A Roccamorice il Pd si spacca: «non vogliamo gli indagati»

Alessandro Biancardi

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ROCCAMORICE. "Roccamorice Amica", componente, presentatasi autonomamente alle elezioni degli organismi dirigenti rappresenta il 48% degli aderenti al Pd ma adesso prende le distanze proprio la Partito Democratico.
La notizia la danno Francesco Palumbo, ex sindaco di Roccamorice ed attuale capogruppo dell'opposizione, e l'ex assessore ed attuale consigliere di minoranza Alessandro D'Ascanio.
La scelta arriva dopo la decisione di candidare gli indagati alle elezioni primarie di domenica 19 ottobre, («elezioni alle quali non parteciperemo», ha detto Palumbo), in quanto, secondo i componenti, si tratterebbe di «una pantomima che ha il solo scopo di sollevare l'attuale gruppo dirigente da ogni responsabilità derivante da questa scellerata decisione».
Per la ribelle "Roccamorice Amica" il Pd è «incapace di dare forma e sostanza ad un nuovo progetto politico e a una nuova classe dirigente».
E a proposito di indagati Roccamorice è il “feudo” di Donato Di Matteo che tira l'altra componente maggioritaria del partito.
Per ora si tratta di una autosospensione che potrebbe anche rientrare:
«nutriamo ancora la speranza», ha spiegato Palumbo, «che il Pd si ravveda e segua le sollecitazioni degli alleati affinchè si faccia seriamente i conti con la degenerazione morale e politica che attanaglia il sistema politico abruzzese». Ma se gli indagati dovessero essere candidati anche nelle liste ufficiali «usciremo definitivamente dal partito».
Palumbo e D'Ascanio sottolineano come «il Pd abruzzese è stato demolito da un'inchiesta giudiziaria che ha portato all'arresto di personalità aderenti a tale partito, rappresentative di tale partito.
Si tratta di una realtà abnorme di cui prendere atto. Del Turco e la sua cordata sono ridiventati socialisti all'indomani dell'arresto, mentre prima erano considerati una componente che arricchiva il partito. Troppo facile e troppo comodo dire ora che si era contro la sua candidatura, troppo facile e troppo comodo dire ora che la Giunta regionale non governava adeguatamente».


16/10/2008 16.57