Concorsi elettorali. An chiede le dimissioni di Enrico Paolini

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. I lettori di Pdn probabilmente se ne erano accorti. Da qualche settimana c’è una gran fretta per concludere le procedure per nuovi concorsi. E’ capitato all’Arit dove sono stati pubblicati concorsi sul Bura ma ora potrebbero essere bloccati per gravi irregolarità.
E' successo all'Arta ed in altri enti controllati dalla Regione. Questa mattina Alfredo Castiglione ha chiesto ufficialmente le dimissioni del vicario Paolini.
Castiglione, capogruppo di An, e Gianfranco Giuliante, vice coordinatore regionale di An hanno spiegato la richiesta provocatoria «perchè dagli atteggiamenti inqualificabili tenuti dagli esponenti di centrosinistra in queste settimane appare più che evidente come siano disposti a tutto pur di non andare a casa e rimanere aggrappati al potere e non si facciano scrupolo di calpestare disinvoltamente la dignità dell'Ente regionale e le legittime aspettative di rinnovamento degli abruzzesi».
Il riferimento è a quegli avvisi e bandi pubblici senza copertura finanziaria che, «dopo anni di immobilismo, improvvisamente sono spuntati come funghi avvelenati, veri e propri specchietti per le allodole, il cui obiettivo non è fare occupazione ma reclutare consenso clientelare in virtù di promesse».
Lo schema è consolidato: «una maggioranza», dicono gli esponenti di An, «che non è in grado di accordarsi su nulla e una variazione di bilancio che - invece di limitarsi a disporre i 7 milioni necessari per le elezioni e avviare senza indugi le procedure per stabilizzare i precari della giunta e del consiglio regionale così come prevede la legge - diventa strumentale cavallo di troia e arma di ricatto per dare soddisfazione a ogni sorta di esigenze politiche e personali di assessori e consiglieri di maggioranza. Il tutto, ovviamente, a spese della collettività».
«Non che in questi tre anni il centrosinistra si sia distinto per la buona amministrazione», hanno concluso, «ma l'irresponsabilità e la spregiudicatezza dimostrata successivamente alla nota vicenda giudiziaria che ha travolto il governo Del Turco e decretato l'indecorosa fine di questa legislatura è semplicemente scandalosa e non può assolutamente passare sotto silenzio».
Forse tirata in ballo risponde Rifondazione comunista con Marco Gelmini e Maurizio Acerbo. Che ci tengono a dichiarare la loro estraneità.
«Rifondazione non c'entra nulla con qualsiasi caso di assunzioni clientelari, essendo gli unici che si sono sempre astenuti da tali pratiche nella politica abruzzese. Ci limitiamo a constatare che a tenere la conferenza stampa c'erano soggetti non credibili nei panni dei moralizzatori.
Il consigliere Alfredo Castiglione era assessore al Bilancio durante la giunta Pace», hanno ricordato Gelmini e Acerbo, «e non ci risulta che abbia pronunciato una sola parola nei confronti degli imbrogli consumati dagli esponenti della sua coalizione con la cartolarizzazione della Sanità e la Fira. Il signor Giuliante, oltrechè candidato nel listino della PDL, ci risulta essere Presidente in carica del Parco Nazionale della Maiella in virtù della sua appartenenza ad Alleanza nazionale, non certo per particolari titoli di competenza in campo ambientale: un classico esempio di rozza occupazione partitocratica della cosa pubblica. Il signor Giuliante è talmente assuefatto alle logiche partitocratiche che non si è nemmeno reso conto che, per il ruolo che riveste, dovrebbe astenersi dal coinvolgimento nella battaglia politica».
07/11/2008 16.37