Ds:«Ora basta, occorrono regole per il commercio. Ecco la nostra proposta»

Alessandro Biancardi

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Ds:«Ora basta, occorrono regole per il commercio. Ecco la nostra proposta»
Il punto di partenza è che il commercio in Abruzzo ha bisogno di regole.
Su questo sembrano essere quasi tutti d'accordo (tranne ovviamente chi ha fatto man bassa).
Anche i Ds se ne sono convinti e, dopo decenni di sviluppo naturale e selvaggio della grande distribuzione, oggi il settore ha bisogno di regole ferree e chiare che in Abruzzo sono sempre mancate.
Regole per la grande distribuzione ma anche per le piccole e medie imprese perché «insieme possano creare sviluppo e convivere».
Insomma, a cose fatte, questa parte del centrosinistra, dopo aver partecipato attivamente alla creazione di nuovi centri commerciali (ultimo esempio il Megalò di Chieti dove proprio i Ds hanno avuto un ruolo rilevante) ora vuole riordinare il settore.
Almeno così propone in piena campagna elettorale anche se a ben guardare non si trovano chiari principi per limitare la proliferazione della grande distribuzione.
I Ds. questa mattina, in una conferenza stampa, hanno illustrato le linee guida di una legge-quadro che possa governare i processi di innovazione, di specializzazione, di accorpamento e di quant'altro sia utile per mettere al passo la nostra regione anche dal punto di vista normativo con gli altri paesi europei.
L'iniziativa legislativa manifesta volontà di dotarsi di uno strumento di «sintesi sistematico riassuntivo dell'intera legislazione regionale sul comparto commerciale nella sua accezione più ampia».
In altre parole i Democratici di sinistra propongono la realizzazione di un “Codice del commercio” che possa coniugare anche gli «elementi di trasparenza e chiarezza per snellire le normative e le procedure burocratiche» che spesso soffocano i più deboli.

LA SITUAZIONE ATTUALE.
Come noto l'Abruzzo rappresenta la punta dell'icerberg della rete distributiva che ha subito profondi cambiamenti degli ultimi decenni favorendo squilibri territoriali.
Il sistema della distribuzione regionale è sempre più caratterizzato dall'elevata concentrazione territoriale della grande distribuzione, in termini di quote di mercato e in termini anche di metri quadri occupati.
D'altro canto, la conseguenza diretta è il declino della distribuzione tradizionale, con relativa sparizione, nelle aree interne, dei centri storici delle città, caratterizzato un tempo da piccole botteghe.
La grande distribuzione in Abruzzo occupa oggi una superficie pari a 303,78 m² per 1000 abitanti, contro la media nazionale di 205 m² .
Questo dato, però, secondo i Ds, non sarebbe in linea con l'idea di sviluppo policentrico che hanno in mente di realizzare per la nostra regione.
Secondo Augusto Di Stanislao, anche il documento finanziario programmatico della regione risponderebbe positivamente alle esigenze degli Ds «ponendo un'attenzione nuova sia ai centri storici che ai piccoli centri, attraverso l'integrazione tra il commercio e il turismo» e realizzare i distretti commerciali.

LA LEGGE QUADRO.
La legge proposta dal centrosinistra avrebbe l'obbligo sostanzialmente di dettare gli indirizzi generali di programmazione commerciale e urbanistica della rete distributiva di tutta la regione attraverso un'adeguata programmazione, programmazione che finora è stata latitante. Insomma una sorta di testo unico a cui tutti dovrebbero fare riferimento.
La proposta dunque si propone di:
• favorire la realizzazione di una equilibrata rete distributiva agevolando gli insediamenti volti a far sorgere nuove piccole e medie industrie che operano sul territorio
• rendere compatibili gli insediamenti commerciali con il territorio, valorizzare la funzione commerciale anche al fine della riqualificazione del tessuto urbano.
• rivitalizzare il tessuto economico, sociale, culturale sia nei centri storici -con l'individuazione di incentivi-, sia nelle zone interne attraverso la promozione di centri polifunzionali e la formazione professionale
• garantire al consumatore -attraverso una presenza equilibrata delle diverse forme distributive- una possibilità di scelta in ambito concorrenziale favorendo di fatto sia il contenimento dei prezzi sia un corretto equilibrio tra attività di diverse dimensioni
• regolare la presenza e lo sviluppo delle grandi strutture di vendita al fine di contenere l'uso del territorio, assicurando la compatibilità ambientale e salvaguardare l'equilibrio con le tipologie distributive
• favorire l'associazionismo tra piccole imprese e la governance cooperativa
• monitorare il settore attraverso un apposito osservatorio che possa registrare in tempo reale bisogni e cambiamenti.

I democratici di sinistra poi promettono una più ampia concertazione che possa portare ad una programmazione che tenga conto di tutte le voci del settore commercio, dalle associazioni, agli enti locali ai sindacati.
«Da subito i Ds», conclude Di Stanislao, «si faranno promotori di due provvedimenti ponte: il primo sarà una legge organica pluriennale di sostegno per gli investimenti innovativi in forma singola e associata, effettuati dalle imprese commerciali nei centri storici e nelle aree montane. Questa legge avrà un respiro almeno triennale. Inoltre, proporremo una legge di riordino della disciplina degli orari di apertura e chiusura delle attività commerciali con l'obiettivo di armonizzare le singole decisioni delle amministrazioni locali».
24/01/2006 12.32