Prc: «no allo sbarramento del 4% per le Europee»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Il centrodestra con l'accordo di Veltroni e Di Pietro vuole modificare la legge elettorale per le elezioni europee, introducendo una soglia di sbarramento che ha l'evidente obiettivo di tentare di escludere la sinistra anche dalla rappresentanza nel Parlamento Europeo».
E' quanto riferisce il segretario regionale di Rifondazione, Marco Gelmini, secondo il quale «lo sbarramento non si giustifica in quanto nel Parlamento Europeo non si elegge alcun Governo e si deve, al contrario, rappresentare il più possibile, in maniera proporzionale, le posizioni politiche presenti tra i cittadini elettori dei vari paesi».
E' quindi evidente – per Rifondazione, come non vi siano le condizioni politiche per una modifica della legge fatta dalla sola maggioranza e sarebbe altrettanto evidente che Berlusconi sia interessato molto di più all'abolizione delle preferenze, che però non è prevista, sostiene il partito di Gelmini.
Contro lo sbarramento oggi Rifondazione Comunista ha convocato conferenze stampa sia a livello nazionale che nelle principali città.
«La disponibilità di PD e IdV all'introduzione dello sbarramento», ha aggiunto Gelmini, «è tanto più grave in vista delle prossime elezioni amministrative in cui, come è avvenuto nelle recenti elezioni nella nostra regione, si dovrebbe lavorare per presentare un centrosinistra unito e rinnovato per arginare il ritorno del cattivo governo di Berlusconi & co. Chiediamo al PD e all'IdV abruzzesi di pronunciarsi contro la strada intrapresa da Veltroni e Di Pietro».

«Io credo che il Partito Democratico, accordandosi col PdL sullo sbarramento al 4% per le elezioni europee, abbia gettato la maschera dichiarando che la sinistra è il nemico da distruggere».
Lo dice Silvana Palombi, segretaria della sezione del PDCI di Pescara, che aggiunge: «diciamolo chiaramente: l'esigenza di battere la destra e la speranza di amministrare la cosa pubblica nell'interesse dei lavoratori e delle classi più deboli ci ha indotto spesso a cercare col PD un improbabile punto di mediazione con l'animo rivolto ad un passato che ha visto una componente di questo partito su posizioni progressiste sulle scelte più qualificanti del nostro Paese. Questo assurdo disegno, nel testimoniare la debolezza ormai sconcertante del Partito Democratico, lo colloca irrimediabilmente tra i nemici della sinistra e finisce di disegnare un profilo che già era apparso molto basso su questioni rilevanti quali la legge sul federalismo,, il caso Englaro e le ultime disavventure sindacali».

29/01/2009 8.19