Quarta: «ridurre le Asl da 6 a 4». Tutti contro

Alessandro Biancardi

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Il nuovo segretario dello Sdi, Lamberto Quarta, ha dichiarato su qualche quotidiano di voler ridurre le Asl da 6 a 4 aducendo motivazioni di economia e gestione del sistema sanitario.
Ma l'Italia dei Valori e Forza Italia si dichiarano contari a questa iniziativa he per ora non ha nulla di reale.

«Non è assolutamente condivisibile nel merito e nel metodo», dice il coordinatore regionale dell'Italia dei Valori Alfonso Mascitelli nel corso della visita in Abruzzo del Presidente Nazionale del Partito On Di Pietro.
«E' fuorviante far credere», dice, «con uno scoop giornalistico, che la soppressione di due ASL possa essere propedeutica e funzionale a un miglioramento dei servizi sanitari e ad un risparmio della spesa, se non si avvia al più presto una complessiva e radicale riforma della sanità abruzzese che comprenda la ridefinizione della rete ospedaliera, il potenziamento dei servizi territoriali di base, la promozione dei processi di deospedalizzazione, la riduzione delle liste di attesa, il controllo della spesa farmaceutica e il riequilibrio necessario tra pubblico e privato. D'altronde ne' sul programma presentato a inizio legislatura dal Presidente Del Turco, ne' sul documento di programmazione economico-finanziaria del triennio 2006-2008 vi sono riferimenti a ipotesi di riduzione del numero delle ASL, che pertanto devono essere oggetto di una comune condivisione della maggioranza. Ricordo infatti che il piano sanitario regionale - ha concluso Mascitelli - deve essere approvato dal Consiglio e un elementare senso di rispetto democratico vorrebbe che le forze politiche dell'Unione escluse dal governo regionale, apprendessero queste notizie dal Presidente e non dalla stampa».
Contraria pure Forza Italia, che per una volta si trova d'accordo con il partito di Di Pietro.

«Questa iniziativa mi è sembrata quanto meno azzardato, senza uno studio approfondito, voler riproporre la riduzione delle ASL, adducendo una riduzione dei costi nell'ambito della Sanità».
Con queste parole il vicepresidente del consiglio regionale Daniela Stati (FI) ha bollato l'iniziativa, «credo che non sia da ricercare nel Direttore Generale in più o in meno, la riduzione dei costi, bensì in una approfondita analisi del sistema sanità, tendente non in maniera discriminante a favore o contro qualcuno, individuando in maniera serena, lì dove ci possono essere, sprechi da eliminare». «Il corretto rapporto tra pubblico e privato, le sovrapposizioni di attività specialistico-ambulatoriali, il giusto equilibrio fra le prestazioni offerte alle zone costiere e alle zone interne, evitando i viaggi della speranza, dovranno fare in modo - secondo Stati - che i cittadini abruzzesi si possano sentire uguali ed avere le stesse prestazioni, il tutto attraverso una verifica più accorta e senza campanilismi, per valutate se ogni ospedale può fare tutto e il contrario di tutto».
«Tutto questo coinvolgendo i sindaci e gli amministratori locali per trovare insieme una soluzione politico-programmatica che senza dubbio vada verso la riduzione dei costi della sanità, ma soprattutto tenga conto delle esigenze del cittadino utente».
«Per questi motivi - ha aggiunto la consigliera di Forza Italia - credo sia più opportuno avvicinare la sanità all'utenza ed evitare che un medico di Castel di Sangro, per parlare con il proprio manager, debba andare a L'Aquila, e magari da Vasto debba recarsi a Chieti».
«Un ultima chiosa che non riguarda la sanità: Avezzano, Sulmona, forse Vasto e Lanciano, hanno comitati promotori per proporre le loro città capoluoghi di provincia. Togliendo le ASL, sarà come ridurli al rango di cenerentole, spezzando ogni loro sogno di autonomia territoriale».
30/01/2006 15.51