Elezioni regionali, che confusione nel centrosinistra…

Alessandro Biancardi

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* VERINI (LD), «RIDURRE IMMEDIATAMENTE I COSTI DELLA POLITICA»
ABRUZZO. Una situazione in continuo divenire, che muta comunicato dopo comunicato, corre sul filo del telefono, dall'Abruzzo a Roma. Ma dopo lo strappo del segretario del Pd di ieri sembra ci sia un punto fermo. Oppure no.
Ieri in mattinata dagli stati generali del Pd arrivava un messaggio fermo nei confronti del recalcitrante Idv, fermo ma non decisivo, e apparentemente di apertura ad una trattativa.
D'altronde pare anche Di Pietro, a suo modo, non aveva escluso il dialogo ponendo però condizioni «imprescindibili».
Poi nel pomeriggio il segretario del Pd, Luciano D'Alfonso, ha espresso parole di sdegno e sprezzo verso la presa disposizione dello stesso Di Pietro.
Che succede ora?
Beato chi lo sa…
Se ieri sembrava certa la rottura tra Pd e Idv oggi a rimescolare e confondere le carte ci prova Rifondazione Comunista che intravede ancora un dialogo possibile tra i due partiti in allontanamento progressivo.
«Proviamo a ricostruire i fatti», spiega oggi il segretario di Rc, Marco Gelmini, «ieri, per la prima volta, in un comunicato ufficiale, il PD, rappresentato dai massimi vertici nazionali e regionali, ha dichiarato di accettare un candidato a Presidente non espressione dello stesso PD. Non dimentichiamo che da giorni il PD abruzzese pare aver accolto l'invito a non presentare nelle proprie liste persone con avvisi di garanzia o che possano arrecare problemi alla costruzione della coalizione di centrosinistra».
Il Pd e Rifondazione Comunista hanno separatamente avviato una riflessione programmatica che ha prodotto proposte che, secondo Rc, potrebbe rappresentare «una base di partenza per tutto il centrosinistra».
A partire dalle prossime sedute in Consiglio Regionale (ammesso che ci sia ancora spazio per più di una seduta prima delle elezioni del 30 novembre) la maggioranza uscente si sarebbe accordata per «produrre atti in favore della riduzione dei costi della politica, per la tutela del territorio (moratoria delle cave) e per l'utilizzo dei fondi per le aree sottoutilizzate».
Un accordo che probabilmente non potrà toccarsi con mano se non (eventualmente) dopo le elezioni, a cose fatte.
«Ci pare», aggiunge Gelmini, «vi siano quindi le condizioni per finalmente arrivare ad un incontro di tutte le forze del centrosinistra, IdV compresa, per verificare la possibilità di dare vita ad una coalizione fortemente rinnovata che possa candidarsi ad una svolta di governo regionale, unica possibilità di battere il centrodestra promotore del sistema di commistione tra affari e politica in Abruzzo».
Il messaggio di Rc è chiaro: solo uniti si può sperare in un risultato dignitoso, magari vincere.
Tutti sanno che le attuali condizioni del Pd non sono affatto buone e con le divisioni la situazione non farebbe che peggiorare.
Le continue inchieste non fanno che peggiorare le cose.
A cercare di ricompattare quella che oggi appare come un ricordo lontano, quella coalizione che negli ultimi anni è riuscita a sbancare quasi ovunque in Abruzzo, ci prova Rifondazione Comunista invitando l'IdV «al confronto necessario per condividere scelte tra possibili alleati ed il Pd ad evitare polemiche e goffi tentativi di allargamento a destra che renderebbero impraticabile l'obiettivo di ricostruire un nuovo centrosinistra».
E pare si sia rimasti ancora a “caro amico”, mancando gli accordi di base, fondamentali per impiantare una campagna elettorale che è già partita da giorni. Intanto il Pdl accelera sul nome del candidato presidente.
Nel centrosinistra spicca solo Carlo Costantini per l'Idv che correrà comunque, da solo o appoggiato dal Pd (se questo cambierà idea), in caso contrario forse dalle primarie arriveranno le prime timide indicazioni di nomi papabili per il partito di Veltroni.
lI resto è nebbia fitta e insidiosa.
08/10/2008 12.20

MELILLA:«MEGLIO UN ACCORDO ALTRIMENTI ARRIVERANNO I TEMPI CUPI DELLA CORRUZIONE»

«La lite violenta dell'IdV con il Partito Democratico sta mandando a pezzi il centrosinistra. Presentarsi divisi equivale a perdere le elezioni e tornare al bel tempo che fu. Basta leggere i giornali di oggi sulla chiusura delle indagini sullo scandalo FIRA – con l'allora vicepresidente della Giunta regionale nonché coordinatore regionale di Forza Italia, Vito Domenici, coinvolto nell'inchiesta con l'ex presidente della Finanziaria regionale, Masciarelli (messo lì da FI) e l'ex vicepresidente della stessa, Trozzi (messo lì da AN)».
E' il commento di Gianni Melilla coordinatore di Sinistra Democratica.
«La responsabilità di questa rottura», dice,«è innanzitutto di Italia dei Valori, che ha sinora rifiutato di sedersi al tavolo del confronto con i partiti del centrosinistra. Ha posto la candidatura di Costantini – che a noi di Sinistra Democratica andava bene e continua ad andare bene – come una clava, quasi che fosse interessata più nel farla respingere che farla accettare dal Pd».
«Se IdV vuole», conclude Melilla, «si può ancora fare un accordo. In caso contrario prevarranno nel futuro dell'Abruzzo le forze che hanno originato la grande questione morale e giudiziaria che ha toccato la Fira, la Sanità, la Sangritana, ‘Roccaraso', i finanziamenti Docup con un intreccio perverso tra politici e imprenditori».

08/10/2008 15.38



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VERINI (LD), «RIDURRE IMMEDIATAMENTE I COSTI DELLA POLITICA»


L'AQUILA. Antonio Verini, consigliere regionale dei Liberaldemocratici ha presentato un progetto di legge per ridurre immediatamente i costi della politica.
«La mia proposta di legge», spiega, «è fondata su un meccanismo semplicissimo. Nell'attesa di procedere al complessivo riordino della giungla delle società controllate e partecipate dalla Regione, si deve provvedere al loro commissariamento immediato, facendo decadere gli organi di governo di nomina regionale».
Alcuni enti, poi, secondo la proposta ancora da valutare, possono essere soppressi subito: «è il caso della Fira, un ente ormai inopportuno oltre che inutile, è il caso di Abruzzo Lavoro, le cui competenze residue possono essere rapidamente trasferite alle province, è il caso della Gtm, che può essere subito assorbita dall'Arpa, e così via», continua Verini.
Da subito, si spiega ancora nella proposta, possono essere inoltre eliminate le posizioni di nomina politica e messe già all'indice dalla legge Finanziaria 2008 (n.244/07): «occorre revocare dunque i vicepresidenti, ed insieme a loro i direttori ed i vicedirettori generali. Non si comprende poi perché nelle società regionali i compensi dei membri del Collegio sindacale siano troppe volte allineati ai massimi previsti dalle tariffe professionali».
«Ora basta con questi sperperi», annuncia Verini, «dobbiamo dare un segnale concreto di buona politica ancora prima delle elezioni».
Gli Enti strumentali e le Società partecipate e controllate dispongono di circa 250 sedi e uffici sul territorio regionale, e di una pletora di direttori, vice direttori, consigli di amministrazione e presidenti.
«E' un apparato tanto elefantiaco quanto inutile», contesta il consigliere, «del quale l'Abruzzo non può permettersi più il lusso.
Ovviamente la riduzione dei costi deve riguardare i livelli politici e di governo (membri dei consigli di amministrazione, dirigenti di nomina politica, revisori de conti, ecc.) e non già il personale operativo che sarà riattribuito, attraverso l'accorpamento, agli enti riformati o alle direzioni regionali», conclude Antonio Verini.

08/10/2008 15.18