Pdl decide martedì. Pd verso le primarie-verità

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Pdl deciderà il suo candidato martedì prossimo. Slitta ancora, quindi, la decisione che doveva arrivare entro questa settimana. Ma Gianni Chiodi, intanto, sembra guadagnare posizioni. * MASCITELLI (IDV):«OCCORRE DISCONTINUITA’ CON IL SISTEMA E CON I METODI CLIENTELARI»



Una cosa sembra più che certa: no a nomi esterni, la carta da pescare dal mazzo sarà sicuramente abruzzese.
Intanto il Pd si prepara alle primarie di domenica 12 ottobre per scegliere i candidati, nel nome della partecipazione.
Nessuna novità sul fronte delle alleanze ma probabilmente i risultati della consultazione domenicale potrebbero favorire o lacerare definitivamente le alleanza.
Secondo quanto emerge dal nostro sondaggio, chiuso sabato mattina, gli elettori non gradiscono un accordo tra Pd e Italia dei Valori. Per il 55% dei votanti è meglio se ognuno segua la propria strada, per il 44%, invece, potrebbe essere un buon matrimonio elettorale. ([url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/xoopspoll/pollresults.php?poll_id=13]GUARDA I RISULTATI[/url]).
Si scaglia contro il Partito Democratico, invece Domenico Iannamico, coordinatore regionale del Movimento Sociale.
«Gli inquisiti, cacciati dalla porta dagli arresti che hanno decapitato la Giunta Del Turco, rientrano dalla finestra con le primarie del Partito democratico», attacca. «Proprio mentre in Abruzzo si sente l'esigenza di un Consiglio regionale con persone 'pulite' e prive di conti in sospeso con la Giustizia, il Pd di Luciano D'Alfonso se ne esce con un escamotage appositamente pensato per dare spazio agli inquisiti: le primarie per scegliere i candidati consiglieri aperte anche a chi ha procedimenti penali in corso. Sarà il risultato uscito dalle urne ad aprE finalmente gli occhi al segretario regionale, quando per lui sarà troppo tardi».
In casa Mastella, la discesa in campo dell'Udeur ha prodotto una prima serie di adesioni al progetto centrista, secondo il portavoce regionale del partito, Giampaolo Arduini, il quale ha sostenuto che «hanno deciso di correre sotto il simbolo Udeur molti movimenti di ispirazione moderata».
Tra chi ha deciso, figurano: Per l'Abruzzo, Rifondazione DC, Per il Sud, Pensionati democratici Italiani, Federazione Liberali, Lega Sud e il Partito Democratico Crtistiano.

Contesta la notizia Raffaello Morelli della Federazione dei Liberali che smentisce l'accordo con l'Udeur.
«La Federazione dei Liberali», dice Morelli, «sta lavorando insieme a molti altri amici di altri gruppi liberali per presentare in Abruzzo una autonoma lista liberal-democratica-riformatrice, anche se fiosiologicamente non chiusa ad altre esperienze».

Pierluigi Mantini, segretario della commissione Giustizia Camera dei Deputati invece continua a sposare l'ipotesi di una «intesa istituzionale tra i principali partiti su un presidente autorevole e indipendente», con un programma limitato a pochi precisi punti (separazione tra politica e sanità, riforma urbanistica e dei regolamenti, alcune infrastrutture ecc..) e un mandato a termine.
Una pausa, giusto per far riprendere all'Abruzzo il «ciclo elettorale ordinario”, con le altre regioni, nel 2010 risparmiando sette milioni e brutte figure».
«Non è andata così», dice amareggiato Mantini, «anzi è finita nel modo peggiore. Le elezioni del 30 novembre si svolgeranno nel massimo della conflittualità, tra divisioni, ripicche, veleni, condizionamenti evidenti delle vicende giudiziarie su quelle politiche. Anzi il futuro governo della regione sarà in condominio con la magistratura».
«Anche se vincesse il centrodestra, che si mostra più unito, è intuibile sullo sfondo un clima di ricatti, dossier, veleni che scoraggia gli stessi protagonisti ed è destinato a pesare».
E Mantini spera nelle liste civiche: «mi auguro che siano ricche di persone generose, innamorate della politica come servizio al bene comune, “forti e gentili” ma anche testarde».
11/10/2008 11.18
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MASCITELLI (IDV):«OCCORRE DISCONTINUITA' CON IL SISTEMA E CON I METODI CLIENTELARI»

«Sbaglia chi considera e riduce la candidatura dell'onorevole Carlo Costantini a un errore di metodo o a un ricatto fazioso. Da parte nostra non vi è alcun interesse a distruggere tutto ciò che di buono si può fare per l'Abruzzo».
Lo ha dichiarato il Coordinatore Regionale dell'Italia dei Valori senatore Alfonso Mascitelli che ha voluto sottolineare la necessità da parte di tutti di abbandonare polemiche pretestuose e guardare alla sostanza delle cose.
«L'Italia dei Valori ha già dato in termini di umiltà – ha proseguito il senatore Mascitelli - contribuendo alla vittoria e sostenendo in molte istituzioni il riformismo di centro-sinistra guidato dal Pd. Abbiamo superato ampiamente gli esami della nostra coerenza, dimostrando di essere un'alternativa credibile agli errori del centro-destra, senza veti per chi vuole condividere sinceramente questo percorso. Ora, però, è il tempo della responsabilità, che, per essere vera e non di facciata, deve essere accompagnata al coraggio della discontinuità. E non può esserci discontinuità se si continua a dire che quanto successo in questi anni in Abruzzo, da Montesilvano alla Fira, dallo scandalo della gestione dell'acqua al governo della regione, per citare solo alcuni esempi, sia solo riconducibile a responsabilità individuali e non invece frutto di un sistema sbagliato di governo, di comportamenti clientelari e di bottega, che va smantellato una volta per tutte. Una candidatura credibile, come quella dell'onorevole Carlo Costantini – ha concluso il senatore Mascitelli -, ha avuto l'unica colpa, per l'eccezionalità degli eventi, di rivolgersi direttamente agli abruzzesi, scavalcando le liturgie dei partiti, con un appello a rompere definitivamente con la politica malata. Se questa è la colpa che ci viene rimproverata, allora siamo colpevoli ma i cittadini sapranno giudicare».

11/10/2008 14.34