Legnini spera in Di Pietro. Ma Gaspari stronca «il partito della pagnotta»

Alessandro Biancardi

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Legnini spera in Di Pietro. Ma Gaspari stronca «il partito della pagnotta»
ABRUZZO. La formazione di una coalizione nuova e larga, che comprenda l’IdV e l’Udc e le altre forze politiche disponibili, è ancora possibile anche se il tempo a disposizione si restringe sempre di più.
La porta aperta la lascia il senatore del Partito Democratico Giovanni Legnini (nella foto) che vede questa come l'unica salvezza per tenere lontano dall'Abruzzo Berlusconi e i suoi.
Ma l'accordo si può realmente concretizzare? «Dipende dalla saggezza e dalla generosità dei protagonisti di questa complessa vicenda», sostiene Legnini. «L'IdV può e deve farsi carico di questa esigenza. Se non lo farà si troverà ad essere il miglior alleato della destra e di Berlusconi, proprio mentre Di Pietro lancia nella piazze italiane l'allarme dittatura».
Se il PdL vincerà, assicura il senatore del Pd, «l'Abruzzo da regione verde diventerà la regione nera d'Italia, con buona pace per l'Ambiente, l'agricoltura, il turismo e il suo modello di sviluppo conquistato in 50 anni. Il governo Berlusconi sta maltrattando l'Abruzzo, nel silenzio dei suoi parlamentari, e se il PDL dovesse vincere le elezioni regionali, la situazione si aggraverebbe».
E nei giorni scorsi era tornato sulla questione alleanze anche Remo Gaspari. L'ex ministro, sabato scorso, a margine di un incontro politico, ha parlato di «partito della pagnotta»: nella difficile individuazione delle alleanze, i partiti «si litigano le pagnotte del futuro. Io temo che in tutta questa battaglia non si parli di programmi. Si parla di posti, di listino, di assessorati. C'e' la corsa al posto dove si mangia, le liti sono tutte lì».
Anche perché secondo Gaspari, «chi prende 20- 30 milioni al mese di vecchie lire risolve i problemi propri e della propria famiglia in maniera egregia e in modo facile». Oggi, quindi, «la retribuzione e' diventata l'aspetto principale», in politica, mentre ai suoi tempi «era marginale».
«Quando persino Remo Gaspari comincia a parlare come Beppe Grillo vuol dire che è davvero
giunta l'ora di cambiare», ha commentato Maurizio Acerbo (Rc).
«Quando Gaspari parla di politici famelici e di mangiatoia evoca una crisi di legittimazione alla quale vanno date risposte. L'ex-ministro ci dà l'occasione di rilanciare la proposta che avevamo lanciato nelle settimane scorse. Il centrosinistra ha oggi i numeri in Consiglio Regionale per votare una drastica riduzione di indennità e vitalizi. Il PD ha annunciato questa intenzione programmatica, l'Italia dei Valori pure. Non bisogna rimandare a domani, quando forse non ci sarà una maggioranza di centrosinistra, quello che si può fare oggi».
13/10/2008 11.15