La Valle Peligna si sposta a destra. Nessun candidato del Centro Abruzzo

Alessandro Biancardi

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VALLE PELIGNA. In quello che è stato il voto più disertato della storia politica regionale, Sulmona fa da capofila allo spostamento a destra del Centro Abruzzo, che vota Gianni Chiodi, ma non porta in consiglio nessun rappresentante territoriale.
La Valle Peligna si sposta a destra e Sulmona detta la linea. Degli 11mila elettori sulmonesi alle urne, la metà dell'elettorato avente diritto, il 48,52% ha scelto il candidato del PdL, Gianni Chiodi, contro il 43,07 che ha votato per il candidato del centrosinistra, Carlo Costantini. Dietro, Rodolfo De Laurentiis, candidato dell'UDC, che sfiora in città il 6%.
Stessa tendenza anche per le liste: il PdL arriva al 37,95, il Pd tiene andando di poco sopra al 20% (nel 2005 Ds e Margherita totalizzarono, però, il 39%) .
A sinistra, a convincere di più l'Italia dei Valori: 11% di preferenze rispetto all'1,59% di tre anni fa. Italia dei Valori che conquista elettori anche a Pratola Peligna, diventando primo partito del centrosinistra con il 22,68% contro il Pd che perde terreno superando di poco il 17%.
L'effetto Di Pietro però non è bastato a far vincere Costantini. Gianni Chiodi l'ha spuntata anche qui: 49,84% dei voti contro il 46,25%.
Un cambio drastico rispetto alle consultazioni del 2005, dove Del Turco guadagnò il 51% dei consensi dei pratolani.
Uguale virata per Raiano, dove Chiodi ha superato il 53% dei voti e il PdL è balzato al 43% delle preferenze. Indietro il Pd che ha fatto comunque meglio del 2005, mentre l'Italia dei Valori ha perso punti, passando dal 25% al 17%. Conferma la vocazione a destra, nelle regionali, anche Scanno, 50% dei consensi a Gianni Chiodi trascinato dalla lista del Pdl al 47%, mentre a Costantini vanno soprattutto i voti del Pd, al 36%, con Italia dei Valori sotto, ma in netta crescita. Il comprensorio dell'Alto Sangro si conferma, invece, baluardo del centrodestra. Vittoria netta a Castel Di Sangro, Roccaraso e Pescasseroli.

NESSUN CANDIDATO DEL CENTRO ABRUZZO IN REGIONE

In questo quadro smagliante, nella squadra del nuovo consiglio regionale non ci sarà nessun rappresentante territoriale. Fuori dai banchi di Palazzo dell'Emiciclo i candidati locali del comprensorio peligno-altosangrino, saccheggiati da nomi più blasonati di partito, tanto a destra quanto a sinistra. Cifre verità per un territorio che appena mette naso politicamente dai propri confini sbaglia metodo e strumenti. E se qualcuno si aspettava a Sulmona uno scatto in avanti dei candidati del PdL, dopo il netto consenso alle comunali di aprile scorso, ha avuto invece una sorpresa. Sorpresa che si traduce così in numeri: Antonio Carrara, candidato del Partito Democratico, è il più votato in città con 1360 preferenze, e fuori con 3053 voti conquistati a livello provinciale. Ma a Sulmona, 92 voti vanno a Giovanni D'Amico, altri 147 a Giuseppe di Pancrazio, entrambi eletti, altri 100 all'ex assessore Pd, Mimmo Srour.
Segue in questa amara classifica, Fernando Ciancarelli, PdL-Fi, che non va oltre i 1238 consensi arrivati dalla sua città, agguantando in tutto 2884 voti.
Le urne cittadine danno, invece, 1015 preferenze a Marcello Lancia, l'altro candidato in casa PDL per AN, che incrementa fino a 2032 voti.
Il Popolo della Libertà paga forse qualche errore, di scelta di uomini, con Ciancarelli mal digerito dal tavolo conmprensoriale di Forza Italia, e di conseguente impostazione della campagna elettorale.
Insomma, il risultato è che anche Sulmona ha contribuito ad ingrassare il bottino di voti dei soliti nomi, sempre PdL, come Daniela Stati (186), Walter Di Bastiano (185), Emilio Iampieri (170), i primi due eletti.
Il quarto più votato in città è Luciano Marinucci del Partito socialista: 877 voti da Sulmona, 1268 totali. Pietro Centofanti (UDC) ne prende, invece, 547, arrivando a quota 884. Buon risultato a Sulmona anche Ennio Bellucci (IdV), 385 voti, più i 700 circa guadagnati nella sua Pratola, per un totale di 1344 preferenze. Per Silverio Gatta (La Sinistra), 385 voti conquistati, 239 dalla città. Licia Mampieri (MPA) si ferma a 79 schede, 172 totali; Ernesto Paolo Alba (MPA) a 74, agguantando più voti nell'Alto Sangro per arrivare fino a quota 985.

Angela Di Giorgio 17/12/2008 9.57