Chiodi: «Con me gli abruzzesi ritorneranno ad avere fiducia»

Alessandro Biancardi

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Chiodi: «Con me gli abruzzesi ritorneranno ad avere fiducia»
PESCARA. La priorità assoluta di Gianni Chiodi, il candidato presidente del Pdl, è quella di ripristinare la fiducia tra i cittadini e la politica perché adesso «c'è una frattura che pare insanabile». Questa la prima rassicurazione lanciata in occasione della presentazione ufficiale di questa mattina.  * LE REAZIONI ALLA PRESENTAZIONE DI CHIODI  * UDC:«BERLUSCONI CI HA DETTO NO». LA DESTRA: «PEGGIO PER LORO»
Nella sala conferenze dell'Hotel Esplanade questa mattina si è riunito tutto il gotha del Pdl abruzzese.
Tutti, nonostante le polemiche delle ultime ore sulla scelta, intorno a lui, l'uomo che il centrodestra ha deciso di schierare per vincere le prossime regionali.
Il messaggio da lanciare è stato:«siamo una squadra e lavoreremo insieme. Non c'è stato nessun attrito. Siamo tutti d'accordo».
Chiodi è stato applaudito a lungo, è apparso emozionato nella sua prima uscita pubblica.
Probabilmente è stata la prima volta ad avere l'attenzione di una intera regione puntata addosso.
Completo blu, capelli sale e pepe attentamente pettinati e soliti occhialini dalla montatura leggera.



Faccia pulita, eloquio fluente e idee chiare, ha parlato per circa dieci minuti a braccio, relativamente poco, visti i tempi biblici dei tradizionali comizi elettorali. Ma lui ha avvertito tutti: «tendo a fare più che a parlare».
Una delle priorità enunciate oggi quella di risanare le finanze: «L'Abruzzo non è sull'orlo del baratro ma è dentro al baratro», ha detto, «quindi bisognerà cercare di far quadrare i conti». Questo il primo passo.
Come intenderà farlo, non lo ha chiarito ancora, bisognerà valutarlo con tutta la coalizione.
Ma «di sicuro», ha già anticipato, «non ci saranno nuove tasse per i cittadini».
Un altro dei punti fondamentali di un suo eventuale mandato la questione Sanità: «daremo linee guida generali, lavoreremo gomito a gomito con il commissario Redigolo che avrà le redini del gioco».
Chiodi ha già detto di non essere «contrario alla sanità privata. E' una libera scelta dei cittadini decidere dove andare». Lui ha fatto appello agli imprenditori del campo: «fino a questo momento c'è stata una falsa concorrenza. Dovranno diventare veri imprenditori per combattere sul mercato ad armi pari. Gli ospedali pubblici però dovranno funzionare bene».



Altro punto fondamentale «abbassare la percentuale del bilancio regionale destinato alla sanità», (attualmente all'80%): «abbiamo bisogno di soldi da destinare alle nuove infrastrutture, agli incentivi alle imprese e tanto altro».
Ha preso la parola anche Gaetano Quagliariello che in queste settimane ha avuto il compito di scegliere il candidato.
Lui ha confermato che il Pdl correrà da solo: «non abbiamo voluto altre forze al nostro fianco (riferendosi all'Udc e La Destra) perché stiamo puntando al futuro. Non vogliamo tornare al passato e affiancarci a partiti con i quali abbiamo già collaborato. Il nostro obiettivo è dare un segnale di rinnovamento».
L'Udc, secondo Quagliariello, «fa parte del passato e noi vogliamo andare avanti. Per adesso il Pdl è una federazione ma noi puntiamo a divenire un unico partito».
Restano in posizioni di primo piano anche gli altri quattro candidati che con Chiodi erano in corsa. Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano saranno coordinatori regionali e insieme a Chiodi dovranno definire la lista dei candidati consiglieri. Maurizio Scelli rivestirà un incarico Nazionale. Giuseppe Tagliente sarà il capolista.



Infine una nota polemica nei confronti de La Destra e dell'Udc che «fino a qualche giorno fa avevano espresso la volontà di correre insieme ed oggi criticano il candidato che volevano appoggiare. Questo è scorretto e non lo condividiamo».
Finita la festa arriva il momento della delicata scelta degli uomini da candidare e di scegliere tutta quella schiera di gregari che in un modo o nell'altro contribuiranno all'eventuale governo dell'Abruzzo del futuro.

17/10/2008 13.44


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PAOLINI:«CHIODI SI SBAGLIA NON PUO' TAGLIARE LA SANITA' PUBBLICA»

E' già polemica (elettorale) a distanza tra il candidato presidente ufficiale del Pdl ed il probabile candidato Enrico Paolini attuale vicario reggente della giunta.
«Nessun presidente di Giunta regionale e nessuna Giunta hanno il potere di chiudere i rapporti con le cliniche private». Ha detto Enrico Paolini riferendosi ad un articolo apparso oggi.
Il presidnete Vicario ha poi spiegato che la possibilità da parte del presidente della Giunta di chiudere i rapporti con le cliniche private viene esclusa dal decreto dei Consiglio dei Ministri dell'11 settembre scorso, firmato da Silvio Berlusconi, in particolare nei punti 4 e 5, dove si chiarisce che tutto ciò che concerne i rapporti con le cliniche e le aziende private spetta unicamente al Commissario straordinario della Sanità, Gino Redigolo.
Per Paolini tale «incauta dichiarazione di Chiodi rischia di compromettere la trattativa che sta portando avanti il Commissario Redigolo con le strutture private, a causa di una sorta di aspettativa politica che si crea per dopo».
Sull'argomento è intervenuto anche Tommaso Coletti.
«Mi preme sottolineare che in queste cliniche lavorano circa duemila persone che nulla hanno a che vedere con le note vicende giudiziarie che hanno coinvolto politici e la stessa proprietà delle strutture sanitarie, ma che hanno sempre e solo lavorato e che con la loro professionalità hanno contribuito a dare prestazioni sanitarie di alto livello», è il pensiero del presidente della Provincia di Chieti, Tommaso Coletti.
«Se ci sono responsabilità», continua il Presidente Coletti, «da parte dei politici e della stessa proprietà, sarà la magistratura ad accertale, ma i rapporti tra la Regione e le strutture vanno salvaguardati, controllati e vigilati nell'interesse della collettività e dei lavoratori. Il nuovo governo regionale sulla scorta dei contenuti del Piano Sanitario, recentemente approvato dal Governo di centro sinistra, dopo anni di “giungla” nel settore e che ha operato tagli fortissimi alla sanità privata e quindi anche a Villa Pini, dovrà valutare i piani presentati dalle strutture convenzionate abruzzesi, dovrà modellarli in modo tale che l'offerta sanitaria privata sia complementare all'offerta pubblica per dare ai cittadini un sistema sanitario all'altezza dei tempi che viviamo».

Il concetto tuttavia non è stato riproposto nella presentazione di oggi.
Le parole di Chiodi di questa mattina infatti si sono limitate ad ipotizzare un futuro «sano equilibrio» tra la sanità privata e quella pubblica dove gli imprenditori della sanità possano fare realmente gli imprenditori «non come adesso».
Chiodi ha poi fatto riferimento al fatto che la sanità pubblica oggi non funziona ed i cittadini sono spinti per forza verso quella privata che si arricchisce.
Per questo il candidato del Pdl ha affermato di voler introdurre «regole nuove» lasciando intendere anche che oggi vigerebbe una sorta di “far west”.

Dopo la presentazione di Chiodi è intervenuto anche il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Carlo Giovanardi che ha “benedetto” il candidato del Pdl.
«Credo che il meccanismo che ha portato alla candidatura di Chiodi sia il più giusto: chi sta con i moderati, chi con il Pdl, chi sceglie la sinistra va con il Pd e chi vuole restare fuori da questi schemi va da solo. Del resto in tutti i Paesi europei si è affermato il bipolarismo».
«Gianni Chiodi – ha proseguito l'onorevole Chiappori (Alleanza Federalista) - è un ottimo candidato che porterà sicuramente una ventata di aria fresca all'Abruzzo, una regione che finalmente potrà rinascere dalle proprie ceneri per poter tornare a far parlare di sé non per scandali sanitari, ma per il suo territorio, per la sua natura e la sua cultura. Gianni Chiodi è un giovane ambizioso, un uomo che ammiriamo sia per il suo operato come amministratore che per le sue doti personali. Un politico di grande carisma che è riuscito a stravolgere letteralmente la città di Teramo nei suoi cinque anni di governo. Proprio per questo siamo sicuri che con lui l'Abruzzo subirà un notevole cambiamento al quale saremo ben felici di partecipare».

«Finalmente si comincia a parlare di cose da fare e di come cambiare nella gestione della Regione a partire dalla sanità», ha commentato il segretario regionale del Prc Marco Gelmini.
«Prc - ha proseguito - ha sempre sostenuto la necessità di introdurre una norma (abbiamo presentato una precisa proposta non approvata dal Consiglio Regione) che preveda la revoca immediata degli accreditamenti nei confronti di quei soggetti privati in sanità che non rispettino le regole e le prescrizioni previste dalla Regione. Serve questo e servono controlli costanti. Invece, si assiste in questi giorni al paradosso che realtà come quella di Angelini rischiano di essere ancora premiate».

E L'UDC APPOGGERA' CASTIGLIONE

Vincenzo D'Incecco, vice presidente provinciale dell'UdC, Giuseppe D'Incecco, membro delle direzioni provinciale e regionale dell'UdC e Marco Mambella, consigliere di quartiere Pescara Colli, hanno deciso di sostenere la campagna elettorale di Alfredo Castiglione, capogruppo regionale di An ricandidato del PdL alle elezioni del 30 novembre.
«Ringrazio di tutto cuore gli amici Vincenzo, Giuseppe e Marco, per aver deciso di sostenermi in questa appassionante campagna elettorale e per aver deciso di entrare con me nella grande famiglia del Popolo della Libertà. Si tratta - dichiara Alfredo Castiglione - di persone che conosco da molto tempo e che stimo particolarmente. Per loro, che hanno già ampiamente dimostrato di avere competenze ed esperienza, si tratta di un riflettuto ritorno nella grande famiglia del centrodestra e il loro apporto sarà estremamente prezioso per la crescita del nuovo soggetto politico che tutti insieme andremo a costituire».
Intanto Carlo Masci è uscito dall'Udc per «l'impossibilita' di aderire ad uno schieramento di centrosinistra alle prossime elezioni regionali».
17/10/2008 15.22

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UDC:«BERLUSCONI CI HA DETTO NO». LA DESTRA: «PEGGIO PER LORO»

ABRUZZO. Nel giorno della conferma che il Pdl correrà da solo Francesco Storace (La Destra) non perde tempo e attacca: «in giro siamo la sola alternativa seria.. Tra Pd e Pdl è in corso solo una partita di potere che non lascia immaginare nulla di buono per il futuro di una terra che è amata da tutti gli italiani».
Storace rilancia così per l'ennesima volta il suo uomo, l'abruzzese Teodoro Buontempo che, come dice Storace avrà un compito difficile: «parlerà al cuore del popolo abruzzese per un grande messaggio di moralizzazione dopo la devastazione che ha colpito la regione».
Il segretario della Destra ha fatto sapere che il suo partito si mobiliterà «come non mai» per denunciare «il rischio di un ritorno dei metodi che sono stati puniti dalla magistratura e i nostri consiglieri regionali saranno le sentinelle popolari contro il malaffare».
Da solo anche L'Udc che schiererà, molto probabilmente, Rodolfo De Laurentiis. «Abbiamo persone credibili ed idee chiare e forti», ha detto Lorenzo Cesa, «per rappresentare al meglio i bisogni e le speranze degli abruzzesi».
Proprio Cesa ha nominato Walter Cozzi, attuale presidente del Consiglio Comunale di Montesilvano, commissario provinciale dell'Udc di Pescara con il compito di organizzare le elezioni regionali.
E a parlare del mancato accordo tra Pdl e Udc ci pensa anche Pier Ferdinando Casini che ha raccontato: «Berlusconi ha spiegato che il Pdl non può allearsi all'Udc. Ne prendiamo atto. Evidentemente ogni scelta politica ha delle conseguenze ma una cosa deve essere chiara:
questo significa ancor più polarizzare a destra il Popolo della Libertà».
Ci sono possibilità di accordo con il Pd? «Noi siamo al centro», ha detto Casini. «Non ci dobbiamo avvicinare a nessuno. Forse sono gli altri che dovrebbero avvicinarsi a noi».


17/10/2008 15.26