Pdl presenta il listino: «una squadra che governerà al meglio»

Alessandro Biancardi

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Pdl presenta il listino: «una squadra che governerà al meglio»
ABRUZZO. «E' una squadra fortissima, in grado di assicurare una reale governabilita' dell'Abruzzo». E nel listino Chiodi non si dimentica del suo vice ai tempi di Teramo, Barardo Rabbuffo.  * DI MATTEO VA VIA. DALLA CALABRIA ATTACCHI ALL'INTESA CON L'IDV * ECCO L'ELENCO COMPLETO DEI CANDIDATI DEL PDL   * DIARIO ELETTORALE: OCCHIO AGLI INDAGATI IN INCOGNITO * IL MANIFESTO ELETTORALE DI PDN PER I CANDIDATI
Comincia con sano ottimismo ostentato per coprire i dissidi degli ultimi giorni, la campagna elettorale di Gianni Chiodi, candidato presidente nelle fila del Pdl.
Ieri l'ex sindaco di Teramo ha incontrato a Roma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei Ministri, Gianni Letta, il coordinatore nazionale di Forza Italia, Denis Verdini, e il coordinatore nazionale di An, Ignazio La Russa.
«Sono convinto», ha proseguito Gianni Chiodi non abbandonando il suo ottimismo, «che presentarsi agli abruzzesi con un numero di liste contenuto sia la migliore garanzia».
E proprio ieri, infatti, è stato ufficializzato il listino.
A comporlo, in questo preciso ordine, sono: Federica Chiavaroli, presidente dei Giovani industriali di Pescara, Gianfranco Giuliante, presidente del Parco Majella, Giuseppe Tagliente, ex presidente del
Consiglio regionale e consigliere uscente, Antonio Del Corvo, ex vice sindaco di Celano, Berardo Rabbuffo, ex vice sindaco di Teramo che Chiodi non ha voluto lasciare a terra, Alessandra Petri, ex consigliere comunale di Pescara, e Ricardo Chiavaroli, ex presidente della Gtm di Pescara.
L'ottavo posto è occupato dal candidato del Pdl alla presidenza della Regione, Gianni Chiodi. I sette candidati al listino entreranno in consiglio regionale se vince il Pdl: i candidati quindi non dovranno fare campagna elettorale… magie di una legge elettorale molto particolare.
«Crediamo di aver fatto un ottimo lavoro - ha spiegato l'altro coordinatore regionale, Fabrizio Di Stefano, - ritengo la lista composta da persone qualificate e di valore. Che ad aprire il listino sia una donna, giovane e di qualita', come Federica Chiavaroli, credo segni il senso che il Pdl vuole dare alla consultazione elettorale».
«Il prossimo Governo regionale», ha detto invece Chiodi, «lavorera' all'unisono e senza divisioni per affrontare le sfide dell'Abruzzo. Non mi sembra che questa garanzia possa venire da un centrosinistra dilaniato dalle polemiche e composto da una macedonia di partiti che hanno gia' dimostrato di non essere di grado di governare né l'Abruzzo né l'Italia».
Quanto all'incontro con il premier Silvio Berlusconi, il candidato presidente ha spiegato che «sono stati affrontati alcuni temi prioritari per l'Abruzzo. Il presidente Berlusconi ha assicurato che il Governo nazionale fara' di tutto per coadiuvare gli abruzzesi nel difficile percorso di risanamento e di rilancio».
A Maurizio Gasparri, ieri a Pescara per un incontro elettorale, è spettata invece la spiegazione del divorzio (anche in questa corsa elettorale) con l'Udc: «la nostra è stata una scelta di coesione forte e meditata. Preferiamo proporre agli elettori dell'Abruzzo una formula che garantisca solidita' e coesione nel Governo - ha detto - in caso di una probabile affermazione che dobbiamo conquistare comunque sul campo».
Gasparri ha ricordato che «l'Udc si era chiamata fuori dal processo di nascita del Pdl, anche in occasione delle elezioni» e ha sottolineato che «la coesione del Pdl è stata una risorsa molto importante» in questi mesi di Governo.
Ha poi confermato che ci saranno comunque «altre liste di carattere locale a sostegno» del candidato presidente.
E facendo un pronostico Gasparri sostiene che quello del suo partito sara' «un successo importante».
Non sono mancate nemmeno ieri accuse e polemiche, come quelle di Francesco Storace (La Destra) che ha colpito centrodestra e centrosinistra con lo stesso colpo: il forfait dato ad una registrazione televisiva con Buontempo: «Chiodi e Costantini scappano dai confronti tv con il nostro candidato e cinguettano in due. Hanno il terrore di essere identificati allo stesso modo da La Destra. E' il modello Del Turco sotto abiti diversi».
31/10/2008 9.03


LA VIGNETTA DI GIO






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DI MATTEO VA VIA. DALLA CALABRIA ATTACCHI ALL'INTESA CON L'IDV


ABRUZZO. Donato Di Matteo, consigliere regionale ai Trasporti lascia. Chiude con la politica, ha detto. Almeno per il momento. Tornera' a fare il medico, ha detto. Almeno per il momento. Il Pd non lo vuole e lo ha sacrificato in nome di una alleanza elettorale con l'Italia dei Valori. L'indagine della procura di Pescara sull'avvelenamento dell'acqua che lo vede indagato insieme ad una trentina di amministratori pubblici, imprenditori e dirigenti tecnici gli ha spezzato le gambe. Mai prima di adesso il Pd aveva preso una scelta tanto forte. Da sempre il segretario regionale Luciano D'Alfonso, indagato anche lui in più inchieste che mirano ad accertare i rapporti tra Comune di Pescara e imprenditori del mattone, aveva detto che un avviso di garanzia non era una condanna. Ma adesso proprio lui si trova nella condizione di fare piazza pulita…
Di Matteo non l'ha presa affatto bene. Non è stato tenuto nemmeno conto del plebiscitario consenso delle primarie di meta' ottobre che lo avevano incoronato candidato consigliere più amato di tutto Abruzzo.
Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sulla farsa pseudo democratica delle primarie adesso ha una prova schiacciante.
«La novita' la sapete», ha detto ieri Di Matteo davanti alla sede del Municipio, dove era in programma una manifestazione di sindaci ed esponenti del Pd suoi sostenitori. «Non sono più in lista. Continuerò a fare il medico».
Su un eventuale cambio di partito che gli dia la possibilita' di candidarsi è stato categorico: «non cambierò mai e non accetterò mai contentini perché sono metodi vecchi della politica».
E'poi solo un dettaglio il fatto che per un po' si sia parlato di inserire nella lista il figlio dell'ex sindaco di Roccamorice che resta consigliere comunale a Pescara...
Ma l'alleanza del centrosinistra sotto l'ala protettrice dell'Italia dei Valori ha aperto anche un'altra feroce discussione, fuori Abruzzo.
A sconfessare questa scelta è stato il partito Socialista di Cosenza.
«Non credevamo alle nostre orecchie quando abbiamo appreso che in Abruzzo una lista socialista sosterra' il candidato a governatore del partito di Antonio Di Pietro», si legge in una nota del gruppo al Comune di Cosenza.
«I socialisti che chinano il capo di fronte ai desideri dell'eroe di mani Pulite - prosegue la nota - è la fine del mondo. Questa decisione tradisce la linea che i socialisti portano avanti dai tempi di Tangentopoli e seppellisce gli ideali garantisti di una gloriosa storia centenaria».
Da Cosenza arriva anche la rassicurazione finale: «diciamo ai nostri elettori che la schiena piegata in Abruzzo non sara' il preludio ad un tradimento di linea anche in Calabria e non sara' anticipatrice dell'abbraccio a Cosenza con coloro che in questi anni hanno infangato la gloriosa storia socialista ed hanno calunniato da morto l'indimenticabile Giacomo Mancini, ricoprendolo di insulti e contumelie e arrivando a chiudere il viale a lui dedicato solo per screditare la sua azione amministrativa».

31/10/2008 8.59