Acerbo (Rc):«squallido il tentativo Pd di autoassolversi dallo scandalo Bussi»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Tutto è iniziato con le notizie circa un ridimensionamento delle accuse in capo all’ex presidente dell’Ato, Donato Di Matteo nellòa triste vicenda dello scandalo dell’avvelenamento delle acque e del suolo di Bussi.
La politica ha fatto il resto con un tam tam sempre piùfrequente di dichiarazioni e controdichiarazioni che sembravano voler “preparare il campo”. A cosa?
Intanto per domani Di Matteo che secondo alcuni inquesti mesi avrebbe pensato di abbandonare la politica ha fissato un incontro con la stampa per dire la sua sulle prossime volontà dell'esponente dle Pd che non ha potuto condidarsi alle regionali e che ora d avanti a sé vede le elezioni di giugno di Provincia e Comune di Pescara.
Intanto oggi Rifondazione è tornata all'attacco di Di Matteo rinnovando quella datata “antipatia” che separa il partito di Gelmini ed Acerbo dal rappresentante del partito dell'acqua.
«In merito all'inchiesta relativa all'erogazione di acqua contaminata da sostanze pericolose per la salute umana Rifondazione Comunista ritiene fuori luogo il tentativo da parte del PD pescarese di autoassolversi dalle proprie responsabilità politiche», ha detto oggi Maerco Fars, segretario provinciale, «appare surreale poi che ci siano esponenti del PD che rilasciano dichiarazioni sul tema nel mentre sono tra coloro che hanno beneficiato dell'assunzione a tempo indeterminato e senza concorso presso l'Aca».
«Sui profili di responsabilità penale dei singoli indagati in Italia si esprimono i giudici non i partiti», ha ricordato Sandro Di Minco, consigliere provinciale (Rc).
Secondo quanto emerso finora sulla stampa dovrebbero essere rinviati a giudizio i vertici di ACA e ATO (D'Ambrosio, Catena, Cuzzi), responsabili dell'erogazione a decine di migliaia di cittadini di Pescara e provincia di acqua contenente sostanze cancerogene e quindi, secondo l'Istituto Superiore di sanità, non idonee per il consumo umano.

«Siamo orgogliosi di aver reso pubblica, attraverso una mia interrogazione parlamentare», ha detto Maurizio Acerbo, «questa vicenda davvero gravissima. Dal susseguirsi di inchieste sul sistema di potere costruito da esponenti politici di primo piano del PD attraverso la gestione dei servizi idrici escono confermate tutte le denuncie portate avanti per anni da Rifondazione con le associazioni e i movimenti ambientalisti. Ricordiamo che il cosiddetto “partito dell'acqua” è oggetto anche di altre inchieste, come quella sul depuratore di Pescara nochè di un procedimento di fronte alla Corte dei conti sul potabilizzatore».
Ed ancora.
«Il tentativo di usare la vicenda giudiziaria di Donato Di Matteo», ha aggiunto il neo consigliere regionale Acerbo, «per rimuovere le pesantissime responsabilità politiche di un'intera classe dirigente appare maldestro. I pescaresi hanno bevuto acqua contaminata per anni grazie a questo ceto politico che ha trasformato l'ACA spa e l'Ente d'Ambito (ATO) in un baraccone clientelare e inefficiente. L'eventuale proscioglimento di Di Matteo non modifica il nostro giudizio politico.
L'inchiesta della magistratura ed il rinvio a giudizio dei vertici ACA e ATO dimostrano la fondatezza della battaglia portata avanti da Rifondazione Comunista insieme al WWF e all'Abruzzo Social Forum».

04/02/2009 16.45

AN:«DI MINCO FA IL GIOCO DELLE TRE CARTE»

«Rifondazione Comunista con il suo esponente locale, Sandro Di Minco, fa il gioco delle tre carte. Da una parte lavora giustamente per sconfiggere quello che è conosciuto come il famigerato ‘partito dell'acqua', ma contestualmente appoggia le decisioni di quest'ultimo poiché il Comune di Loreto Aprutino, in cui Di Minco è assessore, ha votato lo scorso mese di novembre il rinnovo del Cda dell'Aca, in cui Di Matteo non è proprio sconosciuto». È quanto ha dichiarato il Coordinamento di Alleanza Nazionale Vestina in riferimento alle ultime polemiche sollevate da Rifondazione Comunista in merito alla vicenda giudiziaria legata alla discarica di Bussi.
«A tal proposito – prosegue il Coordinamento An Vestina – ci chiediamo se i vertici di Rifondazione Comunista siano confusi oppure se qualche rappresentante del partito nelle Istituzioni si diverta a prendere in giro i cittadini e le Istituzioni stesse».

05/02/2009 17.29


DI MINCO: «AN DICE ECLATANTI FALSITA': NON HO MAI APPOGGIATO BRUNO CATENA»


«An dice falità: non ho mai appoggiato Bruno Catena. Infatti», precisa Di Minco, «nell'Assemblea dell'ATO il Comune di Loreto Aprutino è stato rappresentato da Terenzio Chiavaroli, vice Sindaco, delegato dal Sindaco Bruno Passeri, che non è certo un militante del Prc. La posizione da tenere in quella assemblea non è stata in alcun modo precedentemente concordata né all'interno della Giunta né della stessa maggioranza consiliare del Comune di Loreto Aprutino essendo una prerogativa del Sindaco. La mia posizione politica», ribadisce Di Minco, «in merito è stata da subito talmente chiara che, il giorno successivo, ho partecipato attivamente alla conferenza stampa di censura politica dell'operazione che il mio partito ha tenuto nella “mia stanza” di consigliere provinciale presso la provincia di Pescara».
«Tutto questo», ha aggiunto, «ha avuto come spettatore e coprotagonista il consigliere di AN Emanuele Evangelista, presente in consiglio comunale a Loreto Aprutino ed è oltretutto verbalizzato nella seduta stessa. Poiché il Consigliere Evangelista è anche animatore del cosiddetto coordinamento vestino di AN, ed è anche esponente del PDL vestino di cui fa parte, mi risulta, anche Marino Marini, Sindaco del Comune di Picciano, il quale, mi risulta abbia votato lui direttamente per Catena, mi sembra evidente che sia AN ed il PDL Vestino ad avere qualche problema di coerenza. Oltre ad un macroscopica carenza di onestà intellettuale di cui Emanuele Evangelista dà prova a giorni alterni».

07/02/2009 12.04