Giorgio D’Ambrosio: critiche e pressing sul Pd

Alessandro Biancardi

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Giorgio D’Ambrosio: critiche e pressing sul Pd
ABRUZZO. «Rielezione dei nuovi organi direttivi e della nuova segreteria regionale del Partito Democratico entro il prossimo febbraio».
Ma soprattutto «una discussione seria e determinata sui criteri e i metodi che dovranno essere seguiti nella scelta dei candidati per il rinnovo dei Consigli provinciali e comunali in Abruzzo, aprendo a un'alleanza Pd-Udc. Sono queste le due emergenze che dovranno essere affrontate e risolte nei prossimi giorni per il rilancio di un Partito che sta soffrendo».
Fa pressing il sindaco di Pianella e componente del Direttivo regionale Pd Giorgio D'Ambrosio, già ex segretario regionale del partito, in vista dell'assemblea del partito convocata per domani dal Commissario Brutti.
«Purtroppo – ha affermato D'Ambrosio – gli ultimi risultati elettorali e le vicende giudiziarie si continuano a intrecciare in un nesso perverso in cui si sta consumando in Abruzzo la crisi del Pd, un partito che appare sempre più sconnesso e confuso, senza alcuna capacità di analisi, di ideazione e di iniziativa politica. Stiamo pagando duramente il peso di una gestione politica ‘illuministica', ma sostanzialmente autocratica, che ha evitato a suo tempo ogni serio approfondimento critico sulla ‘questione morale' aperta dalle vicende di Montesilvano, che ha poi ‘tartufescamente' taciuto sull'altra vicenda che ha travolto la giunta regionale Del Turco e il suo presidente, anche in questo caso senza alcuna analisi seria e senza la minima preoccupazione di tutelare il bilancio pur non negativo di tre anni di governo regionale. Paghiamo – ha proseguito D'Ambrosio – un risultato elettorale che ha visto la fuga di molti nostri sostenitori che con sgomento hanno assistito allo spettacolo demoralizzante di un partito incapace di decidere una politica originale delle alleanze e che alla fine si è consegnato non solo alla formula tradizionale già sconfitta alle politiche, ma ha affidato le sue sorti all'egemonia dell'avventurismo giustizialista de l'Italia dei Valori. Abbiamo infine sostanzialmente evaso un confronto serio al nostro interno e, all'esterno, abbiamo evitato una forte iniziativa sul tema scottante del debito sanitario le cui dimensioni dirompenti andranno presto a saldarsi con il disastro legato alla maturazione delle operazioni di cartolarizzazione e con il rischio oggettivo di paralisi dell'amministrazione regionale e di quelle locali».
In altre parole, come ha detto D'Ambrosio, «il Partito democratico, come forza innovatrice capace di sostenere le ragioni dell'innovazione e di un'economia solidale, non è mai esistito e comunque non è stato percepito come tale dai nostri elettori. Partendo da tale analisi necessaria, e dall'assenza di comportamenti omogenei, occorre fare due passi importanti nella riforma del partito: la convocazione di una Conferenza programmatica regionale, in cui il Pd realizzi una proposta complessiva per i problemi della nostra regione, dimostrando capacità di ascolto per le sollecitazioni che vengono dalle componenti dinamiche e produttive della società. A tal fine pare necessario giungere già entro febbraio alla rielezione dei nuovi Organi Direttivi e della nuova Segreteria regionale. Inoltre occorre giungere alla definizione di una politica delle alleanze meno confusa e caotica di quella odierna, dando anche forte rilievo all'ipotesi di un nuovo sistema retto su un'intesa Pd-Udc e di cui facciano parte altre forze espressive del centro riformista e della sinistra democratica. In questo senso occorre aprire sin d'ora una discussione seria sui criteri e i metodi che si andranno a seguire per il rinnovo dei Consigli provinciali e comunali nelle città interessate dalle prossime consultazioni di giugno».

15/01/2009 15.35