindaco D'Alfonso?
Mancini era sicuro che l'avrebbero richiamato in servizio dopo l'uscita tempestosa funestata da polemiche accese sul piano traffico ed il referendum tradito.
«Non c'è stato accordo unanime delle forze politiche», ha spiegato il vice sindaco Camillo D'Angelo, «ma non a causa di motivazioni politiche o riferite alla persona individuata, bensì in virtù dell'indirizzo assunto dalla maggioranza di continuare l'esperienza di governo con la struttura in carica. Di conseguenza la disponibilità di Mancini è venuta meno. Da qui la scelta di ripartire le deleghe rimaste fra gli assessori presenti in Giunta, con l'auspicio di continuare il nostro lavoro con serenità e consapevolezza dell'importanza sia dei traguardi raggiunti, che di quelli che ancora ci aspettano per coronare 68 mesi di buona amministrazione».
Immancabile il commento di Luigi Albore Mascia, capogruppo del Pdl che dice: «il castello di cartapesta dell'amministrazione comunale di centro-sinistra comincia a scricchiolare e mostra, inesorabili, le prime crepe, frizioni e lacerazioni interne. E' quanto emerge in modo evidente dalla decisione della giunta di bloccare il rientro nell'esecutivo dell'ex assessore Armando Mancini».
Secondo Mascia nel centrosinistra si sarebba aperta una corsa alla successione
«come se nulla fosse accaduto al Comune di Pescara, una corsa che inevitabilmente ha fatto emergere ambizioni mai sopite, desideri e pretese fino alla prevedibile spaccatura di una maggioranza sfaldata, in cui ci sono troppi volti a caccia di visibilità che, ovviamente, hanno subito alzato gli scudi dinanzi al ventilato rientro in giunta di un esterno, tra l'altro ‘padre' di un Piano traffico mal digerito dalla città e la cui presenza avrebbe riscatenato antiche antipatie, mai gradite in periodi pre-elettorali».

10/02/2009 15.35