Domenica le primarie del Pd: si sceglie tra 55 candidati

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Tutto pronto per le Primarie del Partito Democratico, un appuntamento importante in vista delle prossime elezioni amministrative, deciso per «rendere gli abruzzesi primi protagonisti nella scelta della nuova classe dirigente che governerà la regione». * «FERMATE DI MATTEO SIMBOLO ECCELSO DEL CLIENTELISMO»... E LUI QUERELA * RIFONDAZIONE:«SIAMO NOI GLI UNICI AD OPPORCI ALLO SCEMPIO DELLA SANITA’»
Durante l'intera giornata di domani, domenica 19 ottobre, a partire dalle 8 fino alle 21, sarà possibile scegliere i candidati per il rinnovo del Consiglio Regionale.
Sono 423 i seggi in tutto l'Abruzzo, organizzati dai circoli territoriali del PD, dove tutti gli elettori potranno scegliere i candidati nelle liste del PD delle quattro province.
«Una mobilitazione», dicono dal Pd, «che sarà possibile grazie al lavoro di circa 1300 volontari che allestiranno i seggi e cureranno le operazioni di voto e di scrutinio».
Potranno votare tutti i cittadini da 16 anni, compreso i cittadini stranieri comunitari e non comunitari, presentando solo il documento di riconoscimento e versando il contributo minimo di un euro.
Saranno 55 i candidati al consiglio regionale, nei 12 ambiti territoriali in cui sono state suddivise le 4 province.
Gli elettori potranno indicare due preferenze: una per i candidati delle liste presentate dai coordinamenti provinciali, apponendo una croce sul nome e cognome del candidato, una per cittadini elettori del PD non compresi nelle liste presentate, scrivendone nome e cognome in un apposito spazio bianco previsto dalla scheda.
Lo scrutinio dei risultati avrà inizio alle ore 21, subito dopo la conclusione delle operazioni di voto.

TUTTI I CANDIDATI

Ambito denominato L'Aquila
- Anastasio Giovannino
- Festuccia Vittorio
- Pistoia Maria Antonietta

Ambito denominato Marsica
- D'Amico Giovanni
- Di Pangrazio Giuseppe
- Meuti Giovanni
- Nanni Maria Monia
- Pisegna Orlando Nicola
- Spallone Mario

Ambito denominato Valle Peligna - Altosangro
- Carrara Antonio
- Di Masci Bruno

Ambito denominato Pescara
- Maham Meherabi
- Di Camillo Simona
- Palozzo Nicoletta
- Marconi Andrea
- Balducci Alberto
- Sclocco Marinella
- De Vico Antonio
- De Vita Antonio
- Fidanza Vincenzo
- Di Matteo Bartolomeo Donato
- Roselli Marino
- D'incecco Giuseppe

Ambito denominato Teramo 1
- Franciotti Dario
- Di Paolantonio Michele
- Lanciotti Gloriano
- Prosperi Guerino
- Astolfi Daniela

Ambito denominato Teramo 2
- Ioannone Antonio
- Ricci Lucio
- Ruffini Claudio
- Di Rocco Arnaldo

Ambito denominato Teramo 3
- Di Luca Giuseppe
- Bovolenta Monica

Ambito denominato Teramo 4
- Misticoni Stefania
- Di donatantonio Angelo
- Di stefano Maurizio

Ambito denominato Chieti 1
- D'aurelio Angelo
- Mancini Francesco
- Marino Marco
- Viani Tiziano
- Febo Luigi

Ambito denominato Chieti 2
- Caramanico Franco
- Bruno Enrico
- Di luzio Concetta
- D'alessandro Camillo
- Simone Sabrina

Ambito denominato Chieti 3
- Quadrini Nicola
- Ferrante Franco
- La Morgia Maria Rosaria
- Vitelli Luigina
- Cellucci Giuseppe

Ambito denominato Chieti 4
- Di Stefano Domenico
- Di lizia Emilio
- Forte Giuseppe

18/10/2008 12.47


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«FERMATE DONATO DI MATTEO SIMBOLO ECCELSO DEL CLIENTELISMO»


LETTOMANOPPELLO. Una lettera aperta al Procuratore della Repubblica del Tribunale di Pescara Nicola Trifuoggi con una richiesta alquanto strana: «un intervento preventivo della procura per fermare Di Matteo»
Enrico Di Paolo, architetto, presidente di una associazione ambientalista di Lettomanoppello si scaglia contro Donato Di Matteo, attuale assessore regionale ai Trasporti.
Talmente contro che nella lettera inviata al procuratore Trifuoggi si chiede «un atto preventivo» della Procura per fermare la sua probabile candidatura a consigliere regionale.
L'idea, come racconta Di Paolo, è arrivata dopo un'assemblea pubblica, organizzata dal locale circolo del Pd, alla presenza di alcuni amministratori locali.
Lì, Di Matteo avrebbe pronunciato parole «incommentabili, preoccupanti e pericolose per la tenuta civica, prima ancora che democratica, del nostro Paese» «Che cos'è il clientelismo, si è domandato e risposto Di Matteo», racconta Di Paolo.
«Il clientelismo è negativo ed è reato solo se a un favore corrisposto vi è una richiesta di denaro. Tale atteggiamento è riluttante e da condannare. In sostanza», continua Di Paolo, «Di Matteo sottintende che "se io rivesto un ruolo politico e amministrativo e favorisco, per esempio, una persona che ha necessità di lavorare, questo è discrezione esclusiva dello spazio della politica o meglio dei partiti. Diventa competenza della magistratura solo se vi è, nel rapporto di favore, uno scambio in denaro».
«Tale modello», si legge ancora nella lettera, «sta portando alla rottura della comunità, ad un aumento dei conflitti familiari, a relazioni amicali esclusive in forma di “clan”, che vera linfa vitale di relazione collettive. Per altri ancora, alla non riconoscibilità del proprio luogo di vita. In questo quadro è palese lo stato di difficoltà che le istituzioni di garanzia hanno nell'esplicare le loro funzioni».
«Per questi soggetti», conclude la lettera, «non solo non gli si dovrebbe dare la possibilità di candidarsi, ma penso che sia lecito un atto di Procura Preventiva per pericolo civico in circolazione».

18/10/2008 12.55

DI MATTEO SMENTISCE


«Smentisco categoricamente e completamente quanto dichiarato dal signor Enrico Di Paolo - ex assessore di Rifondazione comunista alla Provincia di Pescara, non più rieletto», replica l'assessore regionale ai Trasporti Donato Di Matteo.
«Posso solo affermare», continua, «che questo signore si è intrufolato in una riunione interna al Partito Democratico per le Primarie, avvenuta venerdì sera a Rosciano. Di Paolo è evidentemente venuto lì premeditatamente a creare problemi al sottoscritto, disturbando una fase fondamentale qual è quella della scelta dei candidati per le elezioni regionali del Pd, formazione politica a lui notoriamente estranea».
La dimostrazione della premeditazione, secondo Di Matteo, sarebbe che «queste sue calunnie sono poi uscite sui giornali proprio questa mattina, giorno delle Primarie del nostro Partito, dove il
sottoscritto è candidato».
Di Matteo fa sapere inoltre di aver dato mandato al suo avvocato di querelare il Enrico Di Paolo, «avendo come testimoni le oltre 100 persone che erano presenti in sala l'altra sera a Rosciano».

20/10/2008 9.24


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RIFONDAZIONE:«SIAMO NOI GLI UNICI AD OPPORCI ALLO SCEMPIO DELLA SANITA'»

«Se è vero che le responsabilità penali di una vicenda tanto squallida quanto incommensurabilmente grave per le malandate finanze della nostra regione, ricadranno, laddove provate, su Del Turco e i suoi coimputati, altrettanto vero è che fin da ora le responsabilità politiche e morali gravano su di un'intera classe politica».
Il circolo di Giulianova di Rifondazione comunista lancia un messaggio chiaro al centrosinistra che si appresta a lanciarsi con molto ritardo nella competizione elettorale.
«Non basta dire “io ho sempre osteggiato Del Turco, sin dalla prima volta in cui il suo nome fu fatto per la presidenza della Regione”», sostengono gli esponenti di Rc, «non basta buttare a mare oggi l'ex governatore ed il suo entourage come se fossero corpi estranei capitati chissà come all'interno della classe politica e manageriale abruzzese. Non basta elaborare decaloghi etici (triste una politica che deve affidarsi a “tavole della legge” elaborate nei momenti di emergenza). Non basta ricorrere a repentini cambi di casacca nel tentativo di recuperare la perduta verginità politica».
«Quanto è successo», aggiungono, «non è successo su di un pianeta sconosciuto, ma all'interno di un sistema politico che se non dolosamente, perlomeno colpevolmente ha proceduto alla demolizione della sanità pubblica, demolizione di cui non il solo Del Turco è responsabile, ma alla quale hanno partecipato la maggior parte delle forze politiche che hanno governato l'Abruzzo in questa e nella precedente legislatura».
Il problema rimane sempre lo stesso: il problema delle «candidature pulite», cioè gli indagati nelle liste un punto che il Pd non sembra voler nemmeno ascoltare. D'altronde Rifondazione ha assunto una posizione diversa rispetto a Idv che ha intrapreso il suo cammino su una strada diversa dalla coalizione. Rifondazione invece non ha ancora sciolto la riserva e lavora per correre insieme al partito di Luciano D'Alfonso.
«Ci arroghiamo il diritto di dire tutto questo», concludono da Rifondazione, «perché il nostro partito non ha avuto alcun ruolo in questo scempio, opponendosi tanto al piano sanitario regionale quanto alla cartolarizzazione del debito e interessando per prima le procure abruzzesi riguardo ai poco chiari “rimborsi” alle cliniche di Angelini. Non solo. Rifondazione Comunista (unico partito nello sconquassato panorama politico abruzzese) ha avanzato proposte precise per il risanamento dei conti della sanità pubblica e per un suo rapido e duraturo rilancio».

18/10/2008 12.52