Chiodi presenta il programma, il Pd nelle sabbie mobili

Alessandro Biancardi

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VERSO LE ELEZIONI ABRUZZO. Gianni Chiodi, candidato presidente alla Regione Abruzzo per il Popolo della Libertà, sabato mattina presenterà il suo programma. Il Pd non ha ancora sciolto la riserva. Si delineano piano piano liste e alleanze. * DESIATI (LA DESTRA): «NON MI RICANDIDO» * DA SULMONA L’APPELLO:«VOGLIAMO ANCHE NOI CONSIGLIERI REGIONALI» * L'INIZIATIVA: PROPONI I PUNTI DEL PROGRAMMA ELETTORALE
Sabato si terrà il primo appuntamento in cui Gianni Chiodi parlerà del suo progetto politico per l'Abruzzo. «Abbiamo un compito difficile, delle sfide da vincere per restituire ai cittadini fiducia nella classe dirigente», ha spiegato Chiodi in occasione dell'ufficializzazione della sua candidatura.
Dopo l'ennesimo rinvio del Consiglio Regionale, aggiornato a martedì prossimo, invece, i consiglieri di opposizione si sono riuniti ed hanno preso atto dello «stato di confusione e lo sgretolamento politico amministrativo che ormai pervade la maggioranza».
Lo ha reso noto Nazario Pagano, capogruppo Regionale di Forza Italia in Consiglio Regionale, il quale si è fatto latore presso la maggioranza di quanto emerso nel corso della riunione di tenuta con i colleghi di opposizione.
«Quando ormai risulta ampiamente superato il termine dei quarantacinque giorni che precedono il voto», ha detto Pagano, «la maggioranza si presenta sempre più slabbrata e sgretolata, al punto da non avere più i numeri a sufficienza nè in commissione nè in Consiglio».
Come consiglieri di opposizione, ha aggiunto il Capogruppo di Forza Italia, «non intendiamo più aderire a questa pantomima, anche perchè è ormai evidente a tutti che dietro questi continui rinvii si celano disperate manovre per la ricerca di una alleanza elettorale dell'ultim'ora».
Intanto la Dc ha comunicato che parteciperà alle prossime elezioni regionali con il proprio simbolo, lo scudo crociato, e una propria lista a sostegno del candidato del Pdl, Gianni Chiodi.
Lo ha reso noto il segretario regionale, Celso Cioni (che fino a pochi mesi fa ricopriva l'incarico di assessore alla Provincia dell'Aquila governata da una coalizione di centrosinistra), dopo aver appreso dal segretario nazionale Giuseppe Pizza la notizia dell'apparentamento, in forse fino a questa mattina nonostante una serie di incontri tra i rappresentanti del Pdl e della Dc.
«La seconda Repubblica e' stata una devastazione per l'Abruzzo - ha detto -, regione nella quale siamo passati dai presunti abusi della prima Repubblica a un sistema di corruzione che riteniamo endemico. Noi - ha osservato – non abbiamo preso soldi ne' dalla Fira ne' ad Angelini»
Anche il Partito Socialista ha confermato che correrà alle prossime elezioni regionali in Abruzzo con il proprio simbolo, collocandosi all'interno della coalizione di centro-sinistra. Lo ha comunicato il senatore Gerardo Labellarte, che sta seguendo per il partito le elezioni abruzzesi e ha rinnovato l'impegno per cercare con le altre forze politiche del centro-sinistra di raggiungere una soluzione «largamente condivisa». Il Partito Socialista svolgerà il prossimo Consiglio Nazionale a Pescare l'8 novembre 2008.
«Dobbiamo complimentarci con il candidato alla presidenza della Regione del Pdl, Gianni Chiodi, per la sua sorprendente scoperta dell'acqua calda: le priorità per il prossimo governo regionale, ha infatti detto l'ex sindaco di Teramo, sono sanità e tasse!». Così ha ironizzato Domenico Iannamico, coordinatore regionale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, che prosegue: «E' difficile non essere d'accordo con la considerazione di Chiodi, ma ci aspettavamo che dopo qualche giorno il candidato presidente ci spiegasse cosa intende fare per affrontare i problemi della sanità, invece niente, solo belle parole e buone intenzioni, senza nessuna indicazione concreta. Se il buon giorno si vede dal mattino è chiaro che non dobbiamo aspettarci molto dall'uomo che dovrebbe rappresentare la grande novità della politica abruzzese».
«Un centro-sinistra abruzzese spaccato, dilaniato, e che, alla disperata ricerca di occupare poltrone, sta finendo nel baratro. Italia dei Valori, Partito Democratico, Rifondazione comunista e tutti gli altri ‘partitini' alleati prima hanno determinato lo sfascio del Governo regionale, ora fanno assistere i cittadini a un ‘balletto' indecoroso per trovare un accordo praticamente impossibile per una coalizione allo sbando totale».
È quanto ha affermato l'onorevole Giacomo Chiappori, leader del movimento politico Alleanza Federalista, commentando le difficoltà del centro-sinistra abruzzese «che, navigando a vista, ha perso la bussola e non riesce neanche ad accordarsi sul nome di un candidato».
«Ogni giorno Pd e Idv annunciano riunioni segretissime, sempre pronti alla svolta, e ogni volta, puntualmente, quell'accordo si fa più lontano lasciando emergere il caos dell'intera coalizione. Dopo aver seminato solo vento – ha proseguito l'onorevole Chiappori – ora il centro-sinistra sta raccogliendo tempesta, cercando di rimettere insieme i cocci per arrivare a un accordo che, spera, possa permettergli di gareggiare ad armi pari con il centro-destra»
Intanto Forza nuova regala il pane.
Secondo una rilevazione fatta da Altroconsumo, nei principali supermercati, il mezzo chilo di pasta passa dai 75 centesimi di gennaio agli 85 di aprile ai 92 di oggi. Un balzo di oltre il 20% a fronte di una diminuzione della materia prima, il frumento duro, di quasi il 50%: da 47 a 25 centesimi al chilo.
«E questo perchè le maggiori industrie di produzione di pasta hanno deciso di allineare i prezzi sul livello più alto», ha detto Roberto Fiore, Segretario di Forza Nuova.

25/10/2008 8.44

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DESIATI (LA DESTRA): «NON MI RICANDIDO»

«Scelgo, per ora, di non candidarmi, per rispetto di me stesso e dell'elettorato». A dirlo è Massimo Desiati de La Destra, 52 anni, in politica da più della metà e attualmente consigliere di minoranza dopo l'elezione al parlamento di Fabrizio Di Stefano.
La sua rinuncia la scrive in una lettera piena di amarezza: «sembra scontato che un consigliere dopo tanti anni si ricandidi al medesimo ruolo di rappresentanza popolare e non possa rinunciarvi, ma sento necessario rendere conto a qualcuno della mia assenza».
«Sarà una campagna elettorale tutta rivolta alla caccia al ladro, al delinquente della politica, all'approfittatore», scrive Desiati, «i temi saranno quelli dello scandalismo a tutti i costi. Palate di fango in faccia a chiunque abbia avuto o ha a che fare con la Giustizia ed io ho a che fare con la giustizia da ormai sei anni».
Per questa volta, così, decide di tirarsi fuori perché «dei sei procedimenti giudiziari a mio carico, per ben cinque ho visto la mia posizione archiviata d'ufficio o definita con sentenza di proscioglimento in istruttoria o rinfrancata da una richiesta di archiviazione da parte della pubblica accusa stessa».
Ne resta comunque uno, «nel quale l'accusa non è quella di aver preso soldi o beni», specifica Desiati, «ma che, comunque, mi vede coinvolto per incredibili situazioni determinate, addirittura, dall'aver fatto il mio dovere. Si pensi, inoltre, che già due rinvii a lunga scadenza hanno, fino ad ora, impedito la prima udienza».
Questa volta Desiati resta a casa: «il cinismo di molti e l'artatamente sollecitata indignazione popolare minerebbero la credibilità mia e del partito che mi dovesse candidare. Ed allora per questa volta passo».

25/10/2008 11.56

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DA SULMONA L'APPELLO:«VOGLIAMO ANCHE NOI CONSIGLIERI REGIONALI»

SULMONA. Un appello degli amministratori del centrodestra di Sulmona affinchè alle prossime elezioni la Valle Peligna sia adeguatamente rappresentata.
Le istituzioni lo devono –è il pensiero degli amministratori- proprio in virtù di una serie di problemi che l'area interna della regione sta attraversando da anni tra crisi economiche ed industriali.
«Più che mai oggi si rende necessario collegare l'amministrazione comunale a quella regionale oltre che a quella nazionale dove già godiamo di autorevoli rappresentanti»
Di qui, dunque, il «pressante invito affinchè nelle trattative per l'ingresso nel listino dei nomi la composizione del futuro assetto politico regionale sia prevista una adeguata rappresentanza della città di Sulmona».
A firmare l'appello ci sono Cristian La Civita, Alessandro Maceroni, Vittorio Masci, Nunzio Giovannelli, Lorenzo Fusco, Donato Di Cesare.
«La crisi della Valle Peligna», hanno scritto i consiglieri comunali, «è dovuta in larga misura alla assenza di una sua rappresentanza negli organi decisionali della regione per cui si confida nel senso di responsabilità di tutti affinché tale obiettivo possa essere raggiunto».
La mappa evidenzia con eloquente chiarezza il disequilibrio che in Abruzzo caratterizza la rappresentanza dei Consiglieri in seno al Consiglio Regionale.

25/10/2008 12.26

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/DOCUMENTI_LINK/2008_mappa_provenienza_consiglieri.jpg]GUARDA LA MAPPA DEI CONSIGLIERI PER ZONA DI PROVENIENZA[/url]

SUL NOME SI TRATTA ANCORA MA C'E' MARETTA

Ancora nelle sabbie mobili la rappresentanza territoriale di Forza Italia per la scelta del candidato consigliere per il Centro Abruzzo e sarà probabilmente il tavolo regionale per le elezioni, coadiuvato dal senatore Filippo Piccone, coordinatore per le candidature del PdL, insieme a Fabrizio Di Stefano, a dare la schiarita decisiva per il nome. Mini vertici, dunque, per il momento saltati, ultimo quello in programma ieri sera tra i forzisti peligni, e tutto rinviato a oggi, dove questa mattina la compagine azzurra si è ritrovata al completo a L'Aquila presso l'Hotel Duca degli Abruzzi per il “battesimo” del candidato presidente del Popolo della Libertà, Gianni Chiodi, e del suo programma “Casa Abruzzo”, davanti a politici e cittadini. Incontri ravvicinati e scambi di battute che potrebbero aver sciolto l'impasse che ormai da settimane divide i “colleghi” della Valle Peligna e quelli dell'Alto Sangro. Ne è convinto Fernando Ciancarelli, consigliere provinciale di minoranza e uomo di fiducia della Pelino, nelle ultime ore tra i candidati più accreditati per rappresentare il partito. Anche se sulla sua possibile investitura non si sbilancia e assicura che «tutti sono sullo stesso piano».
«Stiamo portando avanti un tavolo il più possibile aperto per arrivare ad una candidatura unica» ha detto Ciancarelli, ribadendo che l'incrinatura con l'Alto Sangro si è determinata sulla «volontà di avere un uomo di partito» così come ha fatto Alleanza Nazionale, ma la ricucitura è possibile e il dialogo con loro va avanti. Accordo possibile, allora, e soluzione rimandata al massimo fra qualche giorno.
Anche Umberto Murolo, sindaco di Castel Di Sangro, tra i partecipanti alla giornata aquilana, non ha escluso la riappacificazione: «Stiamo sempre discutendo», ha detto, facendo intendere, però, che la decisione sarà comunque rimandata al partito, interlocutore a cui i forzisti sangrini si erano già rivolti nei giorni scorsi.

Angela Di Giorgio 25/10/2008 15.05