Elezioni. E' scoppiata la pace: D'Alfonso si appoggia a Costantini

Alessandro Biancardi

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Elezioni. E' scoppiata la pace: D'Alfonso si appoggia a Costantini
LA GIORNATA DELL'ALLEANZA. ABRUZZO. Italia dei Valori e Partito Democratico sempre più vicini all'accordo. E' riscoppiata da entrambi i lati la voglia di correre insieme. Pare che le basi per creare una alleanza siano sempre le stesse: primo punto nessun indagato in gara. Secondo punto: Carlo Costantini candidato presidente.
Se per la prima questione pare che si possa trovare un accordo (non è ancora chiaro in che modo), nel secondo caso la partita è tutta aperta. Idv non molla il suo leader Carlo Costantini, il Pd "offre" Ferdinando di Orio. Chi la spunterà? Altro nodo critico è il ruolo dell'Udc: Rifondazione non la vuole.
«In Abruzzo si vota non perché io ho il mal di testa», ha detto ieri Antonio Di Pietro intervistato da Lucia Annunziata, «ma perché una parte della classe dirigente del Pd è finita in galera. Noi chiediamo che questi facciano un passo indietro e non si candidino».
Il nome di Di Orio non piace a Di Pietro che non sembra intenzionato a barattare il suo candidato nemmeno per un magnifico rettore. Costantini «è una candidatura nata da anni di impegno sul territorio. Spero che capiscano - ha insistito - che già facciamo una corsa in salita: se poi candidiamo gente inquisita diventa difficile».
Il nome di Di Orio come candidato presidente alle regionali abruzzesi era stato indicato per la prima volta da Rifondazione Comunista. Lo ha ricordato il segretario regionale del Prc Marco Gelmini, che si è detto pronto «a condividere la candidatura Di Orio a patto che sia accettata anche dall'Idv di Carlo Costantini».
Rifondazione nello stesso tempo mette sul tavolo la «non disponibilità ad accettare nella coalizione l'Udc e che nelle liste del Pd non ci siano indagati».
A tal proposito Luciano D'Alfonso all'Ansa aveva confermato che sul fronte degli indagati «non ci saranno candidature problematiche per la coalizione e che si entrerà nel merito delle singole candidature».
E proprio Di Orio ha confermato la sua disponibilità «solo nel caso di una coalizione che comprenda tutti i partiti del centrosinistra».
«Mi rendo conto», ha continuato il rettore dell'università dell'Aquila, «che accetterei per senso di responsabilità di fronte ad una richiesta che venisse dall'intero fronte del centrosinistra, Idv compreso». Per quanto riguarda l'Udc, da parte sua nessuna preclusione: «bisogna mettersi intorno ad un tavolo affrontare e parlare».
Un appello all'unità è arrivato anche dal presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, nella giornata della manifestazione nazionale del Pd a Roma. «Se possiamo marciare uniti per salvare l'Italia - dice -, perché non possiamo procedere insieme per salvare l'Abruzzo?».
Per Pezzopane le misure nei confronti della regione «rischiano di mettere in ginocchio la regione interna e la provincia dell'Aquila».
«Tra Pd e Pdl c'e' sono un 'L' che li differenzia». Ha detto il presidente della Destra Francesco Storace, presentando all'Aquila la candidatura di Teodoro Bontempo a presidente della Regione Abruzzo.
«Avevamo proposto - ha ricordato Storace - una battaglia comune con il Pdl, ma c'e' chi ha voluto che non si disturbasse il manovratore. Quindi hanno detto no. Poi, ieri sera e' uscito questo bell' accordo con la Dc di Pizza».
Dall'Abruzzo Storace si aspetta un grande risultato per il suo partito: «Credo che ci attesteremo tra il 6-7%. Ce lo dice la piazza dove si tocca con mano la rabbia della gente».

27/10/2008 9.46

RC: «DI ORIO NON È SINONIMO DI PD»

«Ferdinando Di Orio non è un esponente del PD e non può essere in alcun modo assimilato alla classe dirigente sotto accusa».
Replica così Rifondazione alle parole di Di Pietro che vede come unica alternativa alla presidenza Carlo Costantini.
«Di Orio è da lungo tempo protagonista della vita politica e sociale abruzzese ed ha alle spalle decenni di "impegno sul territorio"», ha sottolineato ancora il Prc. «Quando Costantini era un esponente della Margherita, Ferdinando promuoveva in Abruzzo i laboratori per la democrazia con i girotondi ed è noto per aver preso, ai tempi della giunta Falconio - Del Colle, le distanze dall'allora PDS proprio per l'atteggiamento troppo "amichevole" di quel partito nei confronti delle cliniche private. Divenuto rettore Di Orio si è sempre esposto nella battaglia per la difesa dell'università e della ricerca pubbliche. Comprendiamo l'attaccamento di Di Pietro alla candidatura di Costantini, ma non gli fa onore la mancanza di rispetto per altri candidati che non hanno certo meno titoli di quello dell'Italia dei valori».
Rifondazione ricorda inoltre di aver avanzato quella proposta «ben prima che l'IdV candidasse Costantini e che il rettore ha sempre dato la propria disponibilità soltanto per un centrosinistra unito e rinnovato. Inoltre giova rammentare agli smemorati che 3 anni fa Di Orio fu proposto da Rifondazione in alternativa alle candidature di D'Alfonso e Del Turco. Purtroppo Margherita e Ds fecero quadrato intorno a Del Turco e sappiamo come è andata a finire».

27/10/2008 15.05

COSTANTINI:«VELTRONI E DI PIETRO DICONO LE STESSE COSE»

«Sabato a Roma il discorso di Walter Veltroni non si e' discostato di molto da quello tenuto da Antonio Di Pietro a Piazza Navona. L'obiettivo è il medesimo: un governo progressista, senza conflitti di interesse, con persone rispettate per il loro curriculum e la loro integrità, con un programma che proietti l'Italia e l'Abruzzo nel futuro, soprattutto le giovani generazioni».
Sono le dichiarazioni preparatorie alla stretta di mano con il Pd quelle di Carlo Costantini che dalla sua potrebbe già avere l'accordo in tasca.
«Senza commistioni tra partiti, media e poteri economici. I nostri elettori hanno una chiarissima identità ideale», ha detto Costantini, «e si aspettano da noi una unità che può trovare le sue ragioni nel senso di responsabilità di tutti e in un atto di generosità che il PD saprà sicuramente esprimere. L'Abruzzo è un'occasione per ripartire, un possibile esempio per le prossime sfide elettorali. Senza il PD, l'Italia dei Valori non può vincere. Senza l'Italia dei Valori, il PD non può vincere. Insieme, invece, possiamo cambiare l'Abruzzo e dare un segnale per il rinnovamento del Paese. Ed io non sarò il candidato di un partito, ma degli abruzzesi. Spero che il PD accolga questo mio invito all'unità. A vincere sarebbe l'Abruzzo».
C'è solo da aspettare poi si chiarirà la reazione del popolo dell'Idv sull'eventuale ufficializzazione dell'accordo con il Pd. Sarà necessario capire anche tutti gli eventuali termini dell'accordo elettorale.

27/10/2008 15.59

D'ALFONSO UFFICIALIZZA:«COSTANTINI E' IL NOSTRO CANDIDATO»

«Il Pd mette a disposizione la propria forza per sostenere Costantini. Non ci saranno candidature problematiche».
Lo ha detto il segretario regionale del Pd, Luciano D'Alfonso, prima dell'assemblea del Partito Democratico che si sta svolgendo all'Aquila. Le parole di D'Alfonso fanno capire che l'accordo con l'Italia dei Valori è praticamente fatto.
Farebbe anche capire che non ci sarebbero casndidature scomode e “ingombranti”: prtaticamente senza indagati nelle liste. Ma su questo non c'è ancora alcuna ufficialità, si vedrà.
Da Milano conferma anche Di Pietro:«Sì, abbiamo trovato un accordo con il Partito democratico per le prossime elezioni regionali in Abruzzo».
«Il Pd», ha aggiunto D'Alfonso, « è a disposizione per sostenere la coalizione in una battaglia tesa a mantenere gli impegni - ha detto ancora prima dell'inizio dell'assemblea D'Alfonso, il quale ha anche auspicato un allargamento ulteriore della coalizione».
« Chiediamo la costituzione di una grande coalizione che rappresenti le singole esigenze territoriali, ha puntualizzato il segretario del Pd riferendosi innanzitutto all'Udc e anche a Sinistra democratica, Rifondazione Comunista e Verdi.
Nel corso dell'assemblea D'Alfonso è stato applaudito nel momento in cui ha invitato l'assemblea «a fare in modo che tutto il centrosinistra possa sostenere un candidato messo in campo dall'Italia dei Valori».
A proposito di Costantini D'Alfonso ha evidenziato che si tratta di «un politico esperto che è sintesi del pluralismo politico».
Si infuoca così con un colpo di scena la campagna elettorale: alleanza fatta ma la strada sembra in salità.
C'è qualcuno che ha perso il posto in lista e che ora bisogna sistemare.

27/10/2008 18.57

MELILLA(SD):«MEGLIO TARDI CHE MAI»

«Finalmente l'unità», esulta Melilla, «meglio tardi che mai».
«Da settembre», ha commentato, «ci siamo battuti perché maturasse questa consapevolezza, soprattutto nel Partito Democratico e nell'Italia dei Valori. Ora finalmente l'accordo è stato raggiunto e si è affermata la volontà positiva di unirsi e battersi per evitare che la destra torni al governo della Regione. Resta solo il rammarico per il tempo perso, ma come dice un vecchio adagio: “Meglio tardi che mai”».

RIFONDAZIONE: «L'UNITA' E' UNA COSA SERIA»

Rifondazione Comunista giudica positivamente il disgelo tra PD e IdV.
«Abbiamo sempre detto», dicono Acerbo e Gelmini, «che Costantini sarebbe un buon candidato, ma l'accettazione da parte del PD della sua candidatura non è condizione sufficiente per la nostra adesione a una coalizione di centrosinistra.
Attendiamo conferma dell'esclusione dalle liste degli esponenti politici coinvolti in inchieste giudiziarie e una chiara definizione dei confini della coalizione (niente UDC). Non intendiamo rinunciare a una verifica programmatica puntuale, anche se come al solito si giunge al confrontto unitario all'ultimo momento.
Non è ipotizzabile un'alleanza dal profilo programmatico general generico come accadde 3 anni fa con Del Turco».
«La seduta di domani del Consiglio Regionale», hanno detto gli esponenti di Rc, «sarà un primo banco di prova rispetto alla credibilità di un nuovo centrosinistra: su precari, trasparenza e taglio di indennità e vitalizi verificheremo se alle parole corrispondono i fatti».

27/10/2008 19.09