Visita di Rifondazione al carcere di Sulmona

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Questa mattina, alle ore 11, una delegazione di Rifondazione Comunista, composta dalla consigliera regionale Daniela Santroni e dagli ex-deputati Francesco Caruso e Maurizio Acerbo, visiterà il carcere di Sulmona.
«Non è la prima volta che ci andiamo», spiegano i tre che spiegano: «riteniamo indispensabile una maggiore attenzione della politica e della società civile sulla condizione carceraria di cui quasi nessuno si occupa, tranne quando c'è qualche indagato eccellente colpito da un provvedimento di custodia cautelare».
Dopo «la processione degli onorevoli pseudo-garantisti in visita a Del Turco» i riflettori sono stati spenti. Adesso Rifondazione vuole riaccender con questa visita. Il partito aveva proposto in Consiglio Regionale un disegno di legge per l'istituzione anche in Abruzzo del Garante per i diritti dei detenuti, già istituito in altre regioni italiane (Lazio, Sicilia, Toscana, Umbria, Campania, Puglia e Lombardia).
«La nostra proposta di legge», spiegano Santroni, Acerbo e Caruso, «per la Istituzione dell'Ufficio del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, purtroppo è stata approvata soltanto in commissione, ma non ha trovato poi sostegno convinto per muovere ulteriori passi».
Un'altra ragione della visita al carcere di Sulmona è che una parte della struttura peligna ospita una delle ultime 4 "case di lavoro" italiane. «Ovviamente la sfilza di onorevoli che hanno visitato l'ex-presidente Del Turco non si occupano di queste cose perchè riguardano i soliti poveri cristi», attacca Maurizio Acerbo. «Nel silenzio generale i più ignorano che in Italia è ancora vigente ed operativo questo anacronismo ideato da Mussolini per gli antifascisti e oggi destinato alle categorie più emarginate e prive di adeguati mezzi di difesa».

05/11/2008 9.40