Del Turco intervistato: «la vecchia politica abruzzese sta tornando»

Alessandro Biancardi

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Del Turco intervistato: «la vecchia politica abruzzese sta tornando»
INCHIESTA DEL TURCO. ROMA. Del Turco torna a parlare. E a sparare a zero contro il Pd, il suo segretario nazionale Walter Veltroni, il candidato del centrosinistra Carlo Costantini («non darò mai il mio voto ad un tipo del genere»), Antonio Di Pietro («sembra un indemoniato») e il candidato del Pdl Gianni Chiodi che ha rispolverato «i vecchi metodi gaspariani».
La campagna elettorale adesso ha un supervisore d'eccezione: l'ex
presidente della giunta Ottaviano Del Turco che è uscito dalla scena
politica lo scorso 14 luglio dopo l'arresto che lo ha coinvolto sulla
maxi inchiesta che investe la Sanità regionale.
Sempre incisivo nei suoi interventi: così dopo la scarcerazione fuori
al carcere di Sulmona, così a Collelongo quando i domiciliari sono
diventati obbligo di dimora e anche qualche giorno dopo, quando ha
partecipato alla trasmissione Porta a Porta.
Prima d'ora però non aveva quasi mai parlato della situazione
politica. Lo ha fatto ieri, con estrema franchezza come nel suo stile,
senza buonismi. Un velo di amarezza e accuse pesanti per una intera
classe politica che sta «tornando al passato».
Lui è fuori dai giochi e adesso non aiuta di certo i suoi vecchi amici
del Pd. Anzi pare che li voglia affossare. «Mi fischiano le orecchie
in maniera orribile, la vecchia politica abruzzese sta tornando», ha
detto ieri a "Titoli" in onda su Red intervistato da Tommaso Labate e
Giancarlo Loquenzi.
«Il Pd ha avuto un comportamento indegno nella gestione in Abruzzo
degli ultimi mesi», ha continuato, «il peggiore dei comportamenti. E dovrà riflettere sul fatto che non può nascere un partito riformista senza essere garantisti. Bisogna dirlo a Veltroni, non si può essere
contemporaneamente riformisti e giustizialisti, è un ossimoro».
«Se il presidente del consiglio fosse stato Veltroni», ha aggiunto
Del Turco, «avrei ricevuto solamente un assordante silenzio, sono
stato felice di avere Berlusconi come presidente, che ha tenuto a
sottolineare che in questo paese si è innocenti fino a che non viene
provato il contrario».
Labate ha chiesto a Del Turco un'opinione sulle prossime elezioni e se si sente fischiare le orecchie in questi giorni pre elettorali: «Quello che vedo - ha risposto visibilmente amareggiato - è che si cerca di tranquillizzare i cittadini abruzzesi e dire loro che non si devono preoccupare, la cattiva politica che ha preceduto la nostra gestione sta per tornare. In questo senso sì mi fischiano le orecchie, in maniera orribile, perché è la vecchia politica abruzzese che torna».
E l'ex governatore ha fatto anche qualche esempio: «si è riunito il
consiglio regionale quindici giorni fa e sono riusciti a ricostruire
la legge omnibus, in sostanza una legge che prevede un pezzo di
bilancio per ogni consigliere. Per tre anni ho dovuto minacciare le
mie dimissioni per far approvare i bilanci, questa era la regola».
Per chi voterà? Questa è una grande incognita, soprattutto perchè pare che non ci sia nessuno che lo soddisfi: «non voterò mai per
Costantini, non sono masochista».
E Chiodi? «Con questo spot sembra voler tornare ai vecchi riti gaspariani, se vince questa politica per l'Abruzzo è finita. Sarebbe però sbagliato - ha continuato Del Turco - non dire che tutti i candidati parlano lo stesso linguaggio, perchè lo scambio elettorale è tornato ad essere la regola in Abruzzo. Con me non funzionava così, ora però il centrosinistra è in difficoltà e pensare di vincere con Di Pietro che sembra un indemoniato per me è assai difficile».

Alessandra Lotti 25/11/2008 10.30