Elezioni a rischio? Presunti ritardi nella presentazione ma Idv non ricorre

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Corte d'Appello riammette la lista del Popolo delle Libertà, legata al candidato Gianni Chiodi e esclude le altre due -"Per il bene comune" e "Alleanza Federalista"- che hanno già preannunciato ricorso. * DAL CENTRO ABRUZZO ALMENO 12 CANDIDATI * TUTTI I NOMI INSERITI NEI LISTINI* TUTTI I NOMI DEI CANDIDATI CONSIGLIERI* CANDIDATO? SOTTOSCRIVI IL MANIFESTO DI PDN

ABRUZZO. La Corte d'Appello riammette la lista del Popolo delle Libertà, legata al candidato Gianni Chiodi e esclude le altre due -"Per il bene comune" e "Alleanza Federalista"- che hanno già preannunciato ricorso.

* DAL CENTRO ABRUZZO ALMENO 12 CANDIDATI

* TUTTI I NOMI INSERITI NEI LISTINI

* TUTTI I NOMI DEI CANDIDATI CONSIGLIERI

* CANDIDATO? SOTTOSCRIVI IL MANIFESTO DI PDN


La loro, dicono, è una esclusione illegittima e vogliono essere ammessi alla corsa.
Nel frattempo però la macchina elettorale procederà inesorabile e la sentenza che arriverà dal tribunale amministrativo sarà sicuramente postuma, dopo cioè lo spoglio ed il verdetto degli elettori.
Che queste elezioni erano cominciate sotto la stella sbagliata lo si era già capito poiché in qualche modo figlie del 14 luglio, giorno in cui la magistratura ha arrestato 10 persone tra cui l'ex presidente della regione Ottaviano Del Turco per lo scandalo delle presunte maxitangenti nella sanità.
E se qualcuno poteva immaginare questo epilogo per le numerose voci che circolavano da anni su presunte illegalità della giunta, probabilmente nessuno ha potuto calcolare e preventivare una possibile esclusione del centrodestra dalle elezioni. Esclusione che così, finora, non è.
Il pericolo tuttavia non è escluso, anzi, sarà solo un tema tirato ad arte per fare campagna elettorale ma il centrosinistra e l'Italia dei Valori continua ad asserire di avere le prove di una causa invalidante sostanziale che investirebbe proprio la coalizione di Berlusconi.
Una semplice boutade elettorale?

IL FILMATO MISTERIOSO

Lo si scoprirà probabilmente a breve visto che esisterebbe un filmato della Rai il quale dimostrerebbe la presentazione tardiva delle liste addirittura di un quarto d'ora.
Nel filmato si vedrebbero il senatore Mascitelli (Idv) Elisabetta Mura (Rc), un pubblico ufficiale dell'ufficio elettorale, sarebbe stato inquadrato anche un orologio che indicherebbe le 12.10. Tra le immagini del “girato” si scorgerebbe anche la vetrata oltre la quale si riconoscerebbero Piccone ed i suoi a scrivere su alcuni fogli con un grosso plico in mano. Sarebbe questa la prova che il Pdl alle 12.10 era fuori dalla zona utile per poter presentare ancora i documenti.
I nomi, le liste e le altre formalità -comprese le firme- dovevano essere presentate entro le 12 di sabato scorso ma insistenti voci fin dai primissimi minuti gridavano alla irregolarità proprio perché il Pdl avrebbe presentato le liste con notevole ritardo e «passando da una porta secondaria».
Un fatto che se provato potrebbe scatenare un ulteriore terremoto e non di poco conto, forse addirittura peggio di quello del 14 luglio 2008.
Il problema è che moltissime voci -anche provenienti dalla stessa coalizione di centrodestra- parlano di «errori gravissimi», di «leggerezze imperdonabili», di «irregolarità» e addirittura di «ritardo nella presentazione delle liste». Voci che in qualche modo proverebbero quanto in queste ore e con toni molto accesi sta dicendo Antonio Di Pietro.
Le dichiarazioni di facciata poi sono un'altra cosa ma pare che fortissime tensioni si siano avute in queste ore di attesa, tensione che avrebbe coinvolto anche i vertici romani del centrodestra. Il tutto sarebbe stato causato da «dissidi interni, sui nomi e sulle spartizioni future», ha detto Di Pietro.
Sembrerebbe che intorno alle 11.45 dall'ufficio elettorale sia partito una sorta di appello chiedendo se vi fossero i rappresentanti del Pdl al quale da parte degli stessi responsabili è stato risposto di sì. A quel punto tale chiamata, secondo quella che potrebbe essere la linea difensiva del centrodestra, sarebbe stata ritenuta sufficiente per attestare la presenza in orario anche senza la consegna materiale della documentazione.
Ma la legge attesta in maniera inequivocabile che la documentazione deve essere consegnata entro le 12 e da quell'orario in poi rimanere nella disponibilità della Corte d'Appello.
Ed infatti le altre due liste sono state escluse proprio per queste ragioni.
Il giallo si arricchisce anche di un verbale nel quale Elisabetta Mura riferirebbe di una frase del presidente del collegio che le avrebbe detto che i referenti del Pdl si sarebbero presentati senza documentazione.

SOLO 5 FIRME

Alla fine il Pdl è stato riammesso soltanto grazie a 5 firme 1755 mentre il limite è di 1750.
Questo sarebbe accaduto perché il terzo punto delle deduzioni presentate dai legali del Pdl non è stato “utilizzabile” e posto in coda alle questioni da esaminare. Il rilievo riguardava 194 firme senza timbro per l'autentica questo perché –secondo il centrodestra- non sarebbe stato necessario in seguito ad una sentenza del Consiglio di Stato. Parrebbe però che la stessa Corte d'Appello avesse già espresso parere sulla questione pronunciandosi per la necessità del timbro. Una decisione scoperta tardivamente del Pdl e che comunque è passata in second'ordine visto il raggiungimento del quorum.


SCENARI DI FANTAPOLITICA?

Ammettendo solo per ipotesi che davvero le liste siano state presentate in ritardo, vi sarebbero almeno tre ordini di problemi.
La dabbenaggine: certo è che per chi si candida al governo di una regione da risollevare ed in condizioni disastrate compiere una leggerezza del genere (non arrivare puntuale alla scadenza più importante) è davvero imperdonabile. Una leggerezza che potrebbe costare caro non solo ai diretti responsabili ma persino all'intera regione.
Corte d'Appello. Sempre ipotizzando la presentazione delle liste fuori tempo massimo bisognerebbe chiarire per quale ragione la Corte d'Appello non vi abbia fatto menzione all'interno del suo provvedimento che pure sospendeva provvisoriamente la lista del Pdl. Il documento centrale dovrebbe essere il verbale di acquisizione della lista stessa nella quale l'ufficiale preposto ha indicato sicuramente l'orario di ricezione della documentazione. Quest'orario indica un tempo superiore alle 12.00?
I Ricorsi. La ripercussione più grande potrebbe coinvolgere addirittura l'intero impianto delle elezioni -sempre ipotizzando una presentazione della lista tardiva. Infatti si possono con qualche certezza ipotizzare ricorsi in questo caso. Se vincesse la coalizione di centrodestra, il Partito Democratico impugnerebbe sicuramente il risultato delle elezioni e si potrebbe ripetere una situazione analoga a quella accaduta nel Molise alle elezioni regionali del 2000. Elezioni che furono annullate proprio perché una lista non poteva essere ammessa. I giudici in quel caso annullarono l'intera consultazione e ne ordinarono la ripetizione. Nel caso però il centrodestra dovesse perdere, a fare ricorso potrebbero essere le altre liste che potrebbero ritenere di essere state danneggiate dall'inclusione (illegittima) del Pdl , sempre nell'ipotesi di gravi vizi. In questo caso tuttavia si ricorrerebbe al Tar e non sarebbero annullate le elezioni. Verrebbero ricalcolati i resti e ridistribuiti i seggi alle liste regolari. Una ipotesi che potrebbe essere forse peggiore perché rimedierebbe parzialmente ad una irregolarità e legittimerebbe un governo nato comunque da una competizione viziata.
Insomma, queste elezioni regionali del 2008 saranno sicuramente contrassegnate da moltissimi ricorsi alla giustizia che ancora una volta probabilmente farà la differenza è potrà decidere realmente del futuro di questa regione.
Ma solo perché costretta a sostituirsi ad amministratori impreparati.
04/11/2008 14.15

L'IDV NON FARA' RICORSO

L'Italia dei Valori non farà ricorso contro la decisione della Corte d'Appello.
«Non ho nessuna intenzione di approfittare delle gravi irregolarità formali relative alla presentazione del candidato Presidente del Popolo della Libertà e della sua lista regionale», ha detto poco fa Carlo Costantini.
«In un momento così difficile per la nostra Regione non voglio privare gli abruzzesi della possibilità di scegliere democraticamente il proprio Presidente e per questo ho deciso di non presentare ricorso contro la decisione della Commissione elettorale che ha riammesso le liste del Pdl. Resta, tuttavia, inconfutabile – anche per i contrasti tutti interni al Pdl, sfociati addirittura in denunce penali – il loro stato di confusione, di conflittualità e, soprattutto, di totale inadeguatezza rispetto alle legittime aspettative degli Abruzzesi a un governo serio, competente e trasparente».
Ed oggi all'incontro a L'Aquila con Gianni Chiodi momenti di tensione e lite tra Vittorini e Verdini.
Stefano Vittorini, candidato della lista "Rialzati Abruzzo - Democrazia Cristiana - Abruzzo Futuro" ha avuto un violento alterco con il coordinatore Verdini. Vittorini è stato trattenuto da alcune persone per evitare che i due venissero alle mani. «Voi ci considerate animali - ha urlato Vittorini a Verdini - ma noi siamo degli uomini».
Vittorini avrebbe rimproverato a Verdini di aver ricevuto un'offesa a bassa voce durante la discussione. Alla fine gli animi, almeno apparentemente, si sono rasserenati con Vittorini che è stato abbracciato sia da Chiodi sia dallo stesso Verdini
e ora sta partecipando dal parterre alla conferenza stampa.

04/11/2008 17.03


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DAL CENTRO ABRUZZO ALMENO 12 CANDIDATI

SULMONA. Risolto l'imbarazzo della non ammissione della lista del Pdl, è cominciata la rincorsa elettorale, anche per il Centro Abruzzo. Centro Abruzzo che sfodera un “palco elettorale” a dir poco affollato. Almeno dodici i candidati consiglieri per Palazzo dell'Emiciclo. A caccia di una rappresentanza e di un posto che conta.
Decisamente faticoso per gli elettori del Centro Abruzzo decidere a chi destinare il cosiddetto “voto utile” per le prossime regionali. Superato l'imbarazzo della non ammissione al voto delle liste del Pdl, decisione arrivata ieri sera dall'Ufficio Elettorale presso la Corte d'Appello dell'Aquila, l'imbarazzo certo che aspetta il territorio del Centro Abruzzo, sarà quale degli almeno 12 candidati del territorio per Palazzo dell'Emiciclo annotare sulla scheda elettorale.
Partiamo dal centrodestra del candidato presidente, Gianni Chiodi, appoggiato da 4 liste con altrettanti aspiranti consiglieri territoriali.
Nel PdL, elettori e voti di casa nostra si frantumeranno tra il candidato di Forza Italia, Fernando Ciancarelli, e quello di AN, Marcello Lancia.
Dalla stessa parte, però, anche i Liberalsocialisti, rappresentati dal geologo e giornalista Antonio Mancini, e il Movimento per le Autonomie, con in lizza Licia Mampieri di Introdacqua. Nel centrosinistra del candidato presidente, Carlo Costantini, sette le liste di appoggio e otto rappresentanti locali: in testa il Pd, che gareggia con il vincitore alle primarie, Antonio Carrara; poi, La Sinistra, che ha rilanciato il consigliere d'opposizione al comune di Sulmona, Silverio Gatta; per L'Italia dei Valori, triade di nomination con il giornalista Ennio Bellucci, l'ingegnere Donato Santilli di Castel di Ieri e Rinaldo Mariani di Castel di Sangro.
Rifondazione Comunista ha, invece, schierato, il professor Carlo Alicandri Ciufelli, già candidato sindaco nell'aprile scorso a Sulmona, ora anche tra i sette del listino di Costantini; della squadra dei Comunisti Italiani, c'è anche Luigi Pizzoferrato di Pratola Peligna, mentre il Partito Socialista ha riconfermato il consigliere di minoranza a Sulmona, Luciano Marinucci.
Dopo il pasticcio dei comunicati sul candidato consigliere, l'UDC si è affidata all'ex sindaco di Sulmona, Pietro Centofanti, mentre “Alleanza Federalista-Lega Nord” ha optato per Claudio Presutti (candidatura attualmente sospesa per l'esclusione del partito decisa dalla Corte d'Appello). Insomma, partita cominciata sotto il segno della moltitudine, forse troppa, per tentare la rappresentanza in Regione che resta una sagoma nera.
Sagoma come quella che da qualche giorno campeggia per tutta la città, attraverso manifesti politicamente anonimi, senza alcun simbolo di riconoscimento, che invitano a votare un candidato locale, perché, si legge, “La tua terra vale”. Uno spot elettorale in bianco che esorterà al voto, vedremo alla fine se “utile”.

Angela Di Giorgio 04/11/2008 15.28