Rigettato ricorso Alleanza Federalista. Scontro Pd- Pdl: «è roba da Gabibbo»

Alessandro Biancardi

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Rigettato ricorso Alleanza Federalista. Scontro Pd- Pdl: «è roba da Gabibbo»
ABRUZZO. Ieri sera la Corte d'Appello dell'Aquila, ha rigettato il ricorso presentato da Alleanza Federalista subito dopo la non ammissione alle prossime elezioni regionali. Ma i rappresentanti del partito promettono ancora battaglia. * GIOVANI DISOBBEDIENTI CRESCONO NEL PD
Sono bastati pochi giorni di attesa poi è arrivato il responso, negativo. Un altro no, il secondo, ha investito ieri il partito Alleanza Federalista- Lega Nord dopo il ricorso presentato per l'esclusione delle liste per vizi formali e non sanabili.
«Il rigetto dell'Ufficio regionale centrale non fermerà Alleanza Federalista-Lega Nord», hanno detto l'onorevole Giacopo Chiappori e l'ingegner Leopoldo Rossini subito dopo aver appreso la notizia.
«Come più volte ha annunciato», hanno continuato, «promuoveremo ulteriori ricorsi perché siano garantiti i principi di democraticità e perché sia rispettata la volontà degli oltre duemilacinquecento
sottoscrittori delle nostre liste che hanno dato fiducia ai principi cardini della Lega Nord a cui Alleanza Federalista si ispira».
Proprio per questo adesso l'intenzione sarebbe quella di ricorrere al Tar «in modo da far valere i nostri diritti».
E' ancora scontro a distanza, invece, tra Pdl e Pd. Ieri il senatore Filippo Piccone aveva annunciato di voler presentare un esposto alla Procura contro il segretario del Partito Democratico
Luciano D'Alfonso per «turbativa elettorale».
Secondo un giornale locale, infatti, D'Alfonso sarebbe stato visto mentre distribuiva santini elettorali con il suo volto.
Candidato anche lui? Così pare, perché secondo le previsioni scritte dal quotidiano per il segretario del Pd tra un anno si tornerebbe a votare e lui sarebbe il candidato presidente.
Che “san” D'Alfonso abbia capito come andranno le cose in seguito ai numerosi ricorsi e alle eccezioni di irregolarità che potrebbero essere sollevate anche a consultazioni finite?
Piccone ha preso subito la palla al balzo per attaccare: «non sappiamo se l'aspirazione di D'Alfonso di essere candidato passerà attraverso il 'sacrificio' di Costantini. Di certo non permetteremo alla faida interna al centrosinistra e ad affermazioni irricevibili dei suoi dirigenti di accrescere ulteriormente il disorientamento degli elettori, già turbati dalla rovinosa capitolazione del governo regionale uscente».
Per questo Piccone ha deciso di portare all'attenzione delle autorità competenti, attraverso un esposto, le dichiarazioni attribuite a D'Alfonso «che lasciano presupporre un grave elemento di turbativa elettorale».
E' scattata puntuale la difesa d'ufficio di Massimo Luciani, coordinatore esecutivo Pd Abruzzo: «addirittura, si vorrebbe che non facesse campagna elettorale il segretario regionale di un partito,
Luciano D'Alfonso».
E secondo Luciani proprio Piccone, «con questa denuncia-minaccia ai danni di D'Alfonso sta turbando le elezioni. Roba da Gabibbo» Piccone ha anche replicato: «se D'Alfonso dedicasse il suo tempo a fare campagna elettorale non ci sarebbe nulla di male. Ma se il sindaco si presenta alle conferenze stampa del suo partito per annunciare che fra un anno in Abruzzo si tornerà a votare e rilanciare falsità nei confronti degli avversari, la situazione è ben diversa. Dispiace che nelle file del Pd abruzzese le sagge parole di Franco Marini siano rimaste inascoltate e si preferisca inseguire Di Pietro...».
In tema di programmi elettorali, che spesso vengono "sacrificati" in nome della polemica politica, il Partito Socialista ha presentato una nuova proposta: «risparmiare denaro ed energia»
Il commissario del partito Gerardo Labellarte ha spiegato che una commissione di esperti ha individuato le eccellenze della pubblica amministrazione italiana.
Tra queste ad esempio il comune di Padova che proprio in questi giorni ha adottato un Piano di Efficienza Energetica.
«Introdurre dispositivi Led per tutta l'illuminazione pubblica», spiega Labellarte «significa maggiore efficienza e più rispetto per l'ambiente».
I dispositivi a Led sono uno speciale sistema di illuminazione: usarli in sostituzione delle sorgenti di luce tradizionali «comporta vantaggi enormi, sia dal punto di economico sia da quello ambientale».
Una lampada Led produce una luminosità quattro volte maggiore rispetto alle lampade fluorescenti e a filamento di tungsteno; dura 100.000 ore contro le 2000 ore delle lampade a incandescenza.

MASTELLA SU DEL TURCO NON DA' GIUDIZI

«Sarebbe una cosa ingiusta e non istituzionale, visto il ruolo che ho ricoperto fino a qualche mese fa, quella di esprimermi su azioni che ancora riguardano l'attività investigativa della magistratura e non c'é responso ufficiale».
Lo ha detto il leader dell'Udeur, Clemente Mastella, ex ministro della Giustizia, a margine di una manifestazione elettorale all'Aquila, commentando l'inchiesta giudiziaria su presunte tangenti che ha decapitato la Giunta regionale Guidata da Ottaviano del Turco.
«Questo vale sia in termini investigativi - ha aggiunto - sia per quanto riguarda l'innocenza presunta delle persone che, fino a prova contraria, devono essere ritenuti colpevoli solo quando c'é sentenza definitiva».
«In Abruzzo c'è una formula un po' inedita quella dell'aggregazione Udc-Udeur, spero che questa aggregazione possa valere anche sul piano nazionale Successivamente», ha aggiunto, «spero che questa aggregazione abbia un collaudo iniziale e trovi risvolti, ampliandosi anche rispetto ad altri gruppi politici o gruppi ad orientamento vicino al nostro. Quindi, questa che è una ipotesi laboratorio può essere una esperienza che può essere ramificata all'intero tessuto nazionale».
Parlando poi della sua assenza dalla politica nazionale, Mastella ha detto: «La politica la faccio lo stesso, non è che si faccia solo in Parlamento. Poi, a vedere oggi quello che vale il Parlamento, visto che molti si lamentano che il Parlamento è espropriato, anche se fa piacere esserci, indubbiamente non mi pare un grande svantaggio».
Mastella in Abruzzo per lanciare il suo candidato presidente Rodolfo De Laurentiis ha poi proposto uno statuto speciale anche per le regioni del Sud.
«La mia proposta - ha spiegato Mastella - si giustifica perché c'é una specie di grigio nell'idea federalista, per cui le Regioni forti saranno forti e sempre più forti, quelle a statuto speciale, sia a Nord sia le Isole, hanno una compensazione, per cui non perdono quello che hanno, ma tendono a racimolare qualcosa. Chi rimane nel grigio, e quindi nella difficoltà per tante ragioni, sono in maniera particolare le regioni meridionali - Abruzzo, Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Molise - per le quali - ha concluso - credo occorra
fare qualcosa: elevarle al rango di regioni a Statuto speciale».

07/11/2008 8.49






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GIOVANI DISOBBEDIENTI CRESCONO NEL PD

«Perché dovremmo votare e far votare candidati di un partito che si è
dato delle regole e non le ha rispettate? In campagna elettorale i
candidati cercano voti, parlano con la gente e spiegano perché
dovrebbero essere votati e perché gli si dovrebbe affidare la nostra
rappresentanza. Lo facciano anche adesso e rispondano alle nostre
domande. Perché dovremmo votare e far votare candidati di un partito
che è stato incapace di creare, in un anno, una propria comunità
democratica in Abruzzo?
Non usa mezzi termini Marco De Amicis, 35 anni di Avezzano, portavoce di Mario Adinolfi e di quella Generazione U che candidandosi alle primarie dello scorso anno ha portato lo steso Adinolfi alla direzione nazionale del partito democratico e ad un passo dall'elezione alla camera.
«Perché», si domanda ancora,«dovremmo votare e far votare candidati di un partito che fa della cooptazione il suo primo metodo di scelta dei propri uomini? Perché dovremmo votare e far votare candidati di un partito che è stato incapace di mostrare un progetto di se e che fino ad oggi ha dato solo dimostrazione di becero affarismo?».
«Sono mesi – continua De Amicis – che noi democratici e democratiche, che grazie ad Adinolfi ci siamo avvicinati al partito democratico, facciamo queste domande e chiediamo più trasparenza e più
regole all'interno del partito, soprattutto nella nostra regione, soprattutto dopo quello che è successo. Ma sono anche mesi, troppi mesi, che nessuno dell'apparato si degna ti risponderci, quasi a farci
sentire inutili. Ed allora tutto il riempirsi la bocca in campagna elettorale con la società civile che deve partecipare alla creazione del più grande partito riformista e democratico del nostro paese a
cosa è servita? Noi siamo stati società civile ed oggi siamo partito democratico, potranno volerci anni, ma alla fine i vecchi tromboni che ora inneggiano alla moralità (e questo ha veramente dell'incredibile) dovranno farsi da parte. Siamo più giovani e siamo più bravi, il tempo
è dalla nostra parte, la ragione anche, non voteremo per questi candidati»
A De Amicis fa eco Luigi Beccia, ingegnere di Montesilvano candidato l'anno scorso nel suo collegio e che oggi a 25 anni rappresenta il movimento che fa capo ad Adinolfi in Abruzzo: «Non ci
rimane che votare solo per il simbolo; il voto per un'idea nata dieci anni fa e che vive oggi solo in quella parola "democratico" messa accanto alla parola "partito" che in Abruzzo non trova riscontro. Un voto che esprima la fiducia nell'idea originaria ma il rifiuto di una classe dirigente incapace di gestire e motivare un partito pieno di intelligenze importanti. In questo senso disobbedienza vuol dire rifiutare qualsivoglia cooptazione, rifiutare falsi moralizzatori e rifiutare quegli apparati che vogliono impedirci di sperare in un Pd migliore».

07/11/2008 16.51