Pd, oggi vertice con Veltroni. Ultimatum: «o ci rinnoviamo o verremo travolti»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4326

ROMA. Walter Veltroni chiama a raccolta oggi, nella direzione più delicata della (breve) storia del Pd, il gruppo dirigente del Pd. Vuole una svolta, ma sulla sconfitta in Abruzzo non ha dubbi: «colpa di Del Turco».
Per Veltroni c'è una alternativa secca: «o ci rinnoviamo o falliamo. O aiutiamo il Pd a saltare nel futuro o rischiamo di essere travolti. Questo è il messaggio che arriva dall'Abruzzo», ha detto poco fa nel suo intervento.
Per Veltroni l'astensionismo è la conferma della «poca credibilità morale» e rappresenta «una pericolosa voragine in cui può cadere la democrazia italiana. Migliorare o peggiorare il paese dipende da noi».

Oggi bisognerà definire il documento unitario, che il vertice approverà per uscire dalle secche della questione morale, del crollo elettorale in Abruzzo e delle tensioni interne.
E non si esclude che per affrontare uniti un momento così difficile possa nascere un 'gabinetto di crisi' che affianchi il segretario.
Una situazione di emergenza davanti alla quale tutti, Massimo D'Alema in primis, si rendono conto che serve uno scatto di responsabilità e che una rottura porterebbe all'implosione del partito.
Per Veltroni la sconfitta in Abruzzo non è dovuta ad alleanze sbagliate ma al fatto che il Pd, nato per una politica nuova, è stato marcato con la vicenda Del Turco come l'immagine di una brutta politica.
E' per questo che, al di là delle inchieste della magistratura, il Pd deve essere più severo con sé stesso e farsi alfiere, anche con una selezione più rigida della classe dirigente, di una politica più trasparente.
«Condividiamo quanto dice Veltroni», hanno commentato i coordinatori provinciali, Peppino Di Luca, Antonio Castricone, Michele Fina, Silvio Paolucci, «per questo è necessario procedere a un radicale rinnovamento non solo generazionale, bensì esteso dei gruppi dirigenti del partito per superare totalmente la paralizzante suddivisione in ex Margherita ed ex Ds e di gruppi dirigenti che hanno dato tanto ma che hanno avuto tanto dai partiti cui provengono. A tutti livelli. Regionale, Provinciale, locale. E' necessario cambiare. Occorre presentarsi in modo nuovo e con volti nuovi. Ed occorre che i gruppi dirigenti storici siano molto generosi. Debbono esserlo. Hanno avuto tanto per poter esserlo oggi».
Intanto il senatore Alfonso Mascitelli, rivolge un augurio di buon lavoro al neo commissario regionale del Partito Democratico Massimo Brutti, con cui, assicura, «si intende continuare al più presto un dialogo e una intesa costruttivi, che abbiano a cuore soltanto i problemi e le urgenze della regione».
«Non abbiamo preclusioni di composizione o di ampliamenti», ha assicurato Mascitelli, «purché le alleanze si costruiscano intorno a un patto etico, a un codice morale di comportamenti che sappiano risanare nella sostanza la politica e consentire il rinnovamento delle classi dirigenti».
19/12/2008 10.26