L’Udc perde pezzi, sindaci e consiglieri vanno nel Pdl

Alessandro Biancardi

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L’Udc perde pezzi, sindaci e consiglieri vanno nel Pdl
FRANCAVILLA AL MARE. Una conversione di massa per sindaci e amministratori del chietino che questa mattina hanno ufficializzato il loro addio all’Udc e sono andati a bussare alla porta del Pdl. Chiodi ha aperto «con immensa gioia».

Questa mattina c'è stato il passaggio ufficiale, alla presenza del vicepresidente vicario dei senatori
del Pdl Gaetano Quagliariello, del candidato presidente Gianni Chiodi, dei vertici regionali del Pdl, e del consigliere regionale Mario Amicone, anche lui fino a qualche mese fa nell'Unione di centro.
A cambiare casacca sono stati il presidente del consiglio comunale di Francavilla al Mare, Carlo De Felice, e i sindaci Dino Di Marco (Miglianico), Mauro Petrucci (Ripa Teatina), Dora Di Ciano
(Giuliano Teatino), Bruno Della Penna (Casacanditella).
Hanno traslocato anche i consiglieri della provincia di Chieti Nicola Mincone e Gaetano D'Onofrio.
«E' stata una decisone sofferta», ha detto stamattina De Felice. «Però non volevo interrompere il percorso intrapreso solo perchè i vertici nazionali dell'Udc hanno deciso di far naufragare il partito in un mare ignoto senza meta. Entriamo nel Pdl azzerando di fatto l'Udc in questa
città».
Il senatore Quagliariello ha fatto notare che «c'è sempre più compattezza - ha detto- nel centro destra, nel Pdl in particolare. Le persone che hanno accettato il nostro invito - ha proseguito- stanno facendo la campagna con noi, diventano parte di una squadra».
Quagliariello ha poi confermato la presenza di Berlusconi in Abruzzo e ha detto che il ministro Fitto ha chiesto le carte al consiglio regionale sulla vicenda dei precari.
«Domani- ha aggiunto- sarà in Abruzzo per prendere le sue determinazioni in materia».
«Sono fiero ed orgoglioso», ha commentato invece Gianni Chiodi, «di avere l'appoggio di numerosi esponenti provenienti dall'Udc per diverse ragioni. La collocazione naturale dell'Udc è nel centrodestra. Gli elettori non capiscono ambiguità, vogliono chiarezza, perché la chiarezza e la semplificazione significano anche assunzione di responsabilità». 17/11/2008 16.53